Veringole (Term. ant.). — Serrette. (Stratico, s. Serrette, e s. Vaigres, a p. 223 del v. II).
— Il D'Alberti (1805) le definisce così: pezzi del fasciame interno situati in varie distanze nel corpo del vascello fra le serrette, e la prima coverta. Ma sotto Serrette aggiunge che diconsi pure Veringole le serrette.
— (Còrso) Madieri. (Jal).
(Cfr. spagn. varenga, franc. sec. XIV varengue, moderno varangue « madiere »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 9574).
Verme1:
—
Vermi marini: contenuti nell'acqua di mare, s'insinuano nei legnami delle carene e vi penetranp a grande profondità, producendo danni grandissimi. (Russo 55). V.
Bruma.
—
Verme secco: carie del legname. Franc. Pourriture sèche, Carie sèche. (Corazzini). Non è in uso.
Verme2. — Ogni filo di sàgola o merlino usato per intregnare un cavo. (Zito).
Vermena. — Non risulta che le vermene si usino alle serrette, come afferma il Guglielmotti.
Vermicello. — Rivestitura dell'amo nel pannolino (v.
Appendice) fino all'inarcatura con cotone o filo. (Cella 28).
Verna (Venez.). — Macchina per alzare grandi pesi, composta di 2 antenne, appoggiate da un capo in terra, e collocate a distanza conveniente l'una dall'altra, unite in alto con corde, e fornite ivi d'una carrucola a doppia scanalatura, e attaccata fortemente. È una macchina più complicata della
Càvria (v.). (Boerio). Secondo la descrizione corrisponde a una specie di Biga.
(Dal lat. vĕrna « antenna »: Alessio, It. Dial. XII 208; v. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 9233).
Vernare. — Per « Svernare » non si usa, quantunque dato dal Guglielmotti e dal Corazzini, i quali non ne registrano esempi marinareschi.
Vernicale (Term. ant.). — V. s.
Gavetta, e aggiungi che la voce è registrata pure dall'Oudin e dal Duez, e che il Da Canal (1557), ha Vernical. (Jal). Pare che la voce fosse ancora in uso al tempo dello Stratico e del Boerio (Vernegàl), che ha pure Caìn da marinèri e Bacilota (v.
Bazzilòta). Spagn. Vernegal, franc. (in trattato, 1515-1522). In documento genovese del 1268: Vernigalibus decem, copis viginti quinque ... (Jal).
(Cfr. napol. vernecale « ciotola, per i soldi », spagn. bernegal « tazzone ». Lo Jal riporta dal dizionario di C. Oudin, 1660, lo spagn. vernegal « sorta di vaso di terra verniciata ». Vernicale deve derivare quindi da vernicare, verbo usato un tempo in italiano per verniciare, e deve in origine essere stato un vaso verniciato: cfr. genov. vernigò « ciotola, per i soldi », basso lat. genov. vernigada « giara » [Rossi, Gloss. lig. 104], sicil. virnicatu « catino » in uso a Tràpani, secondo il Pasqualino, merid. vernicatello, con cui lo Scoppa, sec. XVI, traduce il lat. obba. Non è possibile la provenienza dall'arabo barnīja « pentola; brocca di vetro »: Lokotsch 248).
Vernice:
—
Vernice sottomarina: composizione a base di sali di rame, di mercurio, ecc. che si applica alla carena per impedire la formazione e lo sviluppo di parassiti alla sua superficie. Anche Pittura antivegetativa. V. s.
Protezione contro la corrosione.
V. anche s.
Pittura sottomarina, dove è da specificare che la pittura per preservare dall'azione corrosiva costituisce un primo strato che si passa sulla carena e si chiama Pittura anticorrosiva, mentre il secondo strato viene costituito dalla Pittura antivegetativa, detta anche Pittura sottomarina. V. anche s.
Corrosione (in Appendice).
—
Vernice di spalmo: pattume. (Guglielmotti). Non è in uso.
Verniciaio. — Chi fabbrica o vende o adopera le vernici.
Verniciare. — Dare la vernice alle navi. In passato si verniciava di color nero l'opera morta, e di giallo o bianco le soprastrutture, gli alberi, i fumaioli. Oggi le navi da guerra hanno il fuori bordo, le sovrastrutture, gli alberi e i fumaiuoli dipinti in grigio, perché in tal modo le navi sono in lontananza meno visibili che se fossero
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dipinte in qualsiasi altro colore. Si usa vernice ad olio e non a smalto.