Varare1. — Eseguire l'operazione del varo di una nave di nuova costruzione. V.
Varo. Non usati Ruzzolare, Gettare in acqua una nave; venez. Sbaràr, Butar in aqua un bastimento. Stratico: Varare, Lanciare.
V.
Invasare;
Invasatura;
Vasi;
Scontri;
Colonne;
Castagne;
Letto;
Suole;
Batticulo;
Madrina;
Battesimo.
— Lanciare in acqua qualunque naviglio (anche se non di nuova costruzione).
— « Lanciare in acqua dalla spiaggia alcun piccolo naviglio, agitandolo sopra lo spigolo della chiglia con curri rotoloni: sollevando il naviglio a galla nell'alta marea, o dandogli l'acqua nel bacino ». (Guglielmotti).
— (Sec. XV) Accostare la barca a terra. (Pulci: Tommaseo e Bellini; Guglielmotti). La supposizione del Monti (v. Tramater) che il Varare del Pulci sia da correggere in Virare non è sostenibile, perché in italiano Virare è parola moderna.
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VARARE UN ALBERO, UN PALISCHERMO, UN VASCELLO, UN PENNONE: metterli in acqua facendoli scivolare lungo un piano inclinato. (Parrilli).
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VARARE A SECCO: dal mare alla terra. Nel Barthema Varare una nave in terra. (Corazzini).
Nel linguaggio comune si usa talvolta la espressione Vararsi in spiaggia per indicare che una nave si è incagliata in spiaggia e per un notevole tratto della sua lunghezza
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VARARSI IN SPIAGGIA: v. s.
Varare a secco.
(Atto genov., 1248: Debet dicta navis in mari varari. . .: Jal; varare nel Buti, ecc. Viaregg. barà[re]. Dal lat. vara « bastone forcuto che sostiene una rete; cavalletto del segantino; pertiche di sostegno che formano un'impalcatura ». Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 9150. Nel venez. sbaràr, reso con sbarrare dallo Stratico, vi fu forse immissione di sbarra. Siccome nell'italiano il verbo è attestato assai prima che nelle altre lingue romanze, non è da ammetterne la provenienza dal catalano o dal provenzale. V. anche Gonçálvez Viana II 524).