Góndola. — Nel secolo XIII, bastimento a Venezia, lungo 24 piedi, con 12 remi, usato più di tutto dal doge (v. Scarlata), e in servizio delle navi più grandi. In questo ultimo senso Gondola anche a Genova nel secolo XIII. (Jal; Rossi, Gloss. lig., Appendice 169).
— Poi barca coperta di un panno di diversi colori, sostenuto da assicelle piegate ad arco. A volte addobbata con gran lusso.
— Ora barca a due remi, e di solito a un sol rematore, sottile, leggera, lunga, a fondo piatto, dalle estremità molto rialzate, e con un felze, e adornata con un ferro dentellato verticale sulla prua, usata nella laguna veneta per trasporto di passeggeri e bagagli. V.
Caponèra,
Còrbolo,
Felze,
Trasto,
Narva,
Sentina,
Zenia,
Provièr,
Popièr,
Nómbolo. (V. Mutinelli 194; Jal 788-791; Corazzini; Encicl. It. XVII 533-534).
—
Gondola di posto: gondola che ha per posto o stazione un traghetto. (Jal).
—
Gondola da Mestre: gondola più grande e più forte della comune, usata per il tragitto da Mestre o Fusina a Venezia.
— Venez.
Barcariòl da góndola: gondoliere. Anche Gondolièr.
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Gondola piana: per la pesca con la tirlindana nel Lago di Garda, con due prue non rialzate.
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Gondola della colomba: per la pesca come la gondola piana, ma con chiglia a una prua.
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ANDARE IN GONDOLA: andare a diporto sulla gondola. (In senso figurato: sentire molta gioia, compiacersi moltissimo di aver fatto alcuna cosa).
— Proverbi toscani: Non sono in Arno tanti pesciolini, quanti in Venezia gondole e camini. (Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
— Non ha Vinegia tanti gondolieri, quanti Vicenza conti e cavalieri. (Tommaseo e Bellini).
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Gondola: barca piccola in genere usata in Còrsica. (Paoli, 1760: Tommaseo e Bellini).
— Pis. ant.
Gondula: grandissima, usata nel Valdiserchio. (Tommaseo e Bellini).
(Genov. gùndua, napol. gónnula, sicil. gùnnula. Forme antiche: 1094: gondula
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[Gallicciolli, Mem. ven. I 219, 221], 1205, 1268: gondola [Jal], basso lat., genov. gondula [1248], gondora [1441], basso lat. spagn. grundula [1258], catal. ant. grondola [1406]: da un ant. venez. *gondolàr[e] «ondeggiare», cui fa riscontro il friul. gondolà « ondeggiare », d'origine imitativa, come gl'it. gongolare e dondolare [da cui dondola, ant., e dóndolo], e il venez. gondolarse = gongolàrsela « dondolarsela » [venez. gondolàr vale « adescare]. Cfr. anche il valsug. góndola « avvallamento », non da góndola [barca], ma da un ant. *gondolàre. Gonda [v]. fu ricavato certo da góndola. Vidossich, Arch. Triest. XXXI 75-76. Data anche la forma gondula già nel 1094, non sono ammissibili la derivazione dal greco κόνδυ «vaso da bere», o quella dal lat. cūnŭla « culla »: D'Ovidio, Ascoli, Arch. Glott. IV 170, n. 1; Salvioni, Rev. Dial. Rom. II 93).