Pagina 1230

ZerberàioZerbelàio, (Piran.) — Sorta di rete da tendere presso la spiaggia. (Ive, I dial. Istria 89).

Zerberai (Venez.). — V. s. Cerbèra.

Zerc (Con c molle; parm.). — Torelli.

Zércio (Venez.). — V. s. Cerchio.

Zerma (Term. ant.). — V. s. Germa. Zerme anche nel Viaggio d'un comito venez. (Ramusio: Jal).

Zero. — Piccolo pesce affine alla sardina, che viene messo in commercio marinato e salato. Si pesca in abbondanza all'Elba.

Zevadera (Term. ant.). — V. Civadera.

Zevente (Venez.). — V. Sevente.

Zia (Term. sec. XVII). — V. Scia. (Crescenzio, 1602). — DAR LA ZIA (ant.): v. s. Scia.

Ziare (Term. sec. XVI, XVII). — V. Sciare. (Ulloa: Zaccaria, Elemento iber. 416; Crescenzio, 1602, p. 50). Sicil. Ziari. (A. De Gregorio, Studi Glott. VIII 176).

Ziévolo (Gergo dei barcaroli venez.). — Remo. (Pellis, Silloge Ascoli, 561, N. 65). (Dal ziévolo « cefalo »).

Zigna (Pron. come in franc. ji —; Ascona, Chiàvari). — Orlo della barca. (Bertoni, Atti Accad. Torino LXII, 179). (Cfr. pad. zigna, con z dolce, « capruggine », ecc.).

Zilocco. — Scirocco. (Guglielmotti). Non è in uso.

Zimàr l'antena (Venez.). — V. s. Impennare.

Zimbello. — Tonni lasciati nelle camere per richiamo. (Parona).

Zimino (Con z dolce). — Salsa di bietole, spinaci, prezzemolo, aglio, pepe e sale, che si fa a certi cibi di magro, come il baccalà e l'anguilla. Pesce in zimino; Calamai in zimino. Genov. Zemìn. Non dell'uso marinaresco.

Zinatura (Term. ant.). — Trinca. Inzinatura. (Stratico, Appendice).

Zinco. — V. s. Fodera.

Zinquedea (Venez. sec. XVI). — Arnese da pesca, nominato dal Calmo: Cinquedea.

Zira! (Venez.). — Comando al gondoliere perché giri di bordo, o perché torni al punto di partenza. (Jal). Venez. Ziràr « Girare, virare ».

Zirón (Venez. ant.). — Girone. (Jal).

Zoa. — Ghirlanda. (Laugieri). Non è in uso. V. Zòie.

Zoca (Tarant.). — Libano. V. Sciaie. (Da sōca «fune »: voce attestata nel sec. VI. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8051).

Zoccale (Term. ant.). — V. Zaccale.

Zoccolatura. — « Corso di serrette messe al disopra del trincarino, le quali essendo più doppie delle altre serrette superiori, formano al basso della murata una specie di risalto come uno zoccolo ». (Parrilli). Disusato.

Zòccolo. — « Validi sostegni dell'asse dell'elice; o del fondo, delle membra e dei bracci delle macchine dei piroscafi ». (Corazzini). (Piroscafi in senso generico, ossia navi a vapore ad elica). Non è in uso; si chiamano Sopporti; i quali sono muniti di cuscinetti. — «Scarpa dell'àncora». (Corazzini). Non è in uso; si chiama: Scarpa dell'àncora. — Zoccolo della biga: grande bietta per puntellare il piede delle bighe. Stratico: Sola di bighe, Scarpa di bighe; secondo il Parrilli anche Ciabatta, adattata a puntelli, puntali, piedi di bighe. Costituito da pezzi quadrati di tavola, con una cavità al centro per farvi alloggiare il piede di ciascuna trave della biga e con un golfare ad ogni vertice per potersi legare al piede stesso, mentre dei cunei inchiodati alle travi al di sotto della legatura impediscono a questa di scorrere in giù. Lo scopo degli zoccoli è quello di distribuire il peso su di una maggiore superficie. (Baistrocchi 353). — Zoccoli: rinforzi degli orecchioni.

Zodiacale: — Costellazione zodiacale: ciascuna delle costellazioni dello Zodiaco. — Luce zodiacale: luce tenue, come un diffuso chiarore a forma lenticolare o anche di cono più o meno inclinato sull'orizzonte, col vertice in alto, visibile alle volte nella parte del cielo dove il Sole è tramontato o sta per sorgere. Essa è dovuta, con ogni probabilità, al riflesso della luce solare su di un'infinità di corpuscoli ruotanti intorno al Sole, sul piano stesso dell'eclittica, per un'estensione che copre quasi tutta la distanza dalla Terra al Sole. Alle nostre latitudini questo fenomeno può essere osservato solo in marzo e in settembre. Il cono può raggiungere un'estensione in altezza persino di 50° con una base da 10° a 30° (Romagna Manoja 104-105). — Segni zodiacali: ciascuno dei segni dello Zodiaco (v.).

| p. 1229
p. 1230
p. 1231 |