Resistenza

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Resistenza1: — Resistenza al moto (di una nave): quella esercitata dal liquido sulla carena e che la potenza delle motrici deve vincere per imprimere alla nave una certa velocità. La resistenza totale si compone di quattro parti: Resistenza di attrito: dovuta all'attrito fra le particelle del liquido e la superficie della carena. Dipende dall'area della parte immersa e dal suo grado di rugosità e varia all'incirca, per velocità moderate, col quadrato della velocità, costituendo il 50 o 60 % della resistenza totale, o molto di più se la carena è sporca; Resistenza dovuta ai moti vorticosi: a causa dell'attrito che le particelle del liquido sviluppano scorrendo le une sulle altre ed in relazione delle forme della nave e specialmente della poppa. In generale è una piccola parte della resistenza totale; Resistenza di generazione delle onde: a velocità moderata, è una piccola parte della resistenza totale, ma aumenta con la velocità, e, a velocità elevatissime, può superare il 50 % della resistenza totale (v. s. Onda); Resistenza dovuta al propulsore: a causa dell'alterazione che l'azione di questo produce nella intensità delle altre forze che agiscono a poppa, e nei fenomeni ondosi, determinando per suo conto un sollevamento d'acqua. Dipende dalla posizione del propulsore rispetto alla carena, dalla sua velocità e dalle sue caratteristiche. (Baistrocchi 385-386). Nello studio della resistenza al moto delle navi si considera anche la Resistenza al rimorchio: quella opposta da una nave ad essere trascinata in acque tranquille a velocità costante e che è misurata dallo sforzo esercitato dal cavo di rimorchio. Sulla resistenza al moto delle navi sono stati fatti e si fanno tuttora importanti studii ed esperienze che hanno assunto speciale sviluppo per il raggiungimento delle elevate velocità, sia delle navi da guerra, sia delle navi mercantili. Le esperienze si fanno su modelli delle navi e in apposite vasche, conosciute generalmente col nome di Vasche Froude. La resistenza al moto viene espressa con formule algebriche in funzione, generalmente, della superficie della parte immersa, della lunghezza, del dislocamento, della velocità e di speciali coefficienti ricavati dagli studi e dalle esperienze. Nello studio della resistenza al moto delle navi si considerano anche, specialmente nei riguardi della manovra, la direzione e il punto di applicazione delle forze e cioè: Resistenza diretta: nella traslazione diretta o marcia avanti della nave, componente orizzontale della resistenza al moto diretta da prora a poppa e situata nel piano longitudinale (per le navi a vela v. s. Obliquo); Resistenza trasversale: nella traslazione trasversale, quando cioè la nave si muove in direzione normale al suo asse, componente orizzontale della resistenza al moto trasversale situata generalmente nel piano trasversale mediano; Resistenza obliqua: nella traslazione obliqua, quando cioè la nave deriva e si sposta avanti o indietro, componente orizzontale della resistenza al moto obliquo, il cui punto di applicazione risulta a proravia o a poppavia del centro di gravità a seconda che le forze esterne imprimono alla nave un moto diretto o retrogrado. Per le navi a vela v. s. Obliquo. — Resistenza (delle strutture di una nave): quella che conferisce allo scafo una solidità
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sufficente per resistere all'azione delle forze deformanti (pressione del mare, sforzi che provengono dal rollio e dal beccheggio in mare agitato, dalla distribuzione dei pesi a bordo, dagli organi della propulsione ecc.). A tale scopo è della massima importanza, specialmente per le navi molto lunghe, la verifica della Resistenza longitudinale: quella che si oppone allo sforzo d'inflessione longitudinale in mare ondoso. V. Inarcamento; Insellamento. È affidata al fasciame esterno, al fasciame dei ponti, alla chiglia, al paramezzale, ai trincarini ecc. V. Sistema di costruzione (longitudinale, trasversale, misto). — Resistenza d'uso o elastica: v. Uso (Carico d'~). — Prove di resistenza: v. s. Prova.