Breare (Term. ant.). — Impeciare (le navi). È lo spagn. Brear, usato dal Vespucci. (Zaccaria, Elemento iber. 446). V. Brea.
Bredindino (Corazzini; non usato). — Paranco di straglio.
(Franc. bredindin «paranco di stiva, ghia doppia»: Jal).
Bregantino (Term. sec. XVI). — Brigantino. (Citolini; Trìssino; e Inv. di Alfonso II d'Este, Ferrara, 1597, n. 3406). Venez. Bregantìn (anche in Ramusio [1506]: Jal).
Brèmo. — Fune di sparto intrecciato. Genov. Bremmo. (Corazzini). V.
Brimme (còrso).
— Sicil.
Brèmi: maestre, ralinghe (per le reti).
—
Brèmi di suvaratu: teste, scagliette da sughero.
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Brèmi di chiummu: scagliette di piombo.
Brenosa. — Sulle navi da guerra, i marinai danno questo nome alle pagnotte. Taluni dicono Brunosa.
(Dal genov. brenno « cruscone »; pop. andâ a mangiâ a brennosa « andare a pranzo »: Frisoni).
Breva. — Levante, o anche Scirocco spirante sui laghi dell'alta Lombardia. V.
Brezza.
—
Brevàgg (alto milan.): levante che duri a spirar forte assai.
— Se tende all'uragano:
Brevaggeri. (Cherubini).
—
Brevetta: ventarello di levante.
(Cfr. guascone breu « freddo »: Misc. Ascoli 77; Arch. Glott. XVI 196; Rev. Dial. Rom. IV 216. V. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 1289a [*brev–]; ma forse voci imitative come brezza ecc.: cfr. brèee, voce imitativa di chi sente gran freddo).
Breve (Venez.). — Scudo o tavola di poppa sul quale si scrive il nome della nave. (Jal).
(It. ant. breve « striscia di carta o pergamena con una scritta »).
Breve curiae maris (Basso lat.). — Raccolta degli usi marittimi della Repubblica di Pisa (1297). V. Consolato de mare. Statuti. (Zeno, 36-40).
—
Breve portus Kallaritani (basso lat.): statuto marittimo per la colonia pisana del porto di Cagliari, del 1318. (Zeno 40).
Brezza (con zz dolce). — I naviganti dànno questo nome a tutti i venti variabili che spirano in prossimità delle coste, se sono maneggevoli, ossia permettono l'uso della intera velatura e l'esecuzione di qualsiasi manovra. Le brezze periodiche, causate dalla differenza di temperatura tra il mare e la terra, si designano con le due locuzioni seguenti:
—
Brezza di mare o del largo: quella che durante il giorno spira dal mare aperto verso la terra. Dicesi comunemente Imbatto, sic. Mmàttiti, Brìciu.
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Brezza di terra: quella che durante la notte soffia dalla terra verso il mare.
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Brezza tesa: d'intensità costante, ma tale da costringere il navigante a togliere le vele alte. (V. anche Encicl. It. VII 840; Jal. s. Brise). V.
Èxia (genov.).
(Franc. brise; ingl. breeze « brezzolina »; genov. brixa; sicil.
briciu [v.], ecc. In alcune parti di Toscana usa bréscia « soffio di vento un po' fresco »; la brezza ha più del freddo pungente [Fanfani]: cfr. Wartburg, Franz. etym. W. I 531, 377; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 794; Zaccaria, Elemento iber. 69, 447. Devono essere voci imitative. Cfr.
Breva [alto milan.]).
Bricco (Napol.). — Brigantino (anche napol.).
Brìccola. — Scossa o trabalzo improvviso del bastimento sulle onde per mala distribuzione del carico. (Corazzini).
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Briccolare: rimbalzare del bastimento. (Guglielmotti).
Termini sconosciuti alla gente di mare. (Bardesono).
(Ant. briccolare « trabalzare, lanciare, e scagliare colla briccola»: v. Tommaseo e Bellini).
Brìciu (Sicil.). — Imbatto. Anche Mmàttiti.