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Tesamento. — Il tesare. (Guglielmotti).

Tesare. — Mettere in tensione un cavo, una manovra, tirandola con forza, in maniera che non vi sia alcun imbando. Le manovre correnti si tesano, quelle dormienti si arridano. V. s. Arridare. Genov. Attesà, còrso Attisà, sicil. Attisari. — Dicesi anche delle vele, ecc., nel bolinarle o per distenderle in modo da diminuirne per quanto possibile la curvatura che prende la superficie per l'azione del vento. Pantera (1614): Tesar la vela è farla star bene aperta, e tesa, acciòche 'l vento vi si adopri meglio. — TESARE A BASSO (sec. XVII): abbassare le capre di maniera che la tenda copra ben la galea. (Pantera, 1614). — TESARE A FERRO: v. s. Ferro. — TESAR LA VELA (sec. XVII): v. più sopra. (Tesare in Pantera, ecc.: Tommaseo e Bellini. Da un lat. *tensare « tendere »: cfr. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8649; Merlo, It. Dict. IX 183).

Tesata. — Azione del tesare. — DARE UNA TESATA: tesare di poco, un poco. (Guglielmotti).

Tesato. — Parte che trovasi bene e forte distesa. (Guglielmotti). Non dell'uso.

Tesatura. — Effetto del tesare. (Guglielmotti).

Tesazione. — Azione del tesare. (Guglielmotti). Sconosciuto.

Tesi (Orbetello). — Ripari di cannicci nello Stagno di Orbetello, vicino ai quali il pescatore, nel barchino, piglia i pesci. (Melillo, It. Dial. IV 215). (Dal lat. tēnsus « teso; eretto, fabbricato »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8651; Merlo, It. Dial. IX 183).

Teso: — Brezza tesa: v. s. Brezza. Corrisponde al numero 3 della Scala di Beaufort per la velocità del vento. — Vento teso: v. s. Disteso, dove è da precisare che Vento teso non significa: « Costante in forza e direzione », ma è denominazione convenzionale per indicare una determinata forza o velocità del vento. Forse anticamente si usava Disteso per Teso, ma Disteso dovrebbe corrispondere piuttosto a Vento stabilito. Corrisponde al numero 5 della Scala di Beaufort per la velocità del vento.

Tessera (Term. sec. XVII). — Nome (v.). Crescenzio (1602, p. 133): Levandosi della posta tutte l'altre Galee seguiteranno la Capitana, e la salutaranno mattina e sera, pigliando la tessera overo il nome, come è l'usanza.

Tessera di carta (Term. sec. XVII). — Cartolina (v.).

Tessere1. — Verbo indicante il movimento delle teste dei bagli rispetto ai punti di attacco alle ossature durante un forte rollìo, dovuto alla forza d'inerzia dei pesi (cannoni, ponti, murate, sovrastrutture) che, al termine della sbandata, tendono a scorrere fuori del loro posto e a produrre delle deformazioni trasversali. Per opporsi a questo si mettono in opera i bracciuoli. (Russo 44). — Il mare fa tessere la nave: ne tormenta le strutture. — Tessere (disus.): bordeggiare della nave che incrocia per lungo tempo nello stesso paraggio, navigando sulle 2 linee di bolina, cioè che fa navetta. (Fincati, s. Navetta e Tessere). — TESSERE LE ACQUE (ant.): incrociare. (Stratico). — TESSERE I REMI (sec. XVII): acconigliare (v.).

Tessere2 (Term. poet.). — Riferito alla costruzione delle navi. Baldi: Forma l'arte i navigi; a queste immense Tesse le membra... (Corazzini).

Tessitore. — Appartenente alla maestranza dei tessitori di vele. (Guglielmotti). I tessitori non sono compresi tra le maestranze d'arsenale. Le tele si acquistano dagli opifici produttori. — Nodo del tessitore: « si usa per congiungere presto due filati; si ottiene passando un capo del cordoncino entro l'occhiello già fatto ad un capo dell'altro cordoncino e facendo un anello si comprende in esso l'estremità del cordoncino doppiato ». (Cella 33).

Testa1. — Parte od estremità superiore o laterale. Anche Testata, in taluni casi. V. s. Cima. — Testa d'un albero: l'estremità superiore. (Stratico). — Testa dell'àncora (sec. XVIII): la parte dell'àncora dove la verga o asta è unita colla crociera. (Saverien). — Testa dell'àrgano: parte superiore dell'àrgano. (Stratico). V. s. Argano.
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Testa dell'armata: dato dal Corazzini forse per « Testa della formazione in cui naviga un'armata ». — Testa di un baglio: l'estremità, che, nelle navi in legno, si collega al dormiente mediante incastro a coda di rondine, e nelle navi in ferro si unisce all'ossatura a forma di bracciuolo, o con l'aggiunta di un bracciuolo. — Testa del banco (sec. XVII): nelle galee, la parte del banco toccante la corsia. Crescenzio (1602, p. 120): Volendo adunque disarborar, si ammainarà prima l'Antenna, quale se metterà sopra le teste de' Banchi... — Testa d'una bandiera (disus.): la gassa dove si lega la sagola della bandiera per alzarla. (Fincati). — Testa del bastimento: la prua. (Zito). Non è in uso. — Testa di biella: nelle macchine e macchinarii alternativi, quella estremità del tirante rettilineo (biella) che abbraccia il pernone della manovella, o pezzo a gomito, facente parte dell'albero motore. L'altra estremità della biella, detta Piede di biella si articola a un asse dell'asta dello stantuffo, detto Testa a croce. — Testa d'una bigotta (Stratico): non è in uso. Le bigotte non hanno una parte chiamata Testa. — Testa del calcatojo: la parte più grossa, che va a contatto del proietto o della carica per spingerli nella sede di caricamento. (Parrilli). — Testa carica: quella contenente la carica di scoppio del siluro. V. s. Lancio. — Testa di cavo (Zito): forse significa Estremità libera del cavo in una ruota di cavo. Non dell'uso. — Testa da esercizio: v. s. Lancio da esercizio. — Testa a fungo: pezzo metallico a forma di fungo per tenere a posto l'anello plastico nella faccia anteriore dell'otturatore. Esso è portato da un grosso perno o gambo che attraversa l'anello stesso e l'otturatore in tutta la sua lunghezza, ed è fissato nella sua parte posteriore in modo da poter avere un piccolo movimento nel senso dell'asse del cannone. Il perno della testa a fungo è attraversato in tutta la sua lunghezza da un foro, chiamato Focone, che serve a comunicare l'accensione alla carica. Anello plastico: disco di materia plastica (miscuglio di amianto e di sevo) chiuso in un involucro di tela di amianto rinforzato da due anelli di acciaio incastrati alla periferia, che è applicato per mezzo della testa a fungo alla faccia anteriore dell'otturatore di quei cannoni per i quali si usano cariche contenute in sacchetti. Allo sparo, i gas fanno pressione sulla testa a fungo e la spingono indietro schiacciando l'anello plastico, il quale dilatandosi ed aderendo fortemente alle pareti dell'anima del cannone, impedisce ogni sfuggita di gas all'esterno, sfuggita che danneggerebbe l'arma e porrebbe in pericolo i serventi. Nei cannoni, per i quali si usano cariche in bossoli, la sfuggita è impedita dalla dilatazione di questi che, sotto l'azione dei gas, vanno ad aderire fortemente contro le pareti posteriori della camera e contro la faccia anteriore dell'otturatore. — Testa di una grua: la parte estrema del braccio alla quale è fissato il bozzello superiore del paranco. Talvolta le teste stesse delle grue sono foggiate a bozzello. — Testa di levante: nelle tonnare, lato minore del rettangolo costituente l'isola delle reti, situato dalla parte da dove si aspettano i tonni. Si chiama così indipendentemente dall'orientamento dell'isola. (Min. Agric., La pesca II 300). — Teste di madieri: le estremità superiori alle quali vanno ad unirsi le teste inferiori del primo scalino. (Stratico). — Testa di moro: armatura in ferro per collegare due tronchi d'albero. Ha due aperture: la poppiera a sezione quadra s'incappella sul maschio del colombiere del tronco inferiore, e la prodiera, a forma di manicotto a sezione circolare dà passaggio all'albero che è destinato a collegare. Anticamente era costituito da un grosso pezzo di legno cerchiato di ferro. Le teste di moro sono generalmente verniciate di nero. (Testa di moro nel Saverien, 1769, ecc. In origine il pezzo di legno di cui sopra doveva avere la figura d'una testa di Moro, o Negro: v. Jal). — Testa di moro dell'albero di contramezzana: per collegare l'alberetto di mezzana all'albero di contromezzana. (Parrilli). — Testa di moro dell'albero di gabbia: per collegare l'alberetto di maestra all'albero di gabbia. (Parrilli).
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Testa di moro dell'albero di maestra: per collegare l'albero di gabbia all'albero di maestra. Detta anche Testa di moro maggiore di maestra. (Parrilli). — Testa di moro dell'albero di mezzana: per collegare l'albero di contromezzana all'albero di mezzana. Detta anche Testa di moro maggiore di mezzana. (Parrilli). — Testa di moro dell'albero di parrocchetto: per collegare l'alberetto del trinchetto all'albero di parrocchetto. (Parrilli). — Testa di moro dell'albero di trinchetto: per collegare l'albero di parrocchetto all'albero di trinchetto. Detta anche Testa di moro maggiore di trinchetto. (Parrilli). — Testa di moro del bompresso: per collegare l'asta di fiocco al bompresso. (Parrilli). — Testa di moro di gabbia: testa di moro dell'albero di gabbia. (Bardesono). La spiegazione data dal Bardesono si riferisce invece a ciò che si chiama Testa di moro di maestra o dell'albero di maestra, giacché la testa di moro prende il nome dal tronco d'albero sottostante non da quello sovrastante. — Testa di moro di velaccio (non in uso): alla spiegazione data dal Bardesono corrisponde invece il termine Testa di moro di gabbia o dell'albero di gabbia. — Capo di moro (ant.): testa di moro. (Saverien). — Testa del pennone (ant.): varea del pennone. (Stratico). — Testa di ponente: nelle tonnare, lato minore del rettangolo costituente l'isola delle reti, situato dalla parte opposta a quella da dove si aspettano i pesci. Si chiama così indipendentemente dall'orientamento dell'isola. (Min. Agric., La pesca II 300). — Testa di una rada (disus.): la parte più vicina al mare aperto. (Parrilli). Oggi si direbbe Imboccatura della rada. — Teste di scarmi (ant.): estremità superiori degli scalmi e particolarmente dei più elevati o degli scalmotti di rovescio, che in taluni punti si lasciano spuntare fuori per darvi volta i cavi. Anche Testate di scarmi. (Stratico). Oggi per Teste o Testate degli scalmi s'intendono le estremità inferiori e superiori che vanno ad unirsi agli scalmi contigui di uno stesso ordine in un'ossatura in legno. Le estremità inferiori del primo scalmo, di dritta e di sinistra, vanno ad unirsi al madiere. — Testa dello scovolo: la parte più grossa alla quale è unita l'asta e sulla quale s'incappella, quando viene usata, la lanata. (Parrilli). Si chiama anche Tamburo dello scovolo. — Testa d'una tavola: ciascuna delle due estremità. Le estremità di due tavole consecutive di un corso di fasciame esterno, che fanno testa l'una contro l'altra, si chiamano Unghie. — Testa del timone: l'estremità superiore, dove si applica la barra, o altro congegno per il movimento del timone. (Stratico). — Testa di turco: gruppo di corde. (Corazzini). Non è in uso. — Collare di testa di moro: v. s. Collare. — Nave di testa: quella più avanzata nel senso della rotta in una formazione in linea di fila. (Stratico). — Puntale della testa di moro: v. s. Puntale. Usato su talune navi. — Puntello della testa di moro: v. s. Puntelli. — FAR TESTA: riferito alla catena dell'àncora. V. s. Fare. (Parrilli, 1846; Fincati). — FAR TESTA: opporsi, resistere. Più propriamente Tener testa. — FAR DI TESTA CODA: volgersi a rovescio. (Corazzini). Non dell'uso. — FAR TESTA AL VENTO: tesare la gómena dopo aver dato fondo per fare che l'àncora agguanti. (Stratico). — RIFAR TESTA: far testa nuovamente (nel filare la catena di un'àncora). — Di testa in testa: da ruota a ruota (detto della lunghezza d'una nave). (Fincati).

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