Burrasca1. — Perturbazione atmosferica di breve durata ed estensione, che produce un vento impetuoso e conseguente agitazione delle acque, in mare e nei laghi. In Marina è più usata la voce Temporale.
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Burrasca magnetica: perturbazione repentina delle condizioni elettriche dell'atmosfera, accusata dall'inquietezza degli aghi magnetici.
— Il veneziano, oltre
Borasca, ha
Borascada: quasi burrasca, turbine improvvisamente insorto nel mare e minaccioso, ma che ha durato poco.
— Dettato veneziano: Le borasche se conosse sul muso del nocèr: Pallidezza di nocchiero, di burrasca segno vero. (Boerio).
— Sicil.
Burrascata: sfuriata, scossone (di acqua e vento).
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Burrascuna: rovescio, procella.
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Burrascuni: acquazzone, bufera.
(Dal lat. borras, per boreas: Rev. Dial. Rom. IV 212. Dall'it. ant. borrasca il catal., spagn., portogh. borrasca. Cfr. anche il sicil.
marascata [v.] e
Piovasco [v.]. L'it. ant. borra è inesistente [v.
Borra]. Zaccaria, Elemento iber. 72-73).
Bùssola. — Il nome degl'istrumenti che indicano le direzioni dei punti cardinali e che, sistemati sulle navi, permettono di definire la direzione del loro cammino riferendola ai punti suddetti.
Ant. anche Bossolo; venez. Bùssola, Bòssola, nel Ramusio Bussolo (Jal). Pantera (1614): Bussolo, Bussolo nautico. V.
Abitàcolo,
Chiesòla,
Volvella (ant.).
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Bussola magnetica. — La bussola che applica la proprietà dei magneti, quando liberi di muoversi, di obbedire alla forza direttiva del magnetismo terrestre e disporsi con i loro assi nel piano del meridiano magnetico del luogo.
Si ritiene che i Cinesi per i primi abbiano messo a profitto quella proprietà del magnete, ideando la bussola magnetica, che gli Arabi ne abbiano appreso l'uso, e, a loro volta, i navigatori amalfitani lo abbiano imparato dagli Arabi, diffondendo in Europa il grande ritrovato (secoli XII e XIII).
Il primo, grossolano istrumento, consistette in un recipiente contenente dell'acqua in cui, su d'un pezzo di sughero, galleggiava l'ago calamitato.
Nelle moderne bussole magnetiche un sistema di più aghi magnetici è fissato rigidamente ad un cerchio chiamato Rosa che alla periferia porta una graduazione in trecentosessanta gradi, in cui sono segnati i punti cardinali e le direzioni intermedie. La rosa, perfettamente equilibrata, è posata col suo centro sopra una punta durissima, oppure è sospesa a un delicatissimo sistema filiforme. In qualunque modello di bussola
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la cassetta che contiene la rosa è installata in una sospensione cardanica che la rende indipendente, per quanto è possibile, dalle oscillazioni della nave (rollìo e becchéggio), sicché, pur serbando i suoi diametri longitudinale e trasversale, rispettivamente paralleli ai piani diametrali longitudinale e trasversale del bastimento, la rosa si mantiene con la sua periferia in un piano parallelo all'orizzonte.
In corrispondenza dell'estremità prodiera del diametro longitudinale della scatola contenente la rosa, sulla sua superficie interna, è segnata una ben visibile marca (linea di fede) che indica la direzione del piano diametrale longitudinale della nave, cioè della prora. La direzione di quest'ultima viene quindi definita dalla graduazione della rosa che cade in corrispondenza della linea di fede.
Fino a Cristoforo Colombo, i naviganti ritennero che l'ago magnetico si disponesse nel piano del meridiano geografico del luogo, e che quindi la bussola desse proprio la direzione del cammino riferita a quello. Invece, poiché il magnete si dispone nel piano del meridiano magnetico, le indicazioni della bussola dànno delle direzioni che, rispetto a quelle geografiche, sono deviate dell'angolo formato dai due meridiani geografico e magnetico e cioè della
declinazione magnetica (v.).
Gli aghi magnetici subiscono una deviazione dovuta all'influenza delle masse di ferro che si trovano sullo scafo della nave. Questo effetto era piccolo sulle navi in legno, dov'era causato principalmente dalle artiglierie e munizioni, se ve n'erano, ma è rilevante sulle moderne navi metalliche. V.
Deviazione.
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Bussola magnetica a liquido: la Marina militare italiana usa una bussola la cui rosa è immersa in una soluzione di acqua e àlcole, che, diminuendo il suo peso, rende minimo l'attrito con la punta di sospensione e quindi massima la sensibilità dello istrumento. Ideata dall'ammiraglio Magnaghi. (Bardesono).
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Bussola normale: bussola magnetica installata in un punto elevato affinché, trovandosi più delle altre bussole lontana dal ferro con cui la nave è costruita, ne risenta meno l'influenza. Generalmente si colloca al disopra del ponte di comando. La sua maggior sensibilità la rende idonea al controllo delle altre bussole.
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Bussola giroscopica o girostatica o
Girobussola: bussola del tutto indipendente dall'azione del magnetismo terrestre, che applica invece le proprietà del giroscopio. La rosa della bussola è connessa a uno o due giroscopi ad assi vincolati nel piano orizzontale, le cui azioni si sommano. Per il fenomeno di precessione, la rapidissima rotazione dei giroscopi genera nell'istrumento una coppia di forze direttive che orienta la linea nord-sud della rosa nel piano del meridiano geografico del luogo.
Questa bussola offre i seguenti vantaggi:
1) dà l'indicazione diretta del meridiano geografico, anziché quella del meridiano magnetico;
2) la forza direttiva del giroscopio è superiore a quella del magnetismo terrestre;
3) non è soggetta alla influenza variabile del ferro di bordo.
Notevole è l'ottimo modello italiano « Florentia ».
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Bussola ripetitrice: la bussola giroscopica è generalmente installata in un locale interno e centrale, sia perché al centro della nave sono minori gli spostamenti lineari durante le oscillazioni del rollìo e del becchéggio, sia perché, date le dimensioni del complesso degli organi che compongono la bussola, non sarebbe agevole sistemarla sul ponte di comando. Perciò lo strumento che è comunemente designato col nome di Bussola madre è collegato elettricamente con delle bussole contenenti delle semplici rose che ripetono esattamente le sue indicazioni. Queste, a cui si dà il nome di Ripetitrici, sono sistemate dovunque sia necessario avere una bussola: nella stazione di governo ordinaria della nave, presso la ruota di maneggio del timone, nella torre di comando, ed in un punto elevato per adempiere l'ufficio di bussola azimutale o da rilevamento.
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Bussola di governo o di rotta: qualunque sia il tipo di bussola di bordo, si dà questo nome alla bussola sistemata presso la ruota di maneggio del timone, di cui il timoniere si serve per far seguire alla nave la direzione voluta.
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Bussola azimutale o da rilevamento: bussola di qualsiasi tipo, magnetica o ripetitrice
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giroscopica, situata in un punto elevato che abbia intorno un ampio campo di visibilità, munita di un cannocchiale orizzontale, girevole concentricamente alla rosa. Con una acconcia disposizione di prismi e specchi, è possibile vedere contemporaneamente nell'obbiettivo del cannocchiale la zona sottostante della periferia graduata della rosa e l'oggetto nella cui direzione il cannocchiale è puntato. Mediante un'opportuna manovra dei prismi, si possono misurare gli azimut degli astri e i rilevamenti dei punti terrestri, anche se elevati sull'orizzonte. Un'apposita illuminazione parziale della graduazione della rosa permette di fare comodamente le osservazioni notturne.
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Bussola solare: nelle regioni polari la bussola magnetica e la giroscopica non si possono usare; la prima a causa della vicinanza del polo magnetico, la seconda per la prossimità del polo geografico. È stata ideata quindi la bussola solare che, nelle sue linee generali, è costituita da un cerchio graduato su cui può rotare un traguardo radiale. Se in un dato istante si traguarda il Sole con quello, e si conosce la simultanea ampiezza dell'azimut dell'astro, evidentemente si avrà subito la direzione del meridiano vero. (Bardesono 53-56).
(V. Encicl. It. VIII 163-170; Riv. Geogr. II. XII 340-350). V.
Abitàcolo,
Chiesòla.
(In antico anche bossolo [v. Tommaseo e Bellini], venez. bùssola, bòssolo, nel Ramusio e nel Garzoni (876) bossolo, bussolo [Jal]. Da buxida, bossida [Du Cange], dal greco πυξίς « scatola », con accostamento a buxus, da cui bùssolo, bòssolo: Nigra, Saggio lessic. 26. V. nei vocabolari altri significati antichi e moderni di bùssola e bòssolo).