Caricabolina. — Ciascuno dei due imbrogli d'una vela quadra che, per chiuderla e sottrarla all'azione del vento, portano i due suoi lati verticali lungo il pennone.
Prende questo nome perché agisce su quella parte del lato verticale della vela, dove, quando questa è spiegata nell'andatura di bolina, si lega appunto la bolina. V.
Serrapennoni. Còrso Carga-buline.
Per il senso del componente carica v.
Caricare.
Caricafondo (Term. disus.). — Imbroglio delle sole vele quadre maggiori (
basse vele o
trevi) che, abbracciando la vela dalle due facce, porta il punto centrale del suo lato inferiore al centro del pennone. La voce è disusata perché questa manovra si designa comunemente col nome dei due imbrogli che lateralmente ad essa concorrono nel medesimo ufficio (
mezzi o
caricammezzi). Guglielmotti: Caricaffondo.
(V. s.
Caricabbugna).
Caricalcarro. — Nelle grandi vele latine, come quelle delle galee, l'imbroglio doppio che raccoglie la tela intorno al carro. (Guglielmotti).
Caricammezzo. — Ciascuno dei due imbrogli d'una vela quadra, che, per sottrarla all'azione del vento, alzano la parte centrale del suo lato inferiore e la portano sul pennone. Anche
Caricamezzo (Bardesono) e
Mezzo, solamente.
— Nelle vele latine l'imbroglio doppio che stringe la vela nella sua parte centrale, tra il carro e la penna.
(V. s.
Caricabbugna).
Caricapenna. — L'imbroglio d'una vela latina che stringe la sua parte superiore alla penna dell'antenna.
(V. s.
Caricabbugna).
Caricare1. — Imbarcare merci o qualsiasi materiale.
— Fare quanto più forza è possibile su d'una manovra che si sta tirando.
—
CARICAR DAVANTI (sec. XVII): tirar l'orza, e il carro abbasso alla prora. (Pantera).
(La voce carica- che entra nella formazione di molti nomi di quelle manovre che si chiamano
Imbrogli [Caricabolina, Caricascotte, ecc.] è la traduzione del franc. cargue- e ha il medesimo significato di imbroglia — [franc. cargue-boulines, cargue-points]. Caricare la vela del Bartoli non è locuzione italiana, ma traduzione letterale del franc. carguer la voile; e la spiegazione che egli ne dà con « ammainare » potrebbe valere soltanto per quelle vele che s'imbrogliano ammainandole [fiocchi e vele di strallo]. Il franc. carguer « imbrogliare » deriva dal provenz. ant. o dallo spagn. cargar: Bloch, Dict. étym. I 123).
Caricascotte. — Ciascuno dei due imbrogli d'una vela quadra, che, per sottrarla all'azione del vento, portano le sue due bugne al centro, od alle estremità del pennone. Anche Controscotta. Ant. Caricabbugna.
(Il nome deriva dal fatto che sulle medesime bugne agiscono in senso opposto le scotte, quando si deve bordar la vela).
Caricatoio1 (Term. sec. XVI). — Da carico (di nave). Nave caricatoia. (Bembo: Crusca).
Caricatore1 (Term. disus.). — Luogo alla riva del mare acconcio pel carico del bastimento. (Tommaseo e Bellini). Anche Caricatoio.
— Porto, rada o spiaggia dove si caricano le merci d'un paese che non ha porto proprio, o che è molto interno e lontano dal mare. Anche
Scala. (Fincati).
Il Corazzini vi fa corrispondere come sardo Carregador, che è invece parola catalana. Spagn. Cargador: molo provvisorio (galleggiante) per caricare.
Caricatore2. — Il proprietario di tutte o di parte delle merci imbarcate in una nave mercantile. Anche
Noleggiatore.
— Per ogni cannone navale, il servente preposto al caricamento.
Caricazione. — L'atto d'imbarcare sopra una nave le merci e i materiali da trasportare. (Spese di caricazione, Posto di caricazione, ecc.). Anche
Carico e
Caricamento, questo ultimo meno usato.