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Funajuolo. — V. s. Cordaio.

Funame (Term. ant.). — Ogni corda d'un vascello. Il funame d'un tal albero, d'una tale antenna. ecc. (Saverien). Oggi Cordame.

Fundivo (Venez. sec. XVI). — Di canale fondo, per il quale possono passare le galere. Chinazzo (742-743): ... il Barbarigo (nel 1379) si spinse innanzi con le sue galere tanto appresso la bocca, che Genovesi volevan pigliare, quanto quelle poterono pel Canale fundivo, e non poteva andare se non una galera dietro l'altra. (Era un canale presso Chioggia).

Funè (Term. sec. XVII). — Funea.

Funes (Term. sec. XVII). — Funea.

Funny. — Tipo di barca a remi da corsa. (Croppi, 169).

Fuoco3: — Fuochi artificiali: sul mare, si facevano anche nel passato per festeggiare qualche personaggio o altro. Ne fa cenno un Veneziano nel secolo XVI: Ogni notte il Capitan del mare ed altri Grandi hanno mandato al Gran Signore diversi fuochi artificiali in forme di castelli ed altro, e fatti bruciar in mare davanti al seraglio nuovo, dove si trovava Sua Maestà (a Costantinopoli); i quali fuochi, con grandissimo numero di supioni, strepiti e suoni, faceano la notte bellissima vista. (Gherardini VI 485, s. Supione). — Fuochi costosi: a p. 277 rettificare in Fuochi Coston. Sono monocromi (o bianchi, o rossi, o verdi) e bruciano come i fuochi di Bengala. Il fuoco viene trattenuto durante l'accensione mediante una speciale impugnatura a branche. — Fuochi indicatori: bossoli contenenti una miscela che a contatto dell'acqua si accende. Vengono applicati ai siluri nei lanci da esercizio per renderli visibili a distanza, sia di giorno, sia di notte quando al termine della corsa vengono a galla, e per facilitarne quindi il ricupero. Si usano anche nei salvagenti automatici. V. s. Salvagente automatico. — Fuochi di Santa Chiara: v. s. Sant'Elmo. — Fuochi di Santa Lucia: v. s. Sant'Elmo. — Fuochi di Sant'Elena: v. s. Sant'Elmo. — Fuochi da segnali: denominazione generica di quelli usati per Segnalazioni con artifizi da segnali. Sono i fuochi Coston, i fuochi Very, le fumate bianche o fontane, i razzi.

Fuochista di guardia. — V. s. Marinario (di guardia).

Fuogi (Venez. sec. XV). — V. s. Fuoco.

Fuori! — V. s. Banda (in Appendice). — Comando per far lanciare un siluro.

Fuori acqua. — Sopracqua.

Furturata (Sicil.). — V. s. Furtura.

Fuso maggiore. — V. s. Albero (p. 16).

Fusta2. — Niccolò Valla (1522, s. Nave) traduce questo termine con Biremis, e Galea con Triremis.

Fustadella (Term. ant.). — Fusta piccola.

Fusto di maestra. — V. s. Maestra (I).

g. — Simbolo per indicare il numero di gradi di cui ruota il piano di tiro nell'unità di tempo (variazione angolare), dato che, a causa del moto relativo fra nave e bersaglio, l'orientamento del piano di tiro va continuamente variando. Il g è misurato dal gimetro. Moltiplicando il valore di g per la distanza istantanea del bersaglio si ottiene la componente della velocità relativa diretta normalmente al piano di tiro. Tale prodotto si ricava continuamente dal gimetro per mezzo di un organo detto Moltiplicatore.

Gabbia2. — Cestella di vinchi lunga e rotonda, modellata a guisa di gabbia a ritroso, coll'entrata stretta e il di fuori ampio, di modo che ai pesci che v'entrano è impedita l'uscita a cagione delle punte acutissime. Nominata anche da Buonarroti il Giovane. (Tommaseo e Bellini; Fanfani). Voce morta secondo il Petrocchi. Oggi Nassa.

Gabbia3: — Gabbia dell'elica: v. s. Elica. — Gabbia volante: v. s. Volante. — Candeletta di gabbia: v. s. Frasconetto. — Gambe de gabia (venez.): v. s. Gamba. — AVERE LE GABBIE IN FACCIA (ant.): stare in panna. (D'Alberti, 1798). — FAR LA CAMICIA ALLE GABBIE (ant.): certa maniera di legarle, usata da alcuni in porto. (D'Alberti, 1798). V. s. Sirena.

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