Tavola

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

Pagina: 1040

Tavola2: — Tavola di apertura (ant.): tavola impiegata nel tempo del lavoro dell'arcaccia, a mantenere l'alto della stessa alla medesima apertura. (Stratico, s. Arcaccia). — Tavola dell'arma (ant.): v. Tavola del nome. — Tavola di barcollamento: tavoletta messa lungo il bordo esteriore di una cuccetta per formare un riparo che impedisca a chi vi dorme, di poterne cadere, sotto una forte sbandata della nave. (Parrilli II 675). Non è in uso. — Tavole di bordato (ant.): in legno duro, spesse non meno di 27 millimetri. (Piquè). V. Tavole del fasciame esterno. — Tavola di caviglie: rastrelliera. (Guglielmotti). Non è in uso, e non è forse nome specifico. — Tavole di coperta (disus.): tavole del fasciame dei ponti. (Fincati). — Tavola con coscinelli (ant.): rastrelliera. (Stratico). — Tavole del fasciame esterno: sulle navi in legno, quelle con cui si riveste esternamente lo scheletro del bastimento, costituito dalla chiglia, dalla ruota di prora, dal dritto di poppa e dalle ossature. La grossezza delle tavole varia a seconda della zona; i corsi più grossi sono i torelli, quelli di cinta e quelli del ginocchio. Si fanno generalmente di farnia. — Tavole del fasciame dei ponti: sulle navi in legno e su talune navi in ferro, quelle che vengono fissate al di sopra dei bagli. Si fanno di legnami omogenei a fibre diritte ed esenti da nodi, come il pino, e, più pregiato, il teak. — Tavole da fuoco (ant.): tavole usate nel carenamento, per impedire che le fiamme salgano più in alto della linea d'acqua, quando si brusca la nave. (Stratico, s. Carenare). — Tavole guarda-fuoco (ant.): tavole da fuoco. (Parrilli). — Tavole a labbro: quelle sovrapposte del fasciame. (Corazzini). Non è in uso. Nelle navi in legno non si usa il sistema a sovrapposizione
1041
se non per talune imbarcazioni. I corsi di tavole sono separati dai comenti; e le tavole di uno stesso corso sono intestate l'una contro l'altra alle estremità, dette Unghie. — Tavola dei morti (ant.): « tavola di abete, di una lunghezza e larghezza proporzionata al corpo umano, sulla quale si espone a bordo alle navi, il cadavere di un uomo perito durante la navigazione, e per sopra la quale si fa scivolare in mare dopo averlo avvolto nella sua branda rinchiudendovi una palla da cannone onde farlo affondare. I Francesi la chiamano tavola del cuoco perché, nelle antiche cucine di bordo, si faceva uso puranche di siffatta tavola per farvi scivolar per sopra le caldaje della cucina, quando avevano a ripulirsi ». (Parrilli). — Tavola del naufragio: zattera. (Guglielmotti). Non è in uso. Forse termine non specifico. — Tavola del nome (ant.): scudo. Anche Tavola dell'arma. (Stratico). — Tavole di parapetto: quelle sistemate lungo il parapetto. — Tavola pensile: di rollio. (Corazzini). Non è in uso. — Tavola da rancio: v. s. Panca. — Tavole di rollio: talune navi sono dotate di tavole di rollio da porsi sui tavoli da pranzo in navigazione con mare grosso. Esse consistono in coperchi di legno bucherellati e dotati di piuoli da infilarsi intorno ai piatti, bicchieri e bottiglie per impedirne o limitarne il movimento. — Tavola da sbarcarsi: plancia da sbarco. (Stratico). — Tavola da sbarco: passerella, o plancia da sbarco. (Parrilli). — Tavole dello scafo: quelle del fasciame esterno di una nave in legno. — (Figur.) Mare come tavola: calmissimo. V. Maccheria. (Guglielmotti). — INCROCIARE LE TAVOLE: v. s. Incrociare.