Vapore2. — Termine usato a volte nel linguaggio comune per indicare una nave mercantile a vapore. Anche Vapore da carico; Vapore postale. Vapore da diporto.
— (Venez.) Piroscafo. (Ninni 249).
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Vapore a tambücci (genov.): piroscafo a ruote. V.
Tambuggio.
Vaporetto. — Piccola nave a vapore. Un vaporetto che va due volle la settimana da Livorno a Genova. (Tommaseo e Bellini).
— Quello che a Venezia fa lo stesso servizio dei tranvai nelle città di terraferma. Pure Vaporino. V. anche
Trambai. Fu attivato nel 1880.
Vaporiera. — Per « Nave a vapore » è termine dato dal Guglielmotti, ma non è mai stato usato in tal senso. Vaporiera era chiamata una volta la macchina del treno.
Vaporiere. — Chi accudisce al vapore. (Guglielmotti). Ripetuto dallo Zingarelli. Non è in uso. Sembra un termine inventato.
Vaporiero. — Riguardante il vapore. (Guglielmotti). Non è in uso.
Vaporino. — Vaporetto. (Tommaseo e Bellini). Ha un vaporino col quale fa le sue passeggiate in mare. A Pisa c'è un vaporino che va a Bocca d'Arno. A Ripetta sul Tevere ci sono sempre uno o due vaporini. (Giorgini, 1897).
Vaporuccio. — Dimin. di Vapore (bastimento). (Tommaseo e Bellini).
Vara2. — Barra trasversale del cavalletto. Data dal Corazzini, ma voce latina, non marinaresca. (V. Guglielmotti).
Varamento. — La manovra del varo. (Stratico). Secondo lo Stratico anche Lanciamento (v. Tramater).
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Varamento sulla invasatura: varo con invasatura. (Parrilli).
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Varamento sulle morse (ant.): eseguito talvolta (anticamente) per le navi in legno, impernando lateralmente allo scafo delle grandi morse di legno al di sotto della linea del forte, per mantenere dritto il bastimento, e facendo scorrere la chiglia in un canale di legno costruito nel mezzo dello scalo. Questo sistema, oltre all'inconveniente di un eccessivo sfregamento di attrito, richiedeva l'immissione della nave in bacino, dopo varata, per toglierne le morse. (Parrilli).
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Varamento sulle portavase (ant.): eseguito talvolta (anticamente) sulle navi in legno facendo scorrere la chiglia del bastimento in un canale di legno costruito nel mezzo dello scalo e mantenendo dritto il bastimento stesso per mezzo di due file di panconi solidamente impiantati ai lati dello scalo e che costituivano quasi due murate di legno che si elevavano fino alla linea del forte. Aveva l'inconveniente di un eccessivo attrito, tanto sulla chiglia quanto sulle murate laterali, il che rendeva impossibile foderare la nave prima di vararla. (Parrilli).
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Vasi di varamento: poco usato per Vasi per il varo, Vasi dell'invasatura, o semplicemente Vasi. V.
Invasatura.
Varano. — Dato dal Guglielmotti nel senso di « Attenente al varo », sulla base del Fanfani; ma questi non registra affatto un tale aggettivo, che dev'essere nato da supposizione del Guglielmotti.
Varare1. — Eseguire l'operazione del varo di una nave di nuova costruzione. V.
Varo. Non usati Ruzzolare, Gettare in acqua una nave; venez. Sbaràr, Butar in aqua un bastimento. Stratico: Varare, Lanciare.
V.
Invasare;
Invasatura;
Vasi;
Scontri;
Colonne;
Castagne;
Letto;
Suole;
Batticulo;
Madrina;
Battesimo.
— Lanciare in acqua qualunque naviglio (anche se non di nuova costruzione).
— « Lanciare in acqua dalla spiaggia alcun piccolo naviglio, agitandolo sopra lo spigolo della chiglia con curri rotoloni: sollevando il naviglio a galla nell'alta marea, o dandogli l'acqua nel bacino ». (Guglielmotti).
— (Sec. XV) Accostare la barca a terra. (Pulci: Tommaseo e Bellini; Guglielmotti). La supposizione del Monti (v. Tramater) che il Varare del Pulci sia da correggere in Virare non è sostenibile, perché in italiano Virare è parola moderna.
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VARARE UN ALBERO, UN PALISCHERMO, UN VASCELLO, UN PENNONE: metterli in acqua facendoli scivolare lungo un piano inclinato. (Parrilli).
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VARARE A SECCO: dal mare alla terra. Nel Barthema Varare una nave in terra. (Corazzini).
Nel linguaggio comune si usa talvolta la espressione Vararsi in spiaggia per indicare che una nave si è incagliata in spiaggia e per un notevole tratto della sua lunghezza
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VARARSI IN SPIAGGIA: v. s.
Varare a secco.
(Atto genov., 1248: Debet dicta navis in mari varari. . .: Jal; varare nel Buti, ecc. Viaregg. barà[re]. Dal lat. vara « bastone forcuto che sostiene una rete; cavalletto del segantino; pertiche di sostegno che formano un'impalcatura ». Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 9150. Nel venez. sbaràr, reso con sbarrare dallo Stratico, vi fu forse immissione di sbarra. Siccome nell'italiano il verbo è attestato assai prima che nelle altre lingue romanze, non è da ammetterne la provenienza dal catalano o dal provenzale. V. anche Gonçálvez Viana II 524).