Moto

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Moto: — Moto apparente degli astri: quello da cui sembrano animati gli astri osservandone le successive posizioni riferite alla Terra supposta ferma, e che in realtà risulta dalla combinazione: — del movimento di rotazione intorno all'asse terrestre, per il quale ciascun astro descrive una circonferenza col centro sull'asse e ad esso normale; — di un movimento di traslazione sopra un'orbita eguale e parallela all'orbita terrestre; — del movimento proprio dell'astro. Per le stelle gli ultimi due movimenti sono insensibili, a causa dell'enorme distanza. (Cattolica). Per la forma geometrica del moto apparente degli astri v. Sfera celeste. — Moto ondoso: denominazione scientifica del movimento speciale assunto dagli strati superficiali del mare e dei laghi a causa dell'attrito e della pressione del vento. Questo, al suo inizio, produce degl'increspamenti, che vanno di mano in mano accentuandosi fino a formare delle onde a profilo dissimmetrico, dette Onde di sottovento, aventi maggiore ripidità nel ramo non investito dal vento e con le creste più o meno affilate e schiumose a seconda della maggiore o minore forza del vento. Al cessare del vento, prima /pima/ che la superficie delle acque riprenda la posizione normale, le onde assumono un profilo simmetrico e si chiamano Onde di calma o di mare morto. Fra le teorie matematiche sul moto ondoso la più adatta a spiegare la realtà dei fenomeni è quella trocoidale. Essa ammette che le molecole d'acqua della superficie dell'onda descrivano, con moto uniforme e con la stessa velocità, circonferenze eguali, aventi i centri su di un piano orizzontale, superiore a quello delle acque calme, e il diametro eguale all'altezza dell'onda. La curva che congiunge la posizione istantanea delle varie molecole di una stessa sezione, costituisce il profilo dell'onda ed ha la forma di una trocoide. Al variare delle posizioni istantanee delle molecole, la curva che le congiunge si sposta nella direzione del vento, sicché il formarsi di successive creste e gole in posizione contigua a quella osservata in un determinato istante fa sembrare che le acque abbiano un movimento di traslazione, mentre questa avviene soltanto per il profilo dell'onda. Il moto ondoso ha un'intensità decrescente dalla superficie al fondo, e si ammette che a una profondità eguale alla lunghezza d'onda divenga trascurabile. Le leggi del moto ondoso sono di grande importanza per lo studio delle qualità nautiche delle navi, giacché i fattori essenziali
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di esse sono: il rapporto tra il periodo di oscillazione della nave in acque calme (periodo naturale) e il periodo delle onde in mezzo alle quali la nave rolla, e l'effetto della resistenza dell'acqua, essendo la spinta variabile a seconda che la nave si trovi sulla cresta o sulla gola dell'onda. Se la nave ha un periodo naturale molto piccolo e grande altezza metacentrica le rollate, per una determinata onda, sono massime, e viceversa. Se il periodo naturale è eguale al periodo dell'onda, si ha il caso critico del sincronismo che farebbe aumentare l'inclinazione di rollio della nave ad ogni ondata e la porterebbe al capovolgimento se non intervenisse a determinare l'equilibrio la resistenza del mezzo, la quale cresce con l'aumentare dell'ampiezza del rollio. — Moto ondoso: nello studio della forma e della struttura delle opere di difesa di un porto viene tenuto conto del diverso modo di comportarsi delle onde allorché giungono in contatto con una diga o con un molo, secondo che questo presenti ad esse una fronte inclinata a scarpata più o meno ripida, oppure una parete sensibilmente verticale almeno fino a una certa profondità (il doppio dell'altezza dell'onda). Nell'ostacolo a fronte inclinata, l'onda risale la scarpata e dà luogo al frangente con cimento molto notevole; in quello verticale, invece, se la profondità al piede è tale da non generare il frangente, si ha soltanto, oltre la pressione statica, quella dinamica dovuta alla velocità orbitale delle particelle, che è molto inferiore a quella del frangente. Si considerano non soltanto le onde dirette, che vengono dal largo, ma anche i fenomeni di espansione e di riflessione e i movimenti di risacca che le onde possono generare in corrispondenza delle opere di difesa all'interno dei porti. — Moto relativo: spostamento di una nave in movimento rispetto ad altra, pure in movimento, considerato nei suoi effetti cinematici e cioè nelle variazioni di distanza e di rilevamento tra esse in un dato tempo. Lo spostamento rispetto a un punto fisso si chiama invece Moto assoluto. Sulla conoscenza delle leggi del moto relativo è basata la risoluzione dei problemi cinematici della tattica navale, tra i quali il più frequente è quello di determinare la rotta che una nave o un complesso navale di data velocità debbono assumere per portarsi nel minimo tempo a distanza e rilevamento, prestabiliti da una nave o complesso navale di cui siano note la rotta e la velocità. Analogo problema si risolve per determinare la direzione da dare alla corsa del siluro affinché possa colpire un bersaglio di cui siano note la rotta e la velocità. Nelle moderne centrali per la direzione del tiro si risolve invece il problema reciproco. Determinando con adatti istrumenti gli elementi del moto relativo, cioè le variazioni di distanza e di rilevamento della nave bersaglio, e conoscendo naturalmente la propria rotta e velocità, si deducono gli elementi del moto assoluto del bersaglio (rotta e velocità), elementi dai quali si ricavano in definitiva l'alzo e il cursore per la punteria dei cannoni.