Calafatia (Basso lat. genov., sec. XIII). — Il mestiere del calafato. (1248: Jal).
Calafatino (Term. sec. XVI "). — Aiutante del calafato. (Guglielmotti). Franc. ant. Calfatin. (Jal).
Calafato. — Nei cantieri di costruzione, l'operaio carpentiere in legno specialista del calafataggio. (V. Jal) Archeol. Otturatore, Pìtulo. V.
Calafao. – 1213: Calafatus (Genova: v. Jal). Ant. Calefato, anche napol. sec. XVII Calefatto, Calefattore, Caleffatto, Caleffattore.
— (Ant.): garzone che netta e spazza la nave. (Duez, 1671).
Calafattare (Term. sec. XVII). — Calafatare. (Duez, 1671).
Calafatto1 (Term. sec. XVII). — Calafato. (Crescenzio, 1602; Duez, 1671, Jal). Basso lat. Calafactus (Du Cange).
Calafatura. — Il calafatare. (Corazzini). Franc. ant. Callefecture. (Jal).
Calaluz (Portogh.). — Imbarcazione a remi usata dagli Indiani. Anche nel Serdonati, ecc. Calaluzzo. (Zaccaria, Elemento iber. 452). V.
Calalùzia.
(Dal malese o giavanese kalālus: Dalgado, Gloss. lus. asiat. I).
Calalùzia. — Nave indiana da carico. (D'Aquino; Maffei: Guglielmotti; Jal). Vedi
Calaluz.
Calamariera. — Rete, detta anche
Fuso (v.), usata per la pesca del calamaro.
Calanca. — Piccola cala. Anche Calànchia. (Tommaseo e Bellini).
(V. s.
Cala).
Calare1:
—
Le veleCalare : ammainarle (meno usato): v. Jal.
—
Le retiCalare : gettarle, buttarle giù.
—
CALARE REMI (1602): vogare. (Crescenzio: Tommaseo e Bellini).
—
Cala remi!: comando di metterli in acqua. (Crescenzio).
Calari (Tarant.). — Funicelle di pelo di capra attaccate alla sciabica.
Calaria (Basso lat. sec. XIII). — Nave per il trasporto del legname. (J. de Janua [Giovanni di Genova]: Du Cange; Jal). V. s.
Galera.
Calastre. — Morse. (Laugieri, 1880). Merid. Cavalletti. (Ant. Calastra « sedile della botte »).
Calata1. — Nei porti, tratto di banchina a cui le navi mercantili possono avvicinarsi col fianco fino a toccarla, per l'imbarco e lo sbarco delle merci e dei passeggeri.
— Un tempo, era un pendio praticato sulla costa.
— Il Guglielmotti riferisce questo vocabolo anche ai bastimenti che vanno in giù per i fiumi e alla discesa che fanno dal dorso al cavo dei marosi. Ma non è dell'uso.
(In tutti i sensi, da
calare: Levi, Palat. piem. 76).
Calato. — Calata delle reti, in tonnara.
Calavèrna. — Sulle galee si designavano con questa voce alcune tavolette che fasciavano il ginocchio del remo per preservarlo dallo sfregamento contro i baccalari.
— Il termine è stato conservato per designare la fasciatura di cuoio che si fa intorno
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al ginocchio del remo per proteggerlo dall'attrito con la scalmiera o lo scalmo.
— Da taluni la voce è stata estesa ad indicare alcune lapazze dei pennoni se fasciate di cuoio. (V. Jal; Guglielmotti).
Anche Galaverna (Stratico), Galavernia, secolo XVII: Calaverni (Duez, 1671), Pantera: Calaverne. Deriv.
Incalavernare.
(Franc. ant. galaverne, galeverne, catal. ant. galaverna [Jal; Duez, 1671], dall'italiano. Come crede il Guglielmotti, il termine, conosciuto dal Pantera e dal Crescenzio, sembra corrispondere a calavèrna, galavèrna, che indica « brina gagliarda sugli alberi, somigliante a neve », in molti luoghi dell'Italia settentrionale e centrale [nell'umbro calavèrna sono « gallerie fatte dalle larve del punterolo nell'olivo »]: che questo termine montanino abbia avuto un impiego figurativo da parte di marinai" Di calavèrna « brina » v. Merlo, Nomi delle stagioni 202; Lazzari, I nomi di alc. fenomeni atm. 74).