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Tornare. — Lascare, allentare. Dato dal Corazzini come dialettale. Non è in uso. — Devirare. (Corazzini). Non è in uso. — (Sec. XIV) V. nel passo riportato s. Ragoli. Il Fincati osserva che Tornare in marina si usa solo all'imperativo. — Torna!: comando di far girare l'àrgano in senso opposto. Anche Svira ! (Corazzini). Non è in uso. Si dice Devira ! — Torna!: v. s. Solcometro a barchetta.

Tornator (Basso lat., genov. sec. XV). — Tornitore, imbarcato sulla nave, per il lavoro di pulegge, bozzelli, ecc. (Stat. genov., 1441: Jal).

Tornavira (Term. ant.). — Viradore. (D'Alberti, 1805; Stratico, s. Viradore). (Dal franc. tournevire).

Tornello (Term. sec. XVIII). — Viradore. (Saverien). — Arganello. (Stratico). (Cfr. tornello « strumento dei lanaioli per fare l'ordito »).

Tornichetto. — Denominazione usata nel linguaggio comune per indicare il Molinello d'afforco, o anche la Maglia a molinello. (Tornichetto, quale termine medico, e quale termine per indicare il « contatore delle persone che entrano in un teatro », è già nel Lessico di Fanfani e Arlia, 1877. Dal franc. tourniquet).

Tornicolo. — V. s. Mamòzio. Non è in uso.

Tornitori. — V. s. Operai. V. anche Tornator (basso lat.).

Toro1. — Costellazione comprendente circa 140 stelle, molte delle quali brillanti e una di prima grandezza (Aldebaran). Toro è anche il nome del corrispondente segno zodiacale. V. Ascendenti (Segni ~).

Toro2. — Cordone a spirale del canapo torticcio. (Corazzini). Ma è termine archeologico. (Guglielmotti; Jal).

Torone (Term. ant.). — Legnolo. (Saverien; Stratico, Appendice). Forse corrisponde a Cordone, nome usato anche in luogo di Legnolo. (Baistrocchi 79). (L'it. torone e il franc. toron sono attestati già dal Saverien, 1769: dal lat. torus «legnolo»: Jal; Ernout 1006. Ne derivò pure il venez. taròzzi « sfilacce ». Secondo lo Jal, s. Torus, i cordai francesi degli arsenali usano toron o touron. L'Oudin, 1663, registra una voce toroni « sorta di grossi confetti »).

Torozzo. — Variante di Tarozzo, secondo il Guglielmotti, il quale cita Stratico e Parrilli. Questo ha però Tarozzo, e quello Tarozzi (29), Tarrozzi e Tosso (in altro senso). I nomi Tozzi, Tossi, Pironi, pure citati dal Guglielmotti, hanno significato diverso.

Torpedinamento. — Il torpedinare. (Guglielmotti). Non usato.

Torpedinante. — Ciascun uomo assegnato alle fazioni delle torpedini. (Guglielmotti). Non in uso.

Torpedinare. — Verbo proposto dal Guglielmotti per « Mettere l'opera in ogni lavoro attenente a torpedine », ma non entrato nell'uso, sebbene ripetuto dallo Zingarelli. — Colpire con torpedine, silurare. (Zingarelli). Non usato.

Torpedinatore. — Chi o che torpedina. Proposto dal Guglielmotti, ma non usato.

Torpedinatura. — Effetto del torpedinare. Proposto dal Guglielmotti, ma non in uso.

Torpedinazione. — Azione del torpedinare. Proposto dal Guglielmotti, non dell'uso.

Torpedine. — Arma subacquea, che consiste in un involucro metallico detto Cassa, di varia forma, generalmente sferica o cilindrica, contenente una rilevante carica di alto esplosivo e dei congegni destinati a regolare il funzionamento dell'arma alla profondità stabilita e a provocarne l'esplosione quando urtata dalla carena di una nave. Può essere ad ancoramento, da rimorchio, o derivante. V. s. Mina. — Torpedine ad ancoramento: fornita di àncora speciale e relativo cavo di ormeggio, destinati a trattenerla permanentemente nel punto dove viene effettuata la posa per l'esecuzione di sbarramenti o di campi minati. La lunghezza dell'ormeggio viene regolata in maniera che la cassa della torpedine rimanga al disotto della superficie del mare, a profondità sensibilmente inferiore alla pescagione media della categoria di unità nemiche che si intende danneggiare (siluranti o navi) o corrispondente alla quota presunta d'immersione dei sommergibili. — Torpedine ad ancoramento automatico: quella fornita di speciali dispositivi, che regolano
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automaticamente lo svolgimento del cavo di ormeggio, dopo che l'arma è stata gettata in mare insieme con la propria àncora, che consiste in una massa metallica sagomata in modo da aderire alla parte inferiore della cassa. I dispositivi delle torpedini ad ancoramento automatico posate da unità di superficie sono del tipo a scandaglio, e cioè la cassa rimane inizialmente a galla mentre l'àncora se ne distacca e scende fino a toccare il fondo, funzionando come uno scandaglio, e successivamente la cassa si disporne alla profondità per la quale è stata regolata. I dispositivi delle torpedini posate dai sommergibili sono generalmente a piatto idrostatico. La cassa discende al fondo insieme con l'àncora, o fino a una determinata quota, e poi risale verso la superficie senza mai portarsi al di sopra della quota d'immersione per la quale fu regolata. Ciò è necessario per non svelare l'esecuzione degli sbarramenti e per la sicurezza del sommergibile. (Encicl. It. XXXII 908). — Torpedine ad ancoramento ordinario: tipo antiquato di torpedine, per il cui ancoramento bisognava scandagliare in precedenza lo specchio d'acqua da sbarrare e, in base alla profondità così conosciuta e alla quota d'immersione stabilita, regolare la lunghezza del cavo che unisce la cassa contenente la carica all'àncora. — Torpedine ad asta: tipo primitivo di torpedine, fissata all'estremità di un'asta portata sulla prora di una barca a vapore. La lunghezza dell'asta era sufficente perché lo scoppio della torpedine contro la nave nemica non producesse troppo danno al battello attaccante. Le torpedini ad asta ebbero largo impiego nella guerra di secessione d'America (1862-1865) e nella guerra russo-turca (1877). (Encicl. It. XXXII 907). — Torpedini da asta: torpedini ad asta. (Corazzini). Non è in uso. — Torpedine da blocco: per bloccare nei proprii ancoraggi una forza navale nemica, o, in generale, per eseguire la posa di sbarramenti sulla costa nemica o nei paraggi frequentati dalle sue navi. Le torpedini da blocco sono del tipo ad ancoramento automatico. — Torpedine alla deriva: v. s. Deriva. Le torpedini ancorate vanno alla deriva quando le forti mareggiate ne rompono il cavo di ormeggio. Sono soggette però alla deriva tutte le torpedini che non appartengono al tipo ancorato o da rimorchio. V. Torpedine derivante. — Torpedine in deriva: alla deriva, e derivante. — Torpedine derivante: ciascuna di quelle che non appartengono né al tipo ad ancoramento, né al tipo da rimorchio, ma o sono messe in mare con un gavitello che ne assicura la galleggiabilità a una determinata immersione, o lanciate in mare scoppiano a profondità prestabilita per l'azione di congegni in generale idrostatici (bombe torpedini antisommergibili), ovvero gettate in mare da una nave inseguita oscillano automaticamente per un certo tempo fra due acque (fra due diverse profondità), pronte a funzionare all'urto, e poi affondano per effetto di un dispositivo automatico. (Encicl. It. XXXII 908). — Torpedini difensive: per la difesa costiera o di speciali zone di mare. Poco usato. Esiste l'espressione Sbarramenti difensivi. — Torpedine divergente: dato dal Corazzini per Torpedine di rimorchio. Ma non dell'uso. — Torpedine dormiente: dato dal Corazzini per Torpedine ancorata, Ma non dell'uso. — Torpedini elettriche a comunicazioni: dato dal Corazzini per quelle elettriche a semplice spoletta. Sconosciuto. Forse si tratta di torpedini tipo ginnoto, che non esplodono per urto, ma inviando ad esse una corrente elettrica per far funzionare la spoletta; torpedini, comunque, non più in uso; o si tratta di Mina subacquea o Controtorpedine. — Torpedini elettriche isolate: tipo antiquato di torpedine (anno 1877) ad ancoramento ordinario e con spoletta elettrica azionata da una pila generata automaticamente al momento dell'urto da un liquido eccitante racchiuso in fialette di vetro contenute negli urtanti. La denominazione di isolata stava ad indicare che la torpedine era destinata a funzionare indipendentemente da qualsiasi collegamento con la terra, a differenza dei ginnoti collegati a terra per mezzo di conduttori elettrici per l'invio della corrente elettrica alla spoletta al momento voluto.
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Torpedine fissa: torpedine ad ancoramento. — Torpedine a galleggiamento temporaneo: V. Torpedine derivante. — Torpedine galleggiante: quella con gavitello. V. Torpedine derivante. — Torpedine con gavitello: quella dotata di gavitello che ne assicura la galleggiabilità a una determinata immersione. V. Torpedine derivante. — Torpedini da getto: quelle che, gettate in mare, scoppiano a profondità prestabilita per l'azione di congegni automatici, generalmente idrostatici. Si usano per danneggiare i sommergibili immersi, gettandoli a mano, o mediante lanciabombe, nella zona dove si trova il sommergibile immerso. Si chiamano Bombe torpedini antisommergibili. — Torpedine mobile (Corazzini): non dell'uso. — Torpedini offensive: quelle posate presso la costa del nemico o nei paraggi frequentati dalle sue navi. Poco usato. Si chiamano Torpedini da blocco. Esiste l'espressione Sbarramenti offensivi. — Torpedine ormeggiata: torpedine ancorata. Poco usato. — Torpedini oscillanti: v. Torpedine derivante. — Torpedini da ostruzioni: quelle che vengono fissate alle reti esplosive. — Torpedine da rimorchio: quella che, portata a rimorchio generalmente da una silurante di superficie anche ad elevata velocità, si dispone e si mantiene a una determinata immersione, pronta a scoppiare contro un sommergibile per effetto di urto. (Bardesono). — Torpedini da rimorchio contro sommergibili. Non è in uso; si chiama Torpedine da rimorchio. — Torpedine semovente: espressione usata per distinguere il siluro dalle torpedini propriamente dette. (Laugieri). — Torpedini a spoletta chimica: tipo antiquato di torpedine, anteriore a quelle elettriche isolate, ad ancoramento ordinario. All'urto si produceva la rottura di una fiala di vetro contenente acido solforico, il quale venendo a contatto con una mistura fulminante (clorato di potassio e zucchero) determinava l'accensione della carica. — Controtorpedini: apparecchi destinati alla distruzione di torpedini, provvisti di accensione a tempo o di accensione elettrica a volontà di una carica di scoppio. — V. Ginnoto; Siluro; Vòmere; Rampino esplodente; Mine subacquee; Dragaggio; Spoletta. — Gruetta della torpedine da rimorchio: v. s. Gruetta. — Nave affonda-torpedini: nave posamine. Non è in uso. — Sommergibile posamine: v. s. Sommergibile. — LANCIARE UNA TORPEDINE: farla cadere in mare; operazione iniziale della posa di una torpedine ad ancoramento. Si dice anche delle bombe torpedini per le quali si adopera il lanciabombe. — PESCARE COLLE TORPEDINI: pesca abusiva fatta con lo scoppio di torpedini. (Frisoni). — POSARE UNA TORPEDINE: insieme delle operazioni necessarie per ancorare ciascuna torpedine al posto stabilito. La posa può essere eseguita da apposite unità di superficie, dette Posamine, da unità di superficie dotate di torpedini da blocco e delle sistemazioni necessarie per la posa (come ne hanno la maggior parte delle siluranti e degl'incrociatori), ovvero da sommergibili posamine. La difesa contro le torpedini si effettua per mezzo del dragaggio. La protezione subacquea delle navi ha lo scopo di attenuare i danni derivanti dallo scoppio delle torpedini contro la carena, limitando il volume d'acqua che può invadere i locali della nave e specialmente quelli nei quali sono contenuti organi vitali, come l'apparato motore, la macchina del timone, ecc. (Il nome di torpèdine è creazione di Fulton: Encicl. It. XXXII 907; Parrilli, 1866. Dalla torpèdine, pesce che dà scosse elettriche).

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