Catena3 (Term. sec. XVI). — Solcòmetro. (Pigafetta: Guglielmotti; Jal).
Catenelle. — Piccole catene di varie forze, per lo più di ferro galvanizzato, impiegate per vari usi nell'attrezzatura navale.
Cateratta. — Apertura fatta per trattenere e raccogliere le acque, e per mandarle via, la quale si chiude o si apre abbassando o alzando una tavola di legno, incastrata nei lati. Ant. anche Cataratta, sicil. Catarrattu, venez. Bova, Ciàvega. V.
Incile.
— La tavola che chiude la cateratta. V.
Caterattàio.
— Cascata naturale di grandi fiumi.
(V. esempi ant. nella Crusca, e presso il Tommaseo e Bellini [G. Villani, ecc.]. Dal lat. cataracta, greco καταράκτης « cascata; saracinesca, cateratta »).
Caterattaio. — Chi è impiegato a alzare e abbassare le cateratte.
Cateta (Term. letter. ant.). — Lenza per la pesca con gli ami perpendicolari al filo. (Salvini). V.
Bollentino.
(Da catèto, propr. la linea perpendicolare, greco κάθετος « perpendicolo »).
Cathuro (Term. ant.). — Battello, ricavato da un tronco d'albero, a vela e a remi, stretto e aguzzo, da corsari. « Si fanno ad una isola presso Calicut detta Porcai ». Anche Catur. (Ramusio). Nel Maffei Caturo, nel Serdonati Cature. (Jal; Corazzini; Zaccaria, Elemento iber. 458). Portogh. Catur. (Dalgado, Gloss. lus. asiat. 239; Murray, s. Catur).
Catòttrica. — Quella parte dell'ottica che studia le leggi e i fenomeni della luce riflessa.
Catramare. — Incatramare legnami e cordami per proteggerli dall'acqua e dal tarlo.
Catramatore; Catramatura; Catramazione.
Catranum (Basso lat., genov. sec. XIII). — Catrame. (Ann. genov. 1242: Jal).
Catta (Basso lat.). — Gatto (bastimento). Anche Cattus. (Jal).
Cattaveri (Venez. ant.). — Magistratura, istituita nel 1280, per invigilare alla preservazione e al ricupero degli averi del Comùn, e in seguito incaricata di soprintendere ai piloti, ai ricuperi (del mare), ecc. (Mutinelli).
(Da cata « trova » averi !).
Catturatore1 (Term. disus.). — Colui che catturava una nave.
Càuro (Term. ant. poet.). —
Coro (ant.; v.). (Tommaseo e Bellini).
Cautus (Basso lat., franc.). — Cattus (v.
Catta). (Jal).
Cavaleta (Venez.). — Lavoro fatto sopra la barena, di pertiche e pali, per asciugarvi i cannicci, le reti e altro, secondo il bisogno.