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Capi (Sicil.). — Sàrtie. V. Capo (cavo).

Capicèddu (Catan.). — Cavo sottile.

Capi di manùbbulu (Sicil.). — Manovre correnti. V. Capo (cavo).

Capione (Term. ant.). — Strana scultura ornamentale in legno, raffigurante una testa d'uomo o d'animale, che gli antichi bastimenti a vele latine e a remi, ponevano sull'estremità superiore della ruota di prora. Anche Casco o Gasco (Guglielmotti) (v.), venez. Gasco. — Più tardi, sulle grandi navi veliere, si usò applicare sul tagliamare una scultura rappresentante un'intera figura umana, a cui si dava il nome di Polena. (L'uso di Capione nel senso indicato non è sicuro. Capione fu usato per: ruota [di prua, o di poppa]: v. Jal; Corazzini). (V. s. Cappone).

Capitale nave. — Nome recente (dall'ingl. Capital ship) di grande nave di linea corazzata e armata con cannoni di grosso calibro. Due sono state impostate nel 1934 in Italia.

Capital ship (Ingl.). — Capitale nave (v.).

Capitana (Term. ant.). — Galea dove era imbarcato il comandante d'una squadra di galee. (Galea capitana o semplicemente Capitana). Soltanto a quell'ufficiale spettava il titolo di Capitano. Egli alzava lo stendardo alla penna dell'antenna di maestra. V. Ammiraglia. (Colombo; Vespucci; Caro, ecc.: Zaccaria, Elemento iber. 90. Venez. sec. XVII Capitania. Dall'it. venne il franc. capitane [dal 1667]: Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 120; Vidos, Arch. Rom. XIV 137).

Capitanàgiu (Còrso). — Esercizio dell'ufficio di capitano di mare.

Capitan d'arme (Term. ant.). — Caparmaiolo (v.). (Guglielmotti).

Capitaneato (Term. sec. XVI). — Comando supremo. (Ann. genov., 1513: Jal).

Capitaneria di porto. — L'ufficio che, in ognuno dei compartimenti marittimi formanti il littorale dello stato, è la residenza dell'autorità amministrativa marittima. Questa, nelle acque della zona, presiede ai servizi tecnici e amministrativi della Marina mercantile, all'amministrazione del Demanio marittimo e ai servizi della leva di mare. Le capitanerie di porto sono 37; ognuna diretta da un ufficiale superiore del Corpo delle capitanerie di porto, il quale prende il titolo di Comandante di porto. V. Compartimento marittimo. (V. Encicl. It. VIII 852).

Capitaneus (Basso lat. sec. XIV). — V. s. Capitano.

Capitaneus generalis (Term. secolo XV). — V. s. Capitano.

Capitania (Venez. sec. XVII). — Capitana (nave). (1657: Jal).

Capitanìa del porto (Term. disus.). — V. Capitaneria di porto. (Guglielmotti).

Capitànio (Genov., venez.). — Capitano. Così Capitània (nave). (V. Jal). — Venez. ant. Capitàno dell'Arsenàl: veniva dopo l'ammiraglio e soprintendeva agli operai. — Capitanio generale del Golfo: comandante dell'armata nell'Adriatico contro i pirati. (Mutinelli). Capitan del Golfo. (Jal 409). V. Capitano e Governatore. (V. s. Capitano).

Capitano1. — Titolo di chi comanda una nave mercantile. Per l'idoneità al comando è necessaria la patente di Marinaio autorizzato o di Padrone o di Capitano di gran cabottaggio o di Capitano di lungo corso, e aver compiuto gli anni di navigazione effettiva prescritti per ognuna. Egli funziona anche da ufficiale dello stato civile e da ufficiale di polizia giudiziaria. — Capitano marittimo di gran cabottaggio: qualifica che lo stato concede a chi è riconosciuto idoneo al comando di navi mercantili destinate alla navigazione nei limiti geografici indicati alla voce Gran cabottaggio. — Capitano marittimo di lungo corso: qualifica conferita a chi è riconosciuto idoneo al comando di navi mercantili in qualsiasi mare. — Capitano d'armamento: funzionario di una compagnia di navigazione che, a terra, presiede all'armamento e al rifornimento delle navi. È un capitano marittimo. — La Marina da guerra designa le persone destinate al comando delle navi col titolo di Comandante, qualunque sia il
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loro grado, e usa la voce Capitano nelle denominazioni dei gradi seguenti: — Capitano di corvetta: grado che nel corpo dello Stato maggiore generale è immediatamente superiore a quello di tenente di vascello. Corrisponde al grado di Maggiore del R. Esercito. I capitani di corvetta coprono le cariche di comandante di piccola nave e di comandante in secondo di nave media. — Capitano di fregata: grado immediatamente superiore a quello di capitano di corvetta. Corrisponde al grado di Tenente colonnello del R. Esercito. — I capitani di fregata coprono le cariche di comandante di nave media e di comandante in secondo di grande nave. — Capitano di vascello: grado immediatamente superiore a quello di capitano di fregata. Corrisponde al grado di Colonnello del R. Esercito. I capitani di vascello sono destinati al comando delle grandi navi. — Capitano delle armi navali, Capitano del genio navale, Capitano medico, Capitano commissario, Capitano di porto, Capitano del Corpo Reali Equipaggi, nei Corpi rispettivi, corrispondono al grado di Capitano del R. Esercito. — Capitano di mare: nella Marina mercantile, chi, munito della patente, comanda, esercita una nave. — Capitano del porto: magistrato che soprintende al porto e vigila che sia eseguito il regolamento marittimo. V. venez. Chapitanio del porto del 1397. — Capitano: v. s. Capitana. — Venez. ant. Capitan general da mar: ammiraglio, capitano generale del mare. Anche Capitan zeneral del mar. (Jal). V. s. Generale e Governatore. — Ant. Capitani delle galere della religione: furono detti così, dal 1° giugno 1553, i Patroni delle galere della religione (v.). — Ant. Capitano maggiore (Ramusio; Della Valle) rende lo spagn. Capitan mayor. (Zaccaria, Elemento iber. 454). (V. Jal; Encicl. It. VIII 853). (Capitano [di marina] presso Giovanni da Empoli [primi del sec. XVI]; Pantera; Dudleo: Zaccaria, Elemento iber. 91. Capitaneus, capitanius già nel sec. VIII, e capitanus nel 1342, ma nel senso marinaresco capitaneus nel 1330, 1340 [Stat. genov.], capitaneus generalis nel 1472. Questo nome, per « comandante di tutto l'esercito », è già in carta cremonese del 1244: Du Cange; Jal; Dict. général. V. Capitànio, venez. ant. Capetanio, Chapitanio, Chapetagno, Chapetanio generale, Chapitanio del porto, e Schiaffini, It. Dial. IV 125).

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