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Vedere: — VEDERE L'ÀNCORA (ant.): salpare il necessario per accertarsi se l'àncora è libera o no dalla catena. (Laugieri). — VEDERE PER PRUA (sec. XVIII): vedere avanti di sé. (Saverien). — VEDERE L'UN PER L'ALTRO (sec. XVIII): scoprire due oggetti sul mare allineati. Il contrario: Aprire (franc. Ouvrir): scoprirli separatamente. (Saverien).

Vedetta. — Marinaio di guardia in un punto elevato della nave per avvistare alla maggiore distanza possibile la costa e i suoi segnalamenti, altre navi o galleggianti, aeromobili, ecc. Si tengono vedette anche sulle coste, nelle stazioni semaforiche. V. Guardieri (disus.). — Nave vedetta. V. s. Nave. (Fincati). — Vedetta alla riva: sull'alberata. — Vedetta al salvagente: piantone al salvagente. — Vedetta di sopravvento: posta nel lato di sopravvento della nave. — Posto di vedetta: stazione di vedetta di carattere provvisorio. — Servizio di vedetta: v. s. Servizio. — Stazioni di vedetta: v. s. Semàforo. — METTERE IN, DI VEDETTA: v. s. Mettere. — STARE ALLE VEDETTE: stare in vedetta. — STARE IN VEDETTA: esercitare un'accurata vigilanza. Si usa anche in senso figurato. — Vedetta arriva! (ant.): ordine trasmesso al parrocchettiere, destinato come scolta, di montare sulle crocette di velaccia di trinchetto. (Parrilli). — Vedetta alle grue! (ant.): comando indirizzato ai gabbieri, che durante la notte fanno il servizio di vedette, di uscire fuori alle grue di cappone. (Parrilli). (Da veletta [v.] avvicinata a vedere).

Vedettare. — Mettersi, stare in osservazione. Dato dal Guglielmotti, ma non adoperato e mancante al Grassi.

Vedettiere. — Colui che è assegnato alle vedette. Termine dato dal Guglielmotti, ma altrimenti sconosciuto. — Vedettieri: squadre (di cavalli) o di navigli incaricati di osservazioni lontane. Dato dal Guglielmotti, ma altrimenti sconosciuto. Tali navigli si chiamano Esploratori.

Veditore. — Ufficiale alle visite (in dogana). (Tommaseo e Bellini; Rezasco). Genov. Veditó. — (Ant.) Vedetta. (Bartoli: Corazzini).

Veduta per veduta (Term. sec. XVIII). — Del regolare la navigazione su i segni dell'apparenza delle terre, come praticavano prima dell'invenzione della bussola. Anche Corso per corso. (Saverien).

Vega. — Stella della costellazione della Lira. Grandezza 0,1.

Veges (Basso lat., genov. sec. XIII). — Botte: unità di misura per la capacità delle navi. (1268: Jal).

Veglia1 (Term. sec. XVIII). — Scoglio nascosto sotto l'acqua. Le veglie sono segnate con cura nelle carte. (Saverien). V. s. Scoglio.

Veglia2 (Term. disus.). — Guardia di notte. (Fincati). V. Servizio di guardia. — Un gavitello è alla veglia (ant.): se galleggia su l'acqua e precisa dov'è affondata l'àncora. (Saverien). — Un'ancora è alla veglia (ant.): se pronta per esser gettata a fondo. (Saverien). V. Ancora guardiana.

Vegliare. — Stare in attenzione, aver cura e essere in guardia di qualche cosa, in qualche circostanza in cui una manovra o un movimento può esser necessario. (V. Stratico). — Gavitello che veglia (ant.): visibile. — Gavitello che non veglia (ant.): sommerso. — Gavitello che veglia e non veglia (ant.): ora visibile ora no. (Corazzini). — Il gavitello veglia (ant.): il gavitello galleggia. (Stratico). Saverien: Il gavitello è alla veglia. — Roccia che veglia (ant.): roccia in mare sempre scoperta, a pelo d'acqua con le più alte maree. (Stratico). V. Vegliare e non vegliare, più avanti. — Veglia! (ant.): voce di prevenzione con cui l'ufficiale di guardia avvertiva i marinai d'impadronirsi del tirante d'una data manovra corrente, per tenerla pronta per essere mollata o alata sempre che il vento rinforzi. (Parrilli, 1847, p. 366). — Veglia!: comando ai guardiani (") di attendere al giuoco delle manovre alternate, e al tempo preciso. Significato non chiaro, dato dal Guglielmotti, di comando sconosciuto.
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Veglia agli alberi di gabbia! (sec. XVIII): v. Veglia al manto !Veglia alla drizza della gran gabbia! (ant.): comando per far andare presso la drizza della gabbia uno degli uomini di guardia, pronto a mollarla quando ordinato. (Stratico). — Attenzione!: avvertimento ai destinati allo scotto, alle drizze, ecc. perché le tengano in mano, pronti a mollarle in caso di bisogno. (Stratico, s. Vegliare). — Veglia alle drizze dei velacci! (disus.): attenzione alle drizze dei velacci ! (Tenendosi pronti a filarle). (Laugieri). — Veglia ai frangenti! (ant.): comando ai prodieri di badare agli scogli e ai bassi fondi. (Corazzini). Oggi si direbbe Attenzione ai frangenti ! — Veglia al lume dei fanali! (disus.): fare attenzione, sorvegliare se i fanali di via sono accesi ! (Laugieri). — Veglia al manto! (sec. XVIII): comando di tenersi pronti a condurre (") gli alberi di gabbia. Anche Veglia agli alberi di gabbia ! (Saverien). — Veglia a prora! (disus.): far buona guardia a prora ! (Laugieri). — Veglia alla scotta di gabbia! (sec. XVIII): comando d'essere alla scotta di gabbia, e tenerla pronta per essere filata. (Saverien). Stratico: Veglia le scotte ! e Attenzione ! — Veglia alla terra! (ant.): comando ai gabbieri di badare a scoprir terra. (Guglielmotti). — VEGLIARE E NON VEGLIARE (ant.): degli scogli che ora si vedono e ora scompaiono sotto l'acqua. (Pantera: Tommaseo e Bellini). Crescenzio (Portolano, p. 3, 4) ...vi è una secca, che veglia, et non veglia. Scogli a fior d'acqua, che emergono a bassa marea. « Dicesi che una secca veglia e non veglia, allorquando è sì poco immersa che l'oscillazione delle onde la lascia vedere e la nasconde coprendola alternativamente ». (Fincati). V. Roccia che veglia, più indietro.

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