Scuola

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Scuola1: — Scuola allievi mozzi: scuola della R. Marina esistita in passato per la preparazione dei giovanetti, che si arruolavano volontariamente e che, dopo ultimata la scuola mozzi, venivano inviati a frequentare le scuole professionali della R. Marina, a seconda delle rispettive attitudini. La scuola mozzi si svolgeva su apposite navi a vela, che risiedevano normalmente a La Spezia e facevano frequenti campagne di mare. (Corazzini). — Scuola d'applicazione del Genio navale: gli ufficiali del Genio navale vengono formati presso la R. Accademia navale di Livorno. Ultimati i tre anni di corso e promossi sotto-tenenti, compiono due anni di studio presso la Scuola di ingegneria di Genova (II e III anno di applicazione), dove conseguono la laurea. — Scuola cannonieri e telemetristi: denominazione usata in passato per i corsi relativi alla formazione dei cannonieri puntatori e per quelli dei telemetristi, che si svolgono oggi presso la Scuola C. R. E. M. di Pola. Anticamente la Scuola cannonieri si svolgeva su di una apposita nave scuola che risiedeva a La Spezia. — Scuola di comando navale: scuola della R. Marina nella quale gli ufficiali di vascello vengono addestrati alla manovra delle navi, anche ad alta velocità, alle esercitazioni complesse di gruppi di navi, alla manovra dei sommergibili. Si svolge su apposite unità (torpediniere e sommergibili) costituenti la Flottiglia scuola di comando con sede a Taranto. — Scuole del C. R. E. M.: quelle esistenti a La Spezia, Pola e Venezia per addestrare il personale volontario, e in qualche caso anche quello di leva nelle materie professionali. Nelle scuole di La Spezia, dette di S. Bartolomeo per la loro ubicazione, si svolgono i corsi per formare gli elettricisti, i siluristi, i radiotelegrafisti e i cannonieri addetti al confezionamento delle munizioni (artificieri) e quelli addetti alla condotta e manutenzione degli apparecchi per la trasmissione degli ordini relativi alle artiglierie. Nella scuola di Pola si svolgono i corsi per i cannonieri puntatori, per i telemetristi, per i segnalatori, i nocchieri, i motoristi, i furieri e i carpentieri. A Venezia vi è la Scuola meccanici per la formazione dei militari della categoria meccanici. Per ciascuna categoria si svolgono tre specie di corsi: Corso ordinario, per gli allievi delle rispettive categorie i quali al termine del corso vengono nominati comuni di 1a classe e in seguito promossi sottocapi;
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Corso di istruzione generale professionale (Corso I G P) per i sottocapi che debbono acquistare l'idoneità per la promozione a 2° capo; Corso di perfezionamento (Corso P) per i 2i capi che debbono acquistare l'idoneità per la promozione a capo di 3a classe e successivamente di 2a e di 1a. — Scuola di grumetti (sec. XVIII): v. s. Grumetto. — Scuola infermieri: v. s. Ordinamento. — Scuola dei macchinisti: scuola della R. Marina esistente in passato a Venezia e dalla quale i giovani uscivano col grado di sottufficiale (denominato allora di terzo macchinista), che conseguivano dopo un periodo di tirocinio a bordo. Oggi esiste la Scuola meccanici, essendo stata abolita la categoria dei macchinisti. V. Macchinista. — Scuola di marina mercantile: nome dato dal Corazzini, per Istituto nautico. — Scuole per la Marina mercantile: per la integrazione del periodo di tirocinio nautico prescritto pel conseguimento del grado di capitano di lungo corso si svolgono dei corsi pratici, della durata da 12 a 18 mesi a bordo del motoveliero Patria, nave scuola per gli ufficiali della Marina mercantile, che compie dei viaggi di lungo corso. Giusta il r. decreto-legge del 5 gennaio 1928, n. 123 l'istruzione e lo svolgimento dei corsi di tirocinio sono affidati a una società anonima (Nazario Sauro) costituita e diretta sotto il controllo del Ministero delle comunicazioni, Direzione generale della Marina mercantile. L'ammissione ai corsi si effettua mediante concorsi fra i diplomati capitani di lungo corso, i quali abbiano raggiunto l'età di 18 anni e non superata quella di 24. — Scuola meccanici: scuola esistente a Venezia per la formazione dei graduati della categoria meccanici. V. Scuole del C.R.E.M.; Scuola dei macchinisti, più sopra. — Scuola musicanti: v. s. Ordinamento. — Scuole navali di guerra: denominazione generica degli istituti esistenti presso le varie marine militari per l'istruzione superiore degli ufficiali di vascello negli studi riguardanti i varii rami dell'arte militare marittima e in problemi di politica ed economia marittima. In Italia vi è l'Istituto di guerra marittima di Livorno; in Inghilterra il Royal Naval College; negli Stati Uniti il War College. — Scuola di navigazione: nome registrato dal Corazzini, ma che non indica alcuna scuola conosciuta, del genere. — Scuola nocchieri e segnalatori: denominazione usata in passato per i corsi relativi alla formazione degli allievi nocchieri e per quelli dei segnalatori, che si svolgono oggi presso la Scuola C. R. E. M. di Pola. (Bardesono). — Scuole professionali per la maestranza marittima: v. Consorzio. — Scuola radiotelegrafisti: denominazione della scuola della R. Marina che esisteva al Varignano (La Spezia), nella quale si formavano i militari della categoria radiotelegrafisti. V. Scuole del C. R. E. M.Scuola torpedinieri: denominazione della scuola della R. Marina che esisteva a S. Bartolomeo (La Spezia), nella quale si formavano i militari delle categorie elettricisti e siluristi. Anticamente si svolgeva su di un'apposita nave-scuola che risiedeva a La Spezia. V. Scuole del C. R. E. M.. — V. anche Ordinamento. — Bastimento di scuola: nave scuola (v. s. Nave). (Guglielmotti). Non è in uso. — Nave scuola: v. s. Nave. — Nave scuola marinaretti: v. s. Nave. — Regia scuola: « pei novizi e mozzi a Napoli; d'applicazione per gli allievi degli ingegneri navali; degli allievi macchinisti a Venezia; degli alunni marinari in Napoli; degli alunni del corso suppletivo alla regia scuola di marina; dei cannonieri. All'amministrazione del Riboty si debbono i perfezionati ordinamenti ». (Corazzini). Si tratta di denominazioni non tutte esatte, alcune delle quali, con il nome appropriato, sono già in questo articolo; altre si riferiscono a istituzioni che non esistono più.