Pagina 1148

Usihero (Term. ant.). — V. Usicherius.

Uso (Carico d'~). — V. s. Carico. Anche Resistenza d'uso od elastica. Alla voce Carico (VII capoverso; dove i cavi son da intendere di acciaio), aggiungere: « Per i cavi di canapa ordinarii circa un ottavo, per quelli catramati circa un sesto », e sostituire l'espressione: del peso che ne produrrebbe la rottura con del carico di rottura. Così la definizione di Carico di rottura va precisata: Sforzo che ne determina la rottura e che alla prova di trazione è determinato in chilogrammi per millimetro quadrato.

Uso del porto. — « Clausola inserta in molti contratti di noleggio ed indica che circa il modo ed il tempo della scaricazione nulla viene fissato nei soliti documenti d'impegno, cioè in contratto o nella polizza, ma che tutto si farà secondo il costume del porto ove si effettuerà la consegna della merce ». (Laugieri).

Üssara (Trent.). — Cateratta.

Usseria (Nave ~) (Venez. sec. XIV). — V. s. Nave. Nello Jal Usseria (1201), Usserius (1334).

Ustetto (Term. sec. XVII). — Usto piccolo. (Crescenzio, 1602: Tommaseo e Bellini). Ustetti (plur.) dato come veneto dallo Stratico (III 215) per « Cavi di tonneggi ».

Ustino. — Diminutivo di Usto. (Guglielmotti). (")

Usto (Term. ant.). — Ormeggio fatto da due gómene, e talvolta da tre, impiombate fra loro: e però lungo 240 o 360 braccia. Esso permetteva ad una nave esposta alla traversia su di una rada di filare molto ormeggio, nonché di sorgere sopra acque assai profonde. Annodavasi ad una delle àncore di servizio. (Parrilli, 1346, p. 126). « Gómena che serve per tonneggiarsi con vento forte e mare grosso; ma che serve pure per cavo ordinario di ormeggio. Prima della adozione delle catene, la gomena dell'àncora di dritta chiamavasi posta e quella di sinistra usto ». (Fincati). Pantera (1614): Usto è una fune più grossa delle gomene, che si adopera per armeggiare (ormeggiare) i vascelli più grossi, e anco le galere nelle fortune, e sono incatramati, cioè impeciati. (V. anche Jal). — (Ant.) Ormeggio destrale, di riserva. (Guglielmotti). Non documentato. Il Guglielmotti deve aver equivocato sulla definizione del Fincati. — Àncora dell'usto: v. s. Àncora (p. 31). V. Filato corto (ant.). (Usto anche presso Giustiniani, anno 1459, e il Crescenzio, 1602, p. 75).

Ustone. — Secondo il Guglielmotti, accrescitivo di Usto, ma sconosciuto.

Utili. — « I guadagni netti che lascia un bastimento dopo un viaggio o dopo un anno di navigazione, secondo il modo in cui si è stabilito il rendimento dei conti». (Laugieri).

Utramacchiata (Puglia). — Tramaglio. (Min. Agric., La pesca II 474). Errore per Ntramacchiata.

Utramaglia (Campania). — Tramaglio. (Min. Agric., La pesca II 474). Errore per Ntramaglia.

Uva di mare. — Uova di certi cefalopodi, in particolare della seppia. — Alghe del genere Sargasso.

Uvari. — Vento tempestoso di alcune isole dell'America. Franc. Houvari. (Saverien). Sconosciuto.

Uvolfo. — Vortice di mare tra due isole nella spiaggia di Norvegia, in cui non può passare alcun bastimento senza pericolo d'andare a fondo. (Saverien). Dev'essere sbaglio per Wolfe (v.)

Uzza (Con zz dolce). — « Aria fresca e pungente che si prova per lo più la sera e la mattina presto, specialmente sul mare ». (Guglielmotti). Non è in uso in marina: specialmente sul mare è giunta del Guglielmotti alla definizione del Fanfani. La parola è d'uso nella Maremma e a Siena.

Uzzo (Napol.). — Barchetta. (Galiani). V. Vuzzo.

| p. 1147
p. 1148
p. 1149 |