Calavèrna. — Sulle galee si designavano con questa voce alcune tavolette che fasciavano il ginocchio del remo per preservarlo dallo sfregamento contro i baccalari.
— Il termine è stato conservato per designare la fasciatura di cuoio che si fa intorno
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al ginocchio del remo per proteggerlo dall'attrito con la scalmiera o lo scalmo.
— Da taluni la voce è stata estesa ad indicare alcune lapazze dei pennoni se fasciate di cuoio. (V. Jal; Guglielmotti).
Anche Galaverna (Stratico), Galavernia, secolo XVII: Calaverni (Duez, 1671), Pantera: Calaverne. Deriv.
Incalavernare.
(Franc. ant. galaverne, galeverne, catal. ant. galaverna [Jal; Duez, 1671], dall'italiano. Come crede il Guglielmotti, il termine, conosciuto dal Pantera e dal Crescenzio, sembra corrispondere a calavèrna, galavèrna, che indica « brina gagliarda sugli alberi, somigliante a neve », in molti luoghi dell'Italia settentrionale e centrale [nell'umbro calavèrna sono « gallerie fatte dalle larve del punterolo nell'olivo »]: che questo termine montanino abbia avuto un impiego figurativo da parte di marinai" Di calavèrna « brina » v. Merlo, Nomi delle stagioni 202; Lazzari, I nomi di alc. fenomeni atm. 74).