Porto1. — Luogo del littorale dove ricoverano le navi per sicurezza, per rifornirsi, per eventuali riparazioni, per lo sbarco e l'imbarco delle merci e dei passeggeri o per scopi militari. (Dante, Boccaccio, ecc.). Tarant. Puerto. V.
Guardaporto.
— (Nei tempi barbari, a Venezia indicava un luogo di mercato: Mutinelli).
— V.
Avamporto.
Classificazione dei porti, giusta il testo unico sulle opere marittime approvato col regio decreto 2 aprile 1885, n. 3095:
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Porto di I categoria: ciascuno di quelli che interessano la sicurezza della navigazione in generale e che servono unicamente o precipuamente a rifugio o alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato.
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Porto di II categoria: ciascuno di quelli che servono precipuamente al commercio.
I porti di II categoria si dividono in 4 classi:
Porto di prima classe: ciascuno di quelli che rivestono interesse generale per lo Stato e nei quali la quantità delle merci imbarcate o sbarcate nell'ultimo triennio non sia stata inferiore alle 250.000 tonnellate all'anno.
Porto di seconda classe: ciascuno di quelli il cui movimento commerciale interessa una o alcune province e nei quali la quantità delle merci imbarcate o sbarcate nell'ultimo triennio non sia stata inferiore alle 25.000 tonnellate all'anno.
Porto di terza classe: ciascuno di quei porti il cui traffico interessa soltanto una
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parte notevole di una provincia e nei quali la quantità delle merci imbarcate e sbarcate nell'ultimo triennio non sia stata inferiore alle 10.000 tonnellate all'anno.
Porto di quarta classe: ciascuno di quei porti, seni, golfi e spiagge non assegnati alle 3 classi precedenti.
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Porto (venez.): passo, luogo dove si traghetta un fiume.
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Porto abbarrato: (ant.) chiuso con barre. V.
Abbarrare. Oggi si direbbe: chiuso con ostruzioni o con sbarramenti.
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Porto aperto: porto naturale nel quale si è mal difesi dai venti e dal mare che vengono dal largo. (Parrilli). Poco usato; meglio Rada.
—
Porto aperto a tramontana, a maestro, ecc.: v. s.
Aperto.
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Porto d'armamento: quello dove la nave mercantile eseguisce il proprio armamento, dove cioè si munisce di ciò che, in personale e in materiale, le occorre per intraprendere la navigazione e dove provvede anche ai lavori di manutenzione e riparazione e ai rifornimenti. In generale l'armamento si compie nel porto di immatricolazione. (Bardesono).
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Porto artificiale: quello fatto per conquista sul mare, rinchiudendone una zona con dighe, moli, gettate ecc. (Crescenzio; Parrilli; Tommaseo e Bellini). Anche Porto esterno.
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Porto attrezzato: fornito delle attrezzature necessarie al movimento delle merci, dei passeggeri e delle navi, nonché all'ormeggio di queste.
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Porto bacino: porto artificiale, scavato in terra, a guisa di bacino, ben riparato dalle agitazioni del mare, attrezzato per l'ormeggio di molte unità, usato anticamente per tenervi le flotte. Guglielmotti: Portabbacino. V.
Dàrsena.
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Porto di barra: porto allo sbocco d'un fiume, che ha una barra all'entrata, di modo che vi si può entrare solo coll'alta marea. Anche Porto con trave. (Stratico). V.
Barra.
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Porto bloccato: senza altra specificazione significa porto sottoposto a blocco di guerra. Volendo riferirsi ai ghiacci o ad altro impedimento, bisognerebbe dire: bloccato dai ghiacci o da altro; ma più propriamente si dovrebbe dire: ostruito dai ghiacci ecc.
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Porto canale: quello stabilito sul tronco inferiore di un corso d'acqua, naturale o artificiale, generalmente di poca profondità e poco soggetto a marea. (Viareggio, Fiumicino, Pescara, Senigallia, Ravenna,. ecc.). Appartiene alla specie dei porti interni.
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Porto capolinea: quello dal quale ha inizio l'itinerario di una linea di navigazione.
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Porto del carbone: fra i varii porti di uno stato, ciascuno di quelli il cui movimento di merci è costituito per la massima parte dal carbone.
— In taluni porti, quella parte adibita all'imbarco e sbarco del carbone.
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Porto di catena (ant.): porto con
catena (v.). (Rambelli 618).
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Porto chiuso: quello la cui bocca, in talune condizioni, è chiusa con ostruzioni. (Parrilli).
— Si dice anche di quei porti la cui entrata è molto lunga e tortuosa.
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Porto collettivo: porto bacino. (Guglielmotti). Non si usa.
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Porto commerciale: porto mercantile.
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Porto di commercio: ciascuno di quei porti, i quali, oltre ad assicurare l'accesso e lo stazionamento delle navi, sono dotati di specchi acquei e di bacini dove le navi stesse possono con facilità e speditezza procedere alle operazioni commerciali.
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Portus darsinus (basso lat., genov. sec. XIV): dàrsena (di Genova). (Stat. genov., 1341: Jal).
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Porto di delta: quello situato nel delta di un fiume.
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Porto deposito: porto per rifornimenti. Non si usa.
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Porto di diga: ricavato con la costruzione di dighe prospicenti la costa.
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Porto d'entrata: porto sempre aperto. (Rambelli 618). Non si usa.
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Porto esteriore: avamporto.
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Porto esterno: avamporto, porto esteriore. Si chiamano Porti esterni anche i Porti artificiali.
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Porto di estuario: porto nell'interno di un estuario.
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Porto di fiume: porto alle sponde d'un fiume, in luogo discosto dall'alto mare, dove i bastimenti trovano acqua bastante per galleggiare, come i porti di Londra, di Bordò,
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di Nantes, di Pietroburgo (oggi Leningrado). (Stratico). Si dice Porto fluviale.
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Porto fluviale: porto sulla sponda d'un fiume.
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Porto franco (disus.): punto franco. (Stratico).
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Porto generale (sec. XVII): in uno statuto di Malta del 1630 è detto così il porto principale di Malta. (Jal).
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Porto di guerra: non usato per Porto militare.
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Porto d'immatricolazione: porto capoluogo del compartimento marittimo nel cui registro di matricola è inscritta una nave mercantile, e il cui nome è generalmente riportato a poppa, al di sotto del nome della nave. Nel porto d'immatricolazione ha domicilio legale il proprietario o l'armatore della nave.
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Porto d'ingresso: porto con molto fondo. (Rambelli 618). Non si usa.
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Porto interiore: angiporto. Non si usa; si chiama Dàrsena interna.
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Porto interno: la parte più interna, limitata da moli secondarii, di un porto fornito anche di porto esterno o avamporto.
— Ciascuno di quei porti stabiliti entro lagune o paludi marine (Venezia, Porto Corsini, ecc.), sui tronchi inferiori di corsi d'acqua naturali o artificiali (v.
Porto canale), ovvero scavati entro terra (Porto del Calambrone a Livorno e Porto Marghera a Venezia).
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Porto interrato: riempito di terra o i cui fondali sono diminuiti a causa di interrimenti. V.
Interrare.
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Porto lacuale: porto lacustre.
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Porto lacustre: porto sulla sponda d'un lago.
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Porto di levata: v. s.
Levata.
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Porto di mare: porto. (Ariosto).
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Porto di marea: porto nel quale si può entrare e uscire solo durante l'alta marea. (Stratico). V.
Porto sbarrato.
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Porto marittimo: porto di mare.
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Porto mercantile: in taluni porti lo specchio d'acqua, limitato da moli e da banchine, col relativo attrezzamento per l'imbarco e lo sbarco delle merci e dei passeggeri, destinato all'ormeggio delle navi mercantili, in luogo differente dal porto militare riservato alle navi da guerra. (Stratico, ecc.).
Porto riservato solo alle navi mercantili. (Parrilli).
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Porto militare: ciascuno di quei porti destinati alle navi della Marina militare, forniti di ampi specchi d'acqua riparati dalle agitazioni del mare, di banchine per l'ormeggio, di officine per lavori di riparazione, di speciali depositi di materiali e di mezzi per il rifornimento; munito di opere militari contro le offese nemiche, (Parrilli, ecc.). Non usato: Porto di guerra.
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Porto morto: porto poco frequentato.
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Porto munito (ant.): porto fortificato.
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Porto natante: v.
Porto (barca; chiatta).
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Porto naturale: quello naturalmente protetto dalle agitazioni del mare e in cui le opere di difesa hanno un limitato sviluppo, costituito da un seno chiuso, o da una baia o rada con imboccatura ristretta, o da uno specchio di mare compreso tra la costa e isole antistanti. (Crescenzio; Parrilli; Tommaseo e Bellini).
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Porto netto: senza secche, né scogli.
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Porto omnibus: d'importazione e di esportazione.
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Porti di pesca: posti di pesca assegnati a concessionarii facenti parte del consorzio per la pesca e l'acquicoltura del Trasimeno.
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Porto peschereccio: attrezzato per il traffico delle navi da pesca. Anche Porto di pesca.
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Porto del petrolio: negli stati esportatori di nafta, il porto, o ciascuno di quei porti, dove le navi petroliere si recano ad eseguire il loro carico speciale.
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Porto principale: fra i varii porti di uno stato quello più importante per movimento di merci e passeggeri e nel quale fanno capo od eseguono scalo i piroscafi delle grandi linee di navigazione. Non è termine specifico. V.
Porto capolinea.
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Porto reale: porto non soggetto ad alcun vento. (Rambelli 618). Non si usa.
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Porto di rifornimento: quello dove si eseguisce il rifornimento di combustibile, di acqua e di altre provviste per la navigazione.
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Porto di rifugio: quello che adempie essenzialmente all'ufficio di offrire un sicuro asilo alle navi, generalmente di piccolo dislocamento, sorprese non lontano da terra da fortunale o da avaria.
I porti di rifugio sono provvisti di qualche opera interna di approdo e di mezzi per
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soccorsi e riparazioni di urgenza. (Guglielmotti).
— In tempo di guerra si chiamano Porti di rifugio per piccole unità quelli che, oltre alle suddette caratteristiche, vengono muniti con qualche opera militare di difesa.
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Porto di rilascio: quello in cui l'approdo è effettuato a scopo di riposo o di rifornimento.
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Porto di rilascio forzato: quello dove si approda per casi di forza maggiore. (Bardesono).
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Porto sbarrato: quello la cui bocca è ostruita da scogli, ovvero da un banco di arena, al di sopra dei quali ostacoli vi ha tanto poca acqua che i vascelli non vi possono entrare che solo all'istante del flusso. (Parrilli). Poco usato. V.
Porto di barra;
Porto di marea.
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Porto di scalo: ciascuno di quei porti che fanno parte dell'itinerario prestabilito di una nave mercantile.
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Porto di sverno: porto adatto per passarvi l'inverno colle navi. G. Villani: Porto vernereccio.
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Porto sportivo: quello destinato alle navi da diporto.
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Porto dello stato (ant.): gran porto. (Stratico, I 365, I col.). Anche Porto di stato.
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Porto di stazionamento: di residenza per una nave stazionaria.
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Porto da traffico: porto mercantile. (Parrilli).
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Porto con trave (ant.): v.
Porto di barra.
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Porto vernereccio (sec. XIV): porto di sverno. G. Villani: ... in Calavra non ha porti vernerecci. (Tommaseo e Bellini, s. Vernereccio).
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Gran porto (ant.): porto costruito per l'allestimento delle navi da guerra. (Stratico). Anche Porto dello stato, Porto di guerra.
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Assetto di porto: v. s.
Assetto.
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Bucca portus (basso lat.; v.).
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Capitaneria di porto (v.).
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Capitano del porto: v. s.
Capitano. (Stratico).
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Catena del porto (ant.; v.).
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Comandante del porto, o di porto: v. s.
Capitaneria,
Comandante.
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Console del porto (ant.): v. s.
Console.
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Corpo delle regie capitanerie di porto: v. s.
Corpo.
—
Fanale di porto: v. s.
Fanale.
—
Imbottigliamento d'un porto: v. s.
Imbottigliare.
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Ingegnere del porto (disus.): v. s.
Ingegnere.
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Innovazioni nei porti (v.).
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Insabbiamento dei porti: v. s.
Insabbiamento.
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Lancia del porto: v. s.
Lancia.
—
Lanterna di porto: v. s.
Lanterna.
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Medico di porto: negli uffici di porto, incaricato della Sanità marittima.
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Nocchiere di porto: v. s.
Portuale.
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Operarius portus (basso lat., genov.) (v.).
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Ora del porto: v. s.
Ora.
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Padri del porto: v. s.
Padri del comune.
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Piano d'un porto: v. s.
Piani.
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Stabilimento del porto: v. s.
Marea.
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Ufficiali di porto: v. s.
Ufficiale.
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Ufficio di porto: denominazione generica di tutti gli uffici della marina mercantile, sia che si tratti delle direzioni marittime, dei compartimenti e dei circondarii marittimi, sia degli uffici locali e delle delegazioni di spiaggia.
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AFFERRARE IL PORTO (ant.): v. s.
Afferrare.
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CHIUDERE IL PORTO: v. s.
Chiuso.
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CIAPÀR PORTO (venez.): entrare in porto,
approdare (v.).
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ENTRARE IN PORTO CON LA VELA (secolo XVI): con l'uso delle vele. (Garzoni 874).
Oggi si direbbe Entrare in porto a vela, e cioè senza fare uso di rimorchiatori (anticamente imbarcazioni a remi). Per eseguire questa manovra in taluni porti ristretti occorre una grande abilità marinaresca.
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FAR NAUFRAGIO IN PORTO: v. s.
Naufragare.
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FAR PORTO (ant.): di scoglio o di molo che difende dalle traversie una spiaggia, a modo di porto naturale. (Tommaseo e Bellini).
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FAR PORTO (A UN LUOGO) (ant.): fermarvisi (di navi). (Polo; Consol. mare: Tommaseo e Bellini).
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GUADAGNARE UN PORTO: v. s.
Guadagnare.
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INTERDIRE UN PORTO (v.).
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NAUFRAGARE IN PORTO: v. s.
Naufragare.
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PRENDERE PORTO: v. s.
Prendere.
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PROFONDARE UN PORTO: v. s.
Profondare.
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SBARRARE IL PORTO: chiuderne l'imboccatura con la panna o altra ostruzione.
Proverbi:
Piè di montagna, porto di mare
Fanno l'uomo profittare. (Celesia 102).
Tre cose fan l'uomo accorto:
Lite, donna e porto. (Celesia 87).
(Pòrto dal lat portus).