Tramaglio

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Tramaglio. — Triplice rete, costituita da una rete mediana a maglie sottili di mm. 12 (mappa sottile) e di due altre esterne (cerbere) a maglia molto più rada di cm. 7÷8, che ha grande estensione in lunghezza e piccola in altezza. Si tende verticalmente e generalmente a fondo, per mezzo di piombi guarniti al lato inferiore e di sugheri al lato superiore. Il pesce, se piccolo, investendo la maglia della rete di mezzo vi resta preso; se grosso, urtando in essa, porta la rete fitta attraverso il vuoto di qualche maglia della rete più rada, e vi resta preso come in una borsa. Il tramaglio è perciò una rete da insacco in confronto delle reti da imbrocco, come la menaida. Anche Tremaglio. Venez. Zerbèra, Zerberai, Tramàgio. V. Rezza. Il tramaglio si stende tra gli scogli, tenendolo aperto dal punto dove passa la barca. I pescatori battono forte i remi, e i pesci così spinti avanti vanno a incappare nella rete. Tale pesca a Taranto è detta Della mazza, e il tramaglio Tramàgghia. (De Vincentiis). Con esso si pescano triglie, scòrfani, cèrnie, sàrachi, dèntici, boghe, occhiate, aragoste, ecc. (Cannaviello 22-23). — Mappa sottile: rete mediana del tramaglio, avente una maglia più sottile di quella delle reti esterne dello stesso. (Tramaglio nel Pataffio, ecc.; bologn. stramai; torin. trimai, genov. trémagi, non tramagiu, milan. tremàg, bresc., mantov. tramàc, vicent., padov., venez. tramàgio, valsug., poles. tramàcio, tarant. tramàgghia, sic. tramàgghiu. La voce veneziana fu importata dalla terraferma: indigeni vi sono zerbèra, zerberai. Dal lat. *tremacŭlum « rete a tre ordini di maglie »: Merlo, It. Dial. I 257; Levi, Diz. etim. piem. 282; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8875. Pel g di tramàgio cfr. le voci citate da Prati, Rev. Dial. Rom. V 100, VI 141).