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Camsin (Chamsin). — Scirocco caldo e secco che spira sulle coste e pianure di Egitto per una cinquantina di giorni, dalla fine di aprile sino in giugno. (Arabo hamsīn: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 807).

Canale1. — Alveo tra sponde regolari, scavato per farvi scorrere acque dolci o marine per l'irrigazione o la navigazione. (Canale d'irrigazione; Canale navigabile). — Tratto di mare navigabile compreso tra due terre. (Canale di Otranto, ecc.). V. Braccio di Mare. — Canale marittimo: via navigabile artificiale, attraverso uno o più stati, che congiunge due mari. (Canali di Corinto, di Panama, di Suez). (V. Encicl. It. VIII 661-664).

Canale2: — Canali delle bisce: sulle navi, gl'intagli praticati nei madieri per far scorrere verso il pozzo della pompa di sentina l'acqua che potrebbe ristagnare tra di essi. Anche solo Biscia, o Anguilla. Genov. Canâ de büscioe. — Canali degli ombrinali: piccoli gocciolatoi inchiodati fuoribordo sotto gli ombrinali, per mandar in mare l'acqua dei ponti, evitando che insudici la superficie dipinta del bordo. — Canale del secondo fiocco (disus.): cerchio di ferro mobile infilato all'asta di fiocco su cui si cuciva la pedaruola del secondo fiocco potendosi così spostare a piacere il punto di mura della vela. Anche Cannale. — Canale delle pavesate: specie di cassettone che gira per tutto il capo di banda e serve a far la bastita e a riporvi molti oggetti (brande, ecc.). (Crescenzio: Guglielmotti). — Canâ da pompa (genov.): doccia della pompa che manda fuori l'acqua tirata su dalla sentina. — Canale dell'albero (sec. XVII): apertura fatta nel ponte della galera per aiutare ad alberare e disalberare. (Crescenzio, 1602; Pantera, 1614: Jal).

Canapaio. — Camera o deposito a bordo dei canapi e delle gómene. (Guglielmotti). Venez. ant. Caniparo.

Canapetto. — Secondo il Guglielmotti: cavo piano, di primo tiglio e del diametro minor di un pollice. Ma è voce non usata dai marinai. V. Cànapo.

Cànapo. — Grossa corda fatta di canapa, o d'altro. I marinai la chiamano Cavo. « Cavo è detto dalla gente di mare, Canapo da quella di terra » (nella Toscana). (Carena). V. Cavo. Usò Canapo il Pantera. (Jal). (V. Corazzini). V. Canovo (venez. ant.).

Canara (Venez.). — Barca per il trasporto delle canne a Venezia. Anche Canèra.

Canardus (Basso lat.). — Grossa nave, forse norvegese, mentovata verso il 1135. (Jal).

Canarella. — Così chiamano a Livorno l'imbroglio di una vela latina e di una randa. (Corazzini).

Canaro (Venez.; term. dei Valligiani). — Incannucciata, chiusura o lavoro fatto di canne. V. Cannaio.

Canavaccio (Term. disus.). — V. Canovaccio. (Guglielmotti).

Cancara (Venez. sec. XV). — Agugliotto e femminella del timone. (1431: Jal). Anche Canchara, Canchera. (Corazzini). Canchare (plur.) nel Ramusio (Zaccaria, Raccolta 41). V. Chancro.

Cancelliero (Term. sec. XVII). — Ufficiale che assisteva l'auditore (giudice) sulle galee. (Pantera, 1614, p. 110).

Cancello. — Annullamento del contratto di noleggio d'una nave mercantile, che si disponga a iniziare il carico più tardi di una data limite, prestabilita nel contratto, che dicesi Data di cancello.

CancharaCanchera, (Venez. ant.). — V. Cancara.

Cancro. — La quarta costellazione zodiacale, nelle cui vicinanze si trova il punto dell'eclittica, corrispondente al solstizio d'estate, donde i nomi di Solstizio del Cancro, e di Tropico del Cancro. La costellazione ha due stelle maggiori, dette dai piloti gli Asinelli, e una nebulosa in mezzo a loro, detta il Presepio. (Guglielmotti).

Candalissa (Genov.). — V. Candelizza.

Candela1. — Unità di potere illuminante d'un faro. Ogni nostra candela decimale è pari a 0,99 candele inglesi, pari a 0,104 carcel.

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