Posticci (Term. ant.). — Legni che andavano da un capo all'altro della galea, sopra i quali si posavano i remi. (Pantera, 1614: Tommaseo e Bellini). Lo stesso significato pare avesse pure Posticcie (sing. Posticcia). (Ciriffo Calvaneo, sec. XV; Pantera: Tommaseo e Bellini). Crescenzio:
Aposticcio (v.). Venez. Postizzo, secondo lo Stratico Postizza, ma vedi sotto. Fabbrica di galere, ecc.: Postiza; sec. XVI: Postizo (Jal); Malipiero (1495): Postize (Corazzini); Garzoni (871): Postizze. Sicil. Pustizza.
— Il Tommaseo definisce Posticcia con « La parte superiore del naviglio », e un tal senso aveva la venez. Postizza (Boerio), ma poi, s. Posticcio, fa di questo una cosa sola con Posticcia.
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Posticcio (Orbetello): pezzo di tavola con scalmiera.
Corrisponde a Falchetta, Frisata delle imbarcazioni.
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Posticce: spiazzi del ponte proiettanti fuori di bordo, di prua e di poppa dei tamburi delle ruote d'un bastimento a vapore. Anche Alette dei tamburi. (Laugieri). Non è in uso.
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Corrente del posticcio: v. s.
Corrente. (Guglielmotti).
(Il posticcio era posto sopra la parte formante lo scafo: dall'aggettivo posticcio: Merlo, It. Dial. IV 216, n. 1).