Trama. — Filo di canapa, lino o cotone, che insieme con l'ordito costituisce il tessuto della tela da vele.
Nei ferzi di tale tela i fili di trama sono disposti secondo la larghezza dei ferzi stessi e l'ordito secondo la lunghezza. V. s.
Pescio.
—
Fasciatura a trama: intrecciatura che si fa con fili di merlino o di lezzino, per coprire una legatura, una coda di ratto, un guardalato di cavo, i tarozzi delle sàrtie, ecc. (Imperato).
—
Paglietto a trama: intrecciatura fatta di comando, per coprire le ride delle sàrtie, dei paterazzi, per ventrini di lancia, ecc.
Tramacchio (Teramo). — Tramaglio, detto anche Reticchio. (Min. Agric., La pesca II 704).
Tramacello (Lazio; Pescara). — Tramaglio. (Min. Agric., La pesca II 695).
Tramaglina (Aosta). — Rete per la pesca dell'alborella; lunghezza circa m. 30, altezza m. 1, misura della maglia mm. 10. (Min. Agric., La pesca II 647).
Tramaglio. — Triplice rete, costituita da una rete mediana a maglie sottili di mm. 12 (mappa sottile) e di due altre esterne (cerbere) a maglia molto più rada di cm. 7÷8, che ha grande estensione in lunghezza e piccola in altezza. Si tende verticalmente e generalmente a fondo, per mezzo di piombi guarniti al lato inferiore e di sugheri al lato superiore. Il pesce, se piccolo, investendo la maglia della rete di mezzo vi resta preso; se grosso, urtando in essa, porta la rete fitta attraverso il vuoto di qualche maglia della rete più rada, e vi resta preso come in una borsa. Il tramaglio è perciò una rete da insacco in confronto delle reti da imbrocco, come la menaida. Anche Tremaglio. Venez. Zerbèra, Zerberai, Tramàgio. V.
Rezza.
Il tramaglio si stende tra gli scogli, tenendolo aperto dal punto dove passa la barca. I pescatori battono forte i remi, e i pesci così spinti avanti vanno a incappare nella rete. Tale pesca a Taranto è detta Della mazza, e il tramaglio Tramàgghia. (De Vincentiis). Con esso si pescano triglie, scòrfani, cèrnie, sàrachi, dèntici, boghe, occhiate, aragoste, ecc. (Cannaviello 22-23).
—
Mappa sottile: rete mediana del tramaglio, avente una maglia più sottile di quella delle reti esterne dello stesso.
(Tramaglio nel Pataffio, ecc.; bologn. stramai; torin. trimai, genov. trémagi, non tramagiu, milan. tremàg, bresc., mantov. tramàc, vicent., padov., venez. tramàgio, valsug., poles. tramàcio, tarant. tramàgghia, sic. tramàgghiu. La voce veneziana fu importata dalla terraferma: indigeni vi sono zerbèra, zerberai. Dal lat. *tremacŭlum « rete a tre ordini di maglie »: Merlo, It. Dial. I 257; Levi, Diz. etim. piem. 282; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8875. Pel g di tramàgio cfr. le voci citate da Prati, Rev. Dial. Rom. V 100, VI 141).
Tramagliolo (Term. sec. XVIII). — Piccolo tramaglio. (Bandi, 1732: Fanfani).
Trambai (Venez.). — Ciascuno dei vaporetti facenti il servizio in città e nei luoghi circonvicini. (Ninni 146). Il Ninni (1890) la disse voce introdotta di recente.
(Trambai è la forma veneta per tranvai: cfr. Prati, Rev. Dial. Rom. V 104, VI 181).
Trambochina (Bresciana bassa). — Sorta di rete da pesca. (Rosa, Dialetti di Bergamo e di Brescia, III ediz., p. 130). V.
Strambuchina.
(Connesso con trabocco, it. ant., da cui trabocchetto. Il m può essere stato richiamato dall'altra nasale: cfr.
trabucco, rete).
Tramessi (Term. ant.). — « Alcune piccole quantità di robe da trasportare, come scatole, fagotti, piccoli involti, ecc. che non entrano nella polizza di carico ». (Stratico).
Tramezzo. — Paratia. (Stratico). Poco usato.
—
Tramezzi blindati (ant.): traverse corazzate.
Tramicella. — « Quasi piccola e larga trama, chiamano i paranzellari, quel cavetto, con che uniscono insieme due pezzi di reti a punti larghi più di un palmo, facendo passare la funicella medesima dalle maglie estreme di una pezza alle estreme dell'altra, con andamento alternato ed incrociato. Ciò fanno per accrescere le pareti, per far più alte le ali, senza aumentare la spesa e la fatica delle maglie strette: ed anche per meglio maneggiare e racconciare le diverse
1102
pezze, potendosi facilmente sfilare le une dalle altre ». (Guglielmotti). Non dell'uso.