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Trave2. — V. s. Palàmite. Trave anche nel D'Alberti (1805). — (Orbetello) V. s. Coffa. — (Catan.) V. s. Lettu di lu conzu.

Traversa1 (Term. sec. XVI). — Traversata. Giovanni da Empoli: Pigliammo uno pilotto moro per la traversa del Golfo della Mecca. (Jal). Sbaglio per Traversata "

Traversa2. — Barra traversiera, per sostegno della coffa, disposta nel senso trasversale, mentre le barre costiere o costiere sono disposte nel senso longitudinale della nave. Parrilli: Traverse della coffa, Crocette maggiori. — (Ant.) Scontro. (Jal). — (Sec. XVII) Barricata sulla galea. Pantera (1614): Traverse sono ripari, che si mettono per il traverso de i vascelli, quando si combatte, come baricate, per difesa di essi, e della gente. Anche in Stat. Cav. S. Stef. (Tommaseo e Bellini). — (Ant.) Opera messa a traverso del letto di un corso d'acqua. (Tommaseo e Bellini). — Traverse delle bitte (ant.): per sostenerne i due stanti delle antiche bitte in legno. (Parrilli). V. Bitta. — Traverse di boccaporto: barre disposte lateralmente alla sua apertura, nel senso poppa-prua e che insieme coi 2 barrotti formano l'intelaiatura del boccaporto. Parrilli: Traversa della boccaporta. — Traverse corazzate: nelle antiche navi corazzate a ridotto, o a ridotto centrale, le pareti prodiera e poppiera del ridotto stesso. Parrilli: Tramezzi blindati. — Traversa (del timone) (ant.): mezzaluna (del timone). (Corazzini). Parm. Sparavera.

Traversagno1 (Polésine). — Argine traverso. (V. Lorenzi, Riv. Geogr. It. XV 158). (Non « Specie di scolo », come ha l'Olivieri, Saggio 239, n. 2). Venez. Traversagno, aggettivo: «trasversale (di argine)». (Poles. traversagno, anche « strada traversa »: da traverso, lat. transversus: cfr. drizzagno).

Traversagno2. — V. s. Ingegno.

Traversare. — Passare attraverso il mare da un luogo a un altro. — V. s. Traversare una nave. — TRAVERSARE LE ACQUE DI UN'ALTRA NAVE. — TRAVERSARE L'ÀNCORA: portare un'àncora del tipo con ceppo dalla posizione verticale, che essa ha quando è sospesa alla grua del capone, a quella orizzontale, sollevandone le marre con apposito paranco, detto Traversino, per poter poi passare i serrabozze e mettere a posto l'àncora sulla propria scarpa. (Saverien, ecc.). — TRAVERSARE L'ÀNCORA: alzarla di sotto la grua dove è pendente fino sul capo di banda della nave verso prua; qualche volta, per un caso momentaneo, basta alzare le marre dell'àncora lungo il bordo e tenerla in questa posizione col mezzo della bozza del pescatore. (Stratico: Piquè). — TRAVERSARE UNA BAIA: percorrerla nel senso della larghezza. (Stratico). — TRAVERSARSI IN COSTA (disus.): incagliarsi. (Laugieri). — TRAVERSARE LA FORMAZIONE: passare in mezzo a navi che navigano in linea di fila. V. Formazione. Più usato Attraversare. Evoluzione tattica per far passare rapidamente da un lato all'altro della formazione le siluranti di scorta ad unità maggiori. — TRAVERSARE LA MEZZANA (sec. XVIII): alare sulla scotta della mezzana, per far entrare il punto della vela nel vascello, perché riceva il vento di filo. (Saverien, 1769). — TRAVERSARE UNA NAVE ANCORATA: disporla, distendendo un'àncora di poppa, in modo da presentare il fianco perpendicolarmente a una data direzione. Saverien (1769): Traversare: presentare il fianco. — TRAVERSARE LA LINEA DEL NEMICO: per attaccarlo alle spalle. (Corazzini). Oggi significherebbe: Tagliare il T. — TRAVERSAR L'ONDA (sec. XVIII): andar di fronte alla corrente dell'acqua. (Saverien). — TRAVERSARE IL TRINCHETTO: v. s. Traversare una vela. — TRAVERSARE UN VASCELLO (ant.): v. Traversare una nave. (Stratico).
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TRAVERSARE UNA VELA: cazzare la sua scotta, cosicché la parte di vela che è sottovento si presenti al vento ad angolo d'incidenza maggiore. Quindi si traversa il trinchetto per far poggiare il bastimento con maggiore prontezza e sicurezza. (Stratico). V. Acquartierare. — Traversarsi: disporsi di una nave o di un galleggiante, non ancorata e privo di mezzi di propulsione e di governo o con questi inattivi, per effetto del vento, del mare mosso, della corrente, col fianco in direzione normale a quella di tali forze esterne. In tali condizioni la nave, o galleggiante, si dice traversata, rispettivamente al vento, al mare, alla corrente. Concomitando tali forze, si dispone secondo la loro risultante. Anche una nave, o galleggiante, ancorata si traversa talvolta al mare, o alla corrente, quando la forza del vento non è sufficente a tenerla presentata. Una nave traversata con grosso mare, per avaria in macchina o al timone, si trova in condizioni pericolose. — Traversa mezzana! o Attraversa mezzana! (sec. XVIII): comando d'alare la scotta di mezzana, per attraversarla. (Saverien).

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