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Tirso. — Palo sormontato da globi, fanali e banderuole, per segnali di mare. È certo significato immaginato dal Guglielmotti. V. Pignone.

Tirzalòra (Sicil.). — Terzaruolo.

Tirzanà (Sicil. ant.). — Arsenale (v.). (Nicotra). Tirzanà è pure il nome d'una piazza di Palermo.

Tisia (Term. sec. XVIII). — È data dal D'Alberti (1805) quale voce veneziana per « Gavitello ». Il Boerio (s. Gaitèlo) dà Tisia nel senso di » Grosso gavitello fatto a foggia di barile », ma non come parola veneziana. In tale senso è registrata dal Saverien (1769). — V. Marca. — Tisie (sec. XVIII): barili sfondati dalla estremità più larga, dei quali si faceva uso per coprire le teste degli alberi, quand'erano sguarniti. Si coprivano pure con prelati. (Saverien). Tisie sarebbe stata voce veneziana; in Toscana Cappelletti o Cappelletto. (D'Alberti, 1805).

Titea-mata. — Specchio di superficie (v. Specchio di pesca) per la pesca delle perle, in uso nell'isola di Toau (Polinesia). (C. Branchi, Corriere della sera, 9 ottobre 1937).

Titimaglio. — Esca da pesci (v.). Tosc. Totomaglio, Tortomaglio, irp. Tatamaglio, Totomaglio, avell., lecc. Tutumaglio, calabr. Tutamagliu. Secondo il Targioni Tozzetti il titimaglio è pur detto Erba lazza, Erba mora, Erba esca da pesci, Esca da pesci. V. Tassu, Eufòrbia. (V. Merlo, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. LIV 153).

Tiunia (Malese). — Battello piatto, senza chiglia, di provenienza cinese. (Jal).

Tivano1Tivàn (Comasco ). — Brezza che spira da settentrione sul Lago di Como, favorevole alle barche che vanno verso Como. (Monti).

Toa (Term. sec. XVI). — Legno che serviva da rimorchio. (Ulloa: Zaccaria, Elemento iber. 385). È termine portoghese: Toa «Tonneggio ».

Toccare. — Avere la chiglia, o parte di essa, a contatto del fondo del mare, quando la profondità è leggermente inferiore alla pescagione. Espressione abbreviata di Toccare il fondo. V. Pestare. Viaggio di P. Quirino (1432), presso Ramusio: Accostati alla Bassa di San Pietro, toccamo con la nave in una roccia di scoglio non apparente sopra il mare. (Jal). — TOCCAR L'AGO (ant.): «ripassare col polo della calamita armata l'ago magnetico per ravvivarne la forza con cui tende al polo artico». (Stratico). — TOCCAR COL CALCAGNOLO: quando la nave è ancorata in poco fondo e subisce dei movimenti di beccheggio a causa del mare agitato. (Parrilli, 1847, p. 316). — TOCCARE UN CANAPO: dargli un salto. (Corazzini). Non è in uso. Spiegazione non chiara. — TOCCARE IL FONDO: toccare. (Stratico). — TOCCARE UN PARANCO: ripigliarlo. (Corazzini). Non è in uso.
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TOCCARE UN PORTO: entrarvi e fermarvisi il tempo necessario. (Stratico). Manoscritto della Bibl. Riccardi (Firenze) del sec. XV (Capitoli pel viaggio de Barberia): Anchora per cagione che detta galea ha a porre (v.) et tocchare in più terre e porti di Mori et d'infedeli.. . (Jal). — TOCCARE SICURTÀ: assicurare. (Stratico, Appendice).

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