Vernicale (Term. ant.). — V. s.
Gavetta, e aggiungi che la voce è registrata pure dall'Oudin e dal Duez, e che il Da Canal (1557), ha Vernical. (Jal). Pare che la voce fosse ancora in uso al tempo dello Stratico e del Boerio (Vernegàl), che ha pure Caìn da marinèri e Bacilota (v.
Bazzilòta). Spagn. Vernegal, franc. (in trattato, 1515-1522). In documento genovese del 1268: Vernigalibus decem, copis viginti quinque ... (Jal).
(Cfr. napol. vernecale « ciotola, per i soldi », spagn. bernegal « tazzone ». Lo Jal riporta dal dizionario di C. Oudin, 1660, lo spagn. vernegal « sorta di vaso di terra verniciata ». Vernicale deve derivare quindi da vernicare, verbo usato un tempo in italiano per verniciare, e deve in origine essere stato un vaso verniciato: cfr. genov. vernigò « ciotola, per i soldi », basso lat. genov. vernigada « giara » [Rossi, Gloss. lig. 104], sicil. virnicatu « catino » in uso a Tràpani, secondo il Pasqualino, merid. vernicatello, con cui lo Scoppa, sec. XVI, traduce il lat. obba. Non è possibile la provenienza dall'arabo barnīja « pentola; brocca di vetro »: Lokotsch 248).