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Affusto1. — Oggi è una struttura di metallo fortemente fissata sulla nave per reggere un cannone coi suoi accessori. Nelle artiglierie navali l'affusto può essere a piedistallo o a piattaforma: — il primo consta di un grosso perno verticale rotabile nel foro di una boccola assicurata al ponte, e con nella parte inferiore due aloni (bracci) su cui posano gli orecchioni della culla del cannone (sempre di medio e piccolo calibro); — il secondo consta di una piattaforma circolare rotabile « sur una corona di sfere o rulli, portata dal sotto-affusto fissato al ponte. Dalla piattaforma s'innalzano due fiancate (aloni) entro le quali il cannone compie i suoi movimenti di elevazione ». È preferito per tutti i calibri. — Affusto da sbarco. — Piccolo, smontabile, da traino. — Affusto antiaèreo. — Nella nostra marina si adoperano quelli a piattaforma, buoni anche per il tiro antisilurante con una fortunata speciale « sistemazione che permette di variare rapidamente l'altezza degli orecchioni sul ponte a seconda dell'altezza del bersaglio sull'orizzonte ». L'affusto non sopporta direttamente il cannone, ma un tubo di bronzo o d'acciaio (la culla), provvisto di orecchioni, dov'è infilato il cannone, « collegato alla culla elasticamente mediante il freno di rinculo e gli organi di ritorno in batteria ». (Bardesono). Alla culla si dà oggi il nome di Massa oscillante. (Affusto, già in uso nel sec. XVII, è dal franc. ant. affust, mod. affût, malgrado l'argomentazione del Guglielmotti: v. Ugolini, Vocab. di parole e modi errati; Tommaseo e Bellini. Il termine it. è letto).

Afitarezza (Term. dei valligiani venez.) — Affittanza delle valli. V. Vale.

Africano (Term. ant.). — Africeno, Africino, Africo, Affrico, Affricano. Il vento libeccio che tira dall''Affrica. Anche Garbino.

Africo. — V. Africano.

After-peak (Ingl.). — Gavone di poppa. Il termine inglese è usato anche da Italiani.

Àgave. — Genere di pianta tessile appartenente alla famiglia delle amarillidacee, originaria dell'America centrale, ma ormai acclimata su tutte le coste mediterranee, che fornisce le foglie come tegole, gli spini come aghi, l'umore delle foglie centrali come una specie di sidro, e le fibre delle foglie ottime per reti, staccionate e gomene (dell'Agave sisalana).

Agente marittimo. — Chi è addetto al traffico delle merci per mare. Rappresentante di ditte armatrici. — Di emigrazioneAgente marittimo : mediatore nei trasporti di emigranti; oggi eliminato.

Agenzia marittima. — Impresa di chi assume sopra di sé una parte di operazioni marittime per conto altrui, amministrandone gli affari. (Bustico). — Ufficio che dà, mediante compenso, indicazioni sulle linee di navigazione, sui prezzi d'ogni classe, e altre utili informazioni per passeggeri e per trasporto merci. — Ufficio periferico di una compagnia di navigazione.

Agerminare (Term. ant.). — V. Aggerminare.

Aggallare. — Venire a galla. In uso presso i palombari viareggini. Nel lucchese Aggallarsi.

Aggallato (Non comune). — Terreni torbosi dei paduli che paion praterie galleggianti. Anche Cuora (v.). V. Pollino. (Da aggallarsi [lucch.] « venir a galla »).

Agganciare. — Afferrare col gancio; attaccare, sospendere al gancio; fermare col gancio). — Agganciamento, Agganciatura. V. Gancio. Registrato dal Corazzini per Incocciare, ma non è dell'uso marinaresco.

Aggangherare. — Mettere, fornire i gangheri (v.); inserire i gangheri nelle femminelle (v.).

Aggarbare. — Disegnare il garbo (v.) (la sagoma e l'avviamento) delle linee dello scafo.

Aggerminare (Term. ant.). — Mettere insieme i valori delle merci di diversi mercanti, a fine di ripartirsi l'utile o il danno. Agerminare (Consol. mare). Anche Germinare. (Dal catal. agermanàr: Jal; Zaccaria, Elemento iber. 7).

Aggettare. — Sporgere in fuori. Detto delle membrature della nave sporgenti dal bordo. (Corazzini). Non marinaresco.

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