Vas2 (Basso lat.). — Vasi fatti di terra leggera riempiti di calce e altri di sapone molle, che venivano gettati dalle gabbie sui ponti delle navi nemiche, dove formavano gli uni una materia grassa e molle, su cui si scivolava, e gli altri una polvere che accecava e soffocava i combattenti. Sanuto Torsello (secolo XIV): Non eget dictum navigium ollulis calce plenis et etiam multis vasis molli sapone plenis . . . (Jal).
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Vas navigabile (basso lat., genov. sec. XIV): vascello. (Stat. genov., 1340). Anche Vasum marinum in altro doc. lat. d'Italia Multas naves et galeas et vasa marina fabricaverunt in flumine Arni. (Jal, s. Vas.) V.
Lignum navigabile. Cfr. Vascello Marino nella Relaz. Santo Buono (13).
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Vas navis (basso lat.): scafo. (Gregorio Magno: Jal).
Vasca:
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Vasca Belloni: v. s. Salvataggio barometrico, dei sommergibili, s.
Salvataggio.
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Vasca del condensatore: « camera ove si raccoglie il vapore condensato che per la pompa d'alimentazione fa ritorno nelle caldaie ». (Laugieri). La camera dove si raccoglie il vapore condensato si chiama
Pozzo caldo (v.).
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Vasca di espurgo (ant.): recinto di fabbrica a lido di mare, nel quale si pongono ad espurgare i legnami da costruzione immersi in una miscela di acqua dolce e di acqua di mare (Parrilli).
L'espurgo consiste nell'eliminazione dei succhi nocivi portati dalla linfa del legno (albuminoidi), immergendo i tronchi ancora di fresco taglio in acqua corrente o in acqua stagnante (vasca) per un lungo tempo, il che produce la lisciviazione. Mezzi più energici per raggiungere lo stesso scopo sono quelli in cui si impiega l'acqua calda o il vapore (Russo 54-55).
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Vasca per esperienze di architettura navale: bacino o canale opportunamente attrezzato, nel quale si esperimentano i modelli in piccole dimensioni di carene di navi e di eliche in progetto o a scopo di studio. Detti esperimenti e ricerche sono collegati alla risoluzione dei problemi delle carene e della propulsione, dovendo le prime presentare la minima resistenza al moto, in relazione alla velocità che si vuole raggiungere, e dovendo il complesso « propulsore-carena » consentire la migliore utilizzazione della potenza motrice in condizioni di mutua integrazione per ottenere il massimo rendimento.
Dai risultati degli esperimenti sui modelli si desumono quelli ottenibili dalle carene e dalle eliche al vero in base a determinati rapporti tra le dimensioni dei primi e delle seconde, giusta la teoria della similitudine meccanica enunciata dall'ingegnere inglese Roberto E. Froude e successivamente completata e adattata allo scopo. Il Froude eseguì per il primo (1870-74) gli esperimenti relativi costruendo a Torquay la prima vasca di architettura navale delle dimensioni di metri 85 x 11 x 3, alla quale seguì quella di Gosport (Portsmouth) di m. 110 x 6.10 x 2.80. In Italia, appena note le prime esperienze del Froude, fu attrezzata in modo speditivo una vasca di 45 metri a Castellammare di Stabia, dov'era in costruzione il Duilio, e furono eseguite esperienze su modelli di legno foderati di stagnola. La prima vasca vera e propria fu poi costruita a La Spezia: la prima nell'Europa continentale. Agli studi ed esperimenti fatti dal Froude e a quelli fatti poco dopo ed ulteriormente sviluppati in Italia e presso altre nazioni, si debbono in gran parte i progressi conseguiti nella velocità delle navi.
I modelli di carena e di eliche, separati o accoppiati, si fanno muovere dall'esterno mediante uno speciale apparecchio di trazione, detto Carro dinamometrico, fornito di motori elettrici e di strumenti di precisione per registrare di mano in mano, in genere automaticamente, i varii elementi risultanti dalle esperienze (resistenza della carena al moto, spinta dell'elica, forza di rotazione di questa, numero dei giri, ecc.).
Il moto generato da uno dei motori del carro viene comunicato all'asse dell'elica per
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mezzo di giunti e trasmissioni ad ingranaggi, regolandone opportunamente la velocità.
Le esperienze intese a prevedere il funzionamento delle eliche applicate a una nave con lo scopo di determinare per una desiderata velocità della nave stessa il numero di giri dell'elica, la spinta prodotta e la potenza assorbita, vengono eseguite pure col procedimento detto dell'Autopropulsione. In tal caso il modello è attrezzato con appositi motori elettrici che agiscono sugli assi delle eliche di cui il modello stesso è fornito, il tutto a similitudine con la nave al vero. Il modello allora si muove sotto l'azione combinata della trazione del carro e della spinta delle proprie eliche, le quali funzionano con perfetta analogia a quelle al vero. Combinando opportunamente l'azione del carro e quella delle eliche si possono precisare con grande approssimazione gli elementi richiesti.
Altre esperienze di autopropulsione, specialmente per studiare le qualità evolutive delle carene, si fanno talvolta anche in mare su modelli sperimentali che rappresentano la nave in scala molto maggiore e che sono costituiti da vere e proprie imbarcazioni, munite di motori proprii. (Annali della Vasca Nazionale per le esperienze di architettura navale in Roma, Poligrafico dello Stato, Roma, 1931, Vol. I). V. anche s.
Resistenza.
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Vasca Froude: denominazione data comunemente alle vasche per esperienze di architettura navale. V. anche s.
Resistenza.
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Vasca nazionale per le esperienze di architettura navale: fondata ai Prati di S. Paolo tra la Via del Mare e il Tevere, presso Roma, nel 1927, per mettere l'industria nazionale in grado di eseguire esperienze di architettura navale, per il progresso tecnico. Dimensioni: m. 275 x 10,60 (al fondo) x 6,50 (profondità al mezzo).
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Vasca sperimentale del R. Arsenale della Spezia: per esperienze di architettura navale. Costruita nel 1887-89, fu la seconda vasca nel mondo dopo quella del Regno Unito d'Inghilterra. Dimensioni m. 150 x 6 x 3.
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Vasca di stabulazione: per la piscicultura, nei bacini artificiali. (Min. Agric., La pesca II 621).
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Vasca subacquea di addestramento alla base sommergibili di New London: per addestrare il personale dei sommergibili all'uso dei respiratori per l'uscita da sommergibili affondati e nelle varie fasi della salita a galla e della decompressione. È profonda circa 30 metri.