Torrente. — Corso d'acqua, a volte impetuoso, non perenne. Vi si esercita la pesca. Diminutivo Torrentello.
— (Poet.) Corrente dei marosi. Caro: ... il torrente dell'agitato mar che in fretta cala... . (Tommaseo e Bellini).
Torrentizio. — Di, da torrente. Fiume di natura torrentizia.
Torretta. — Soprastruttura quasi al centro della coperta del sommergibile, di dove si dirige la manovra e la navigazione. Dal cielo della torretta si elevano i periscopi.
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Torretta di comando: v. s.
Posto di comando.
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Torrette di osservazione: v. s.
Palombaro.
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Torretta di telemetraggio: ciascuna delle torrette in cui sono sistemati taluni telemetri, forniti di congegno di brandeggio, e costituenti una protezione per lo strumento e per il telemetrista.
Torriere (Term. ant.). — Guardiano di torre. In una Vita di S. Antonio si parla d'Un vecchio torriere, che abitava in una torrucciaccia in riva del Nilo. (Tommaseo e Bellini).
La voce non è usata per « Guardiano della torre da faro », come ha il Corazzini. Detto guardiano è chiamato Fanalista. Per l'addietro Fanalaio.
Torrione. — Denominazione data comunemente a un tipo di torre corazzata di comando avente notevole estensione in altezza e contenente, oltre alle sistemazioni per il comando e governo della nave, anche quelle per le comunicazioni e per altri importanti servizi. V.
Trasformate.
Torsellus (Basso lat. genov.). — Balla. Fardello. (Rossi, Gloss. lig. 99).
Torsiòmetro. — Apparecchio per determinare la potenza asse delle motrici a turbina, o di altro tipo, mediante la misurazione dell'angolo di torsione subita da un tratto dell'asse stesso, sul quale è sistemato l'apparecchio, durante il funzionamento della motrice. V. s.
Potenza.
Torsione. — Grado sino a cui si attorcigliano le corde nel fabbricarle. Stratico: Torcimento.
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LEVARE LA TORSIONE: torcere (una corda) in senso inverso alla prima torsione, onde renderla più pieghevole, più maneggevole. Stratico: Levare il torcimento, Distorcere una corda.
Tortano (Term. disus.). — «Grosso anello di corda del quale si serve l'artiglieria navale a modo di birro in varie manovre di forza». (Parrilli II 675).
(Dal napol. tòrtano « ciambella; anche per cosa acciambellata »: dal lat. tŏrtĭlis « torto, ritorto »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8805).
Torticcia. — Forma non documentata, ma registrata dal Guglielmotti, per « Cavo torticcio ». V. invece
Tortizza.
Torticciamento. — Il torticciare. (Guglielmotti). Non è in uso. Si direbbe Commettitura dei cavi forticci.
Torticciare. — Lavorar di torticcio. (Guglielmotti). Non è in uso. Si direbbe Commettere i cavi torticci.
Torticcio. — Quale sostantivo è registrato dal Guglielmotti, ma non è conosciuto neanche dagli autori citati, i quali hanno Tortizza. V. invece
Cavo torticcio.
Torticciolo. — Torticcio piccolo. (Guglielmotti). Sconosciuto.
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Torticciolo della vela: l'attorcigliamento della vela nel prendere i terzaroli. (Guglielmotti). Non è in uso.
Tortizza (Term. ant.). — Fune attaccata all'albero maestro, come le costiere (ma più grossa), ultima alla prora, impiegata per costiera e per inalberare e disalberare. Alcuni ne portavano una particolare, pendente accanto all'albero. (Pantera). La voce ricorre nel Viaggio di P. Quirino (1431) e in altri scritti veneziani, come indicante un grosso cavo. (Jal).
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Cavo a tortizza: cavo fatto con 2 commettiture, nella prima delle quali, con legnoli, si fa il cavo piano, nella seconda, con 3 cavi piani, si fa il cavo a tortizza. (Carena).
Tortizzo (Venez.). — Gambatura (d'una gómena sul fondo del mare).