Gamella

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Gamella. — Recipiente, a forma di scatola, generalmente in ferro stagnato (nel passato, di legno), con coperchio e con manico, nel quale si versa la minestra spettante a ogni rancio dell'equipaggio. Il recipiente fa quindi la funzione di zuppiera. Il coperchio viene talvolta utilizzato per porvi le razioni di carne, collocandolo sulla gamella con la parte concava in alto. — L'insieme di tutti gli utensili da tavola, piatti, bicchieri, posate, tovaglieria, ecc. che la Marina militare assegna in dotazione a ognuna delle mense di bordo. — Capo gamella: comunemente il direttore della mensa e cioè l'ufficiale o sottufficiale incaricato a turno, e per il periodo di un mese, dell'amministrazione della mensa della quale fa parte. V. Gavetta, Gamellino, e genov. Baracchìn, venez. Bazzilòta, piem. Bojaca, venez. Vernegàl. — Che gamella!: esclamazione usata dai commensali per manifestare la propria soddisfazione sul buon trattamento, ovvero, in senso ironico, il contrario. — Rivista di gamella: ispezione periodica o occasionale fatta da una speciale commissione agli utensili di dotazione della mensa. — Guasti o Rotture di gamella: l'insieme delle manchevolezze accertate nella rivista di gamella e di cui l'importo viene poi addebitato ai commensali. — ESSERE DI GAMELLA: si dice del marinaio che, a turno, è incaricato della pulizia delle stoviglie del proprio rancio. — Genov. Fâ rancio o gamella: mangiare insieme. (Gamella dal sec. XVIII [Alberti], da cui il franc. gamelle [dal 1611]: dallo spagn. camella, gamella [anche portogh.], attestato dal sec. XIV, e questo dal lat. camĕlla « vaso da bere »: Zaccaria, Elemento iber, 189, 472. Il Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 1543, ignorando le attestazioni storiche, deriva invece le voci franc., spagn. e portogh. da quella it.).