Fanale2:
— V. s.
Guardia.
—
Fanali di accostata: usati per i Segnali di accostata.
—
Fanale di allineamento: v. s.
Via.
—
Fanali di allineamento azzurro: quelli per la navigazione a luci oscurate. Sono costituiti da un fanale di coronamento con vetro azzurro e da un fanale, pure con vetro azzurro, posto, a una certa altezza al di sopra del precedente, sull'albero di poppa o su di una soprastruttura poppiera, in maniera da costituire un allineamento visibile verso poppa e corrispondente al piano longitudinale di simmetria della nave.
—
Fanali di andatura di macchina: v. s.
Segnali di andatura di macchina.
—
Fanale di banda: il far ala presso il barcarizzo con persone munite di fanali non è più in uso.
Ma si dà ancora comunemente la denominazione di Fanali di banda a quelli che, secondo la nomenclatura ufficiale, si chiamano Fanali a mano, a candela o a vaclite, a sezione quadrata o poligonale, che servono per recarsi da un punto all'altro della nave quando non sono in funzione i circuiti elettrici, per far luce durante gli appelli, per collocarli nell'interno di imbarcazioni, ecc. Sono generalmente tenuti accesi entro custodie di legno, senza coperchio, in maniera che la luce non si propaghi all'esterno, pronti all'uso in caso di bisogno. Oggi però le navi sono prevalentemente dotate di fanali portatili alimentati da accumulatori elettrici.
—
Fanali dei bastimenti-pilota: v. s.
Pilota.
—
Fanali Ceretti: v. s. Fanali da segnali (s.
Segnale).
—
Fanale di coffa (v. p.
244): sempre dell'uso.
—
Fanale Donath (v. p.
895): già alimentato da accumulatori, è stato sostituito da un fanale di tipo simile, ma alimentato dai circuiti elettrici di bordo. È detto Fanale elettrosegnalatore alla tensione di bordo.
—
Fanale di fonda: la nave all'àncora deve tenere anche a poppa un fanale bianco simile a quello di prora, ad un'altezza tale da trovarsi non meno di m. 4.57 più basso di quello prodiero. Si chiama Fanale di poppa.
—
Fanali di mischia: per distinguere le proprie navi da quelle nemiche nelle evoluzioni di un combattimento notturno a distanza molto ravvicinata. Sono costituiti da luci bianche rosse e verdi, variamente combinabili.
—
Fanali per nave che non governa: sono due fanali rossi, disposti in linea verticale l'uno al di sopra dell'altro, ad una distanza tra di loro non minore di m. 1.83, da alzarsi a prora nel posto indicato per il fanale di via bianco e, se trattasi di nave a propulsione meccanica, in luogo di questo, da un bastimento che per una circostanza qualsiasi non potesse governare.
—
Fanale di scia: quello in vetro azzurro con offuscatore conico che proietta la luce in basso, posto all'estremità poppiera della nave per illuminare la scia nella navigazione a luci oscurate. V.
Navigare a luci oscurate,
Oscurare la nave (in Appendice.)
—
Fanali da segnali: v. s.
Segnali.
—
Fanale di testa d'albero: v. s. Fanali da segnali (s.
Segnale).
—
Fanali di varea: costituiti ciascuno da due globi di vetro, l'uno bianco e l'altro rosso, disposti verticalmente l'uno sull'altro, ad ognuna delle due varee di un pennone o pennoncino. Vengono usati per segnali convenzionali.
—
Fanale di via: v. s.
Via (II).
Fare3:
—
FARE ABBORDO (ant.): abbordare. (Saverien).
—
FARE ALTO BRACCIO (sec. XVII): v. s.
Vogare.
—
FAR ARMATA (sec. XIV): v. s.
Armata.
—
FAR BUON BORDO, BUONA BORDATA (ant.): « proseguire a dovere il suo viaggio, essendo più presso al vento e andando alla bulina ». (Saverien).
—
FAR CALDIERA (ant.): « preparar da cibarsi all'equipaggio ». (Saverien).
—
FARE UNO O PIÙ CALI: v. s.
Calo (I).
—
FARE LA CAMERELLA: v. s.
Camerella,
Rinchiusa.
—
FAR CANALE (ant.): « passare uno spazio di mare molto stretto per andare da una
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terra a un'altra. Questa espressione è più propria delle galere che dei vascelli ». (Saverien).
—
FAR CAPPELLA (ant.): far cappello. (Saverien).
—
FARE IL CARRO ALL'ANTENNA: v. s.
Bisdosso.
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FARE LA CHIUSA: v. s.
Rinchiusa.
—
FAR LA CORSA, IL CORSO (ant.): andare in corso. (Saverien).
—
FAR DISTACCO IN TERRA NUOVA (ant.): v. s.
Terra (II).
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FARE DEI FUOCHI (ant.): « quando un vascello è incomodato, mettere la notte dei fanali in più luoghi per avvertire la flotta della quale esso fa parte, perché venga soccorrerlo ». (Saverien).
—
FAR FUOCO: sparare.
—
FAR FUORI ROBA (venez. ant.): v. s. Fare zaffarancio (s.
Zaffarancio).
—
FAR GOVERNARE (ant.): « prender cura che il timoniere governi dritto al rombo del vento che si vuol tenere ». (Saverien).
—
FARE UN IMBANDO: v. s.
Imbando.
—
FAR LEGNE, BISCOTTO, VINO, FARINA, ecc. provvedersene. (Saverien).
—
FARE L'INVERNATA: v. s.
Invernata.
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FÀ LA MANETA (ancon.): nuotare di spasseggio.
—
FAR UNA MANO DI TERZAROLO: v. s.
Terzarolo.
—
FARE IL MORTO: v.
Morto (IV).
—
FARE IL NORD, IL SUD, L'EST, L'OVEST (ant.): governare in quella direzione. (Saverien).
—
FAR ONORE A UNO SCOGLIO (ant.): o ad altro pericolo: scostarsene, passando. (Saverien).
—
FAR PADIGLIONE (ant.): « spiegare, o portare il padiglione del comandante d'una flotta, d'un'armata navale o di qualsivoglia altra compagnia di vascelli ». (Saverien). Oggi Battere insegna.
—
FARE LE PASSATE DI RACCAGGIO: v. s.
Raccaggio.
—
FAR PENDERE: v. s.
Penzolo.
—
FAR PENNELLO AD UN'ÀNCORA: si fila la bozza delle marre e, disposta l'àncora con l'asta verticale sotto la grua del capone ed in potere della sola bozza di testa, al momento di dar fondo non si avrà che a mollare questa bozza. Questa manovra può occorrere nei preparativi per dar fondo quando si debba ancorare con la nave che vada indietro. L'àncora giungerà così sul fondo con le marre e si abbatterà nel senso in cui fa forza la catena, senza essere obbligata a rovesciarsi sul fondo. (Baistrocchi 165). Anche Far pennello di un'àncora. V. s.
Pennello.
—
FAR PENZOLARE: v. s.
Penzolo.
—
FARE IL PENZOLO: v. s.
Penzolo.
—
FAR PEOTA (venez.): v. s.
Peota.
—
FAR PICCIOLE VELE (ant.): v. s.
Vela.
—
FARE IL PIENO: v. s.
Pieno.
—
FARE IL PIENO CARICO: v. s.
Pieno.
—
FAR POCHE VELE (ant.): v. s.
Vela.
—
FÂ RANCIO (genov.): v. s.
Rancio.
—
FAR RASSEGNARE UNA NAVE (ant.): v. s.
Rassegnare.
—
FAR SACCO: v. s.
Sacco (IV).
—
FAR SALTARE IL VIRADORE: v. s.
Viradore.
—
FARE IL SALVAMENTO (ant.): v. s.
Salvamento.
—
FAR LA SAMPIETRA: v. s.
Sampietra.
—
FAR SBANDARE: v. s.
Sbandare.
—
FARE SBATTERE IL BARILE (ant.): v. s.
Sbattere.
—
FAR SCALA (ant.): v. anche s.
Scala (I).
—
FAR SCAPOLARE UN CAVO, ecc.: v. s.
Scapolare.
—
FARE LA SCIA: v. s.
Scia.
—
FÀ SCIABÀ (ancon.): v. s.
Sciabà.
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FAR SCIABICA: v. s.
Sciabica (III).
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FAR SCUFFIA: v. s.
Scuffia.
—
FARE I SEGNALI: v. s.
Segnale.
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FAR LA SEPPIA: v. s.
Seppia.
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FAR DA SERRAFILA (ant.): v. s.
Serrafila.
—
FAR SERVIRE LA PANNA: v. S.
Servire.
—
FAR SERVIRE LE VELE: v. s.
Servire.
—
FARE SFILEGGIARE UNA VELA: v. s.
Sfileggiare.
—
FARE IL SILURO: « La plancia o morto, più che un vero sistema di nuoto, è un giuoco in acqua: difatti comunemente è chiamato anche fare il siluro ». Metodo vantaggioso nei casi di crampo. (Beretta 141-142).
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FAR A SIRENA (tarant.): v. s.
Sirena (IV).
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FAR STALIA (venez. ant.): stallare.
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FARE STRADA (ant.): far cammino.
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FAR LA TENDA: v. s.
Tenda.
—
FARE IL TERZAROLO (ant.): v. anche s.
Terzarolo.
—
FAR TESTA: v. anche s.
Testa.
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—
FAR TIRAMOLLA (sec. XVII): v. s.
Tiramolla.
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FAR TRATTA: v. s.
Tratta (II).
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FAR IL TRINCHETTO (sec. XVI): v. s.
Trinchetto.
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FARE CHE LE VELE PORTINO: v. s.
Vela.
—
FAR TUTTE LE VELE BIANCHE (secolo XVIII): v. s.
Vela.
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FAR UNA VELA: v. anche s.
Vela.
—
FAR VELA: v. anche s.
Vela.
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FAR VIA FALSA (ant.): v. s.
Via (II).
—
FAR VIAGGIO: v. s.
Viaggio.
—
FARE ZAVORRA: imbarcarla.