Bucintòro

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Bucintòro. — Nave, prima mossa a rimorchio, poi a remi, sfarzosamente maestosa, usata a Venezia ogni anno, all'Ascensione, per lo sposalizio del mare, dal doge e dalla serenissima signoria. L'ultima fu varata nel 1728, e era lunga metri 34.80. Fu imitata da papi e altri principi d'Italia. La prima celebre è del 1177. (V. Jal; Guglielmotti; Encicl. It. VIII 15-16; Folklore It. IX 19-23). V. Bucentoro. (Ant. bucentauro, bucentorio, bucentoro, franc. Bucentaure. Buciontòro, dato dal Guglielmotti, è forse forma inventata da
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lui per ragione etimologica. L'unica spiegazione possibile proposta è da un greco *βου + κένταυρος, versione di Centaurus magna, una delle navi dell'Eneide di Virgilio, nome che sarebbe stato messo alla più pomposa nave veneziana. V. anche boçentòro, cioè bozzentòro, forma che prova un'origine non antica del nome: cfr. anche le forme antiche: Folklore It. IX 19-23. L'etimologia anzidetta risale già a Cristoforo Da Canal [sec. XVI], e al De La Cerda [1612]: Jal 353).