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Tavernaro (Term. sec. XVII). — V. s. Taverna.

Tavola1: — Tavole astronomiche: quelle contenute nelle Effemeridi o in altre pubblicazioni del genere. — Tavola delle declinazioni: nelle Effemeridi quella che dà il valore giornaliero della declinazione di taluni astri (Sole, Luna, pianeti). — Tavola di deviazione: tabella di deviazione. V. s. Deviazione. — Tavola del loche (ant.): secondo lo Stratico, quadro per raccogliere tutti gli elementi del cammino di una nave e cioè i dati occorrenti per il giornale di chiesuola. — Tavole lunari: tavole delle Effemeridi contenenti la declinazione e l'ascensione retta della Luna. (Parrilli). — Tavole di marea: v. s. Marea. — Tavole Martelli: per calcolare l'angolo orario. — Tavole nautiche: usate per la risoluzione di problemi riguardanti l'astronomia nautica e la navigazione in generale. — Tavole di navigazione: tavole nautiche. (Corazzini). — Tavola del piloto (ant.): tavola circolare sulla quale era dipinta una rosa di bussola con 12 buchi equidistanti sopra ciascun raggio: si piantava ogni mezz'ora in uno di questi una caviglia che indicava il vento che era spirato in quel tempo. Franc. Renard. (Stratico II 190). V. Rosa dei venti; Volpe (ant.). — Tavole solari: Tavole delle Effemeridi contenenti la declinazione e l'ascensione retta del Sole. (Parrilli). — Tavole talassografiche: quelle in cui sono descritte norme o altro, riguardanti le acque del mare. — Tavola di tiro: raccolta dei varii elementi relativi alla traiettoria del proietto, necessarii per l'impiego dell'arma, compilata nei balipedii, mediante calcoli di balistica esterna, in base ad apposite serie di tiro fatte con varii angoli di elevazione, misurando sul terreno le distanze corrispondenti dei punti di caduta. In particolare le tavole di tiro servono per ricavarne gli angoli di elevazione e i valori del cursore necessarii per poter graduare l'alzo. Le tavole di tiro di un cannone vengono compilate per ciascun tipo di carica e di proietto di cui esso è dotato. V. s. Regime (II).

Tavola2: — Tavola di apertura (ant.): tavola impiegata nel tempo del lavoro dell'arcaccia, a mantenere l'alto della stessa alla medesima apertura. (Stratico, s. Arcaccia). — Tavola dell'arma (ant.): v. Tavola del nome. — Tavola di barcollamento: tavoletta messa lungo il bordo esteriore di una cuccetta per formare un riparo che impedisca a chi vi dorme, di poterne cadere, sotto una forte sbandata della nave. (Parrilli II 675). Non è in uso. — Tavole di bordato (ant.): in legno duro, spesse non meno di 27 millimetri. (Piquè). V. Tavole del fasciame esterno. — Tavola di caviglie: rastrelliera. (Guglielmotti). Non è in uso, e non è forse nome specifico. — Tavole di coperta (disus.): tavole del fasciame dei ponti. (Fincati). — Tavola con coscinelli (ant.): rastrelliera. (Stratico). — Tavole del fasciame esterno: sulle navi in legno, quelle con cui si riveste esternamente lo scheletro del bastimento, costituito dalla chiglia, dalla ruota di prora, dal dritto di poppa e dalle ossature. La grossezza delle tavole varia a seconda della zona; i corsi più grossi sono i torelli, quelli di cinta e quelli del ginocchio. Si fanno generalmente di farnia. — Tavole del fasciame dei ponti: sulle navi in legno e su talune navi in ferro, quelle che vengono fissate al di sopra dei bagli. Si fanno di legnami omogenei a fibre diritte ed esenti da nodi, come il pino, e, più pregiato, il teak. — Tavole da fuoco (ant.): tavole usate nel carenamento, per impedire che le fiamme salgano più in alto della linea d'acqua, quando si brusca la nave. (Stratico, s. Carenare). — Tavole guarda-fuoco (ant.): tavole da fuoco. (Parrilli). — Tavole a labbro: quelle sovrapposte del fasciame. (Corazzini). Non è in uso. Nelle navi in legno non si usa il sistema a sovrapposizione
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se non per talune imbarcazioni. I corsi di tavole sono separati dai comenti; e le tavole di uno stesso corso sono intestate l'una contro l'altra alle estremità, dette Unghie. — Tavola dei morti (ant.): « tavola di abete, di una lunghezza e larghezza proporzionata al corpo umano, sulla quale si espone a bordo alle navi, il cadavere di un uomo perito durante la navigazione, e per sopra la quale si fa scivolare in mare dopo averlo avvolto nella sua branda rinchiudendovi una palla da cannone onde farlo affondare. I Francesi la chiamano tavola del cuoco perché, nelle antiche cucine di bordo, si faceva uso puranche di siffatta tavola per farvi scivolar per sopra le caldaje della cucina, quando avevano a ripulirsi ». (Parrilli). — Tavola del naufragio: zattera. (Guglielmotti). Non è in uso. Forse termine non specifico. — Tavola del nome (ant.): scudo. Anche Tavola dell'arma. (Stratico). — Tavole di parapetto: quelle sistemate lungo il parapetto. — Tavola pensile: di rollio. (Corazzini). Non è in uso. — Tavola da rancio: v. s. Panca. — Tavole di rollio: talune navi sono dotate di tavole di rollio da porsi sui tavoli da pranzo in navigazione con mare grosso. Esse consistono in coperchi di legno bucherellati e dotati di piuoli da infilarsi intorno ai piatti, bicchieri e bottiglie per impedirne o limitarne il movimento. — Tavola da sbarcarsi: plancia da sbarco. (Stratico). — Tavola da sbarco: passerella, o plancia da sbarco. (Parrilli). — Tavole dello scafo: quelle del fasciame esterno di una nave in legno. — (Figur.) Mare come tavola: calmissimo. V. Maccheria. (Guglielmotti). — INCROCIARE LE TAVOLE: v. s. Incrociare.

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