Collare1. — Nome generico dei cerchi di ferro e di alcuni anelli di corda, di uso vario nell'attrezzatura navale.
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Collare o Cerchio d'albero: ciascuno degli anelli di ferro che stringono i pezzi di legno (fettoni) formanti un albero composito.
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Collare di difesa: paglietto messo sulla prua delle imbarcazioni per impedirne il guasto, abbordando con violenza la riva o un bastimento. (Laugieri, 1880).
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Collare o Cerchio di pennone: ciascuno degli anelli di ferro che stringono i pezzi di legno formanti un pennone.
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Collare di testa di moro: la fasciatura di ferro che cinge una
testa di moro (v.). Genov. Sercio de testa de moro.
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Collare del bompresso: ciascuno degli anelli di ferro che cingono il tronco maggiore di bompresso e l'asta di fiocco per fissarvi le briglie e i venti.
Collare le vele (Letter. ant.). — Ammainarle, calarle, e anche distenderle, spiegarle. (Boccaccio; Bartoli; Ségneri: Crusca; Guglielmotti).
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Collare: calare, nell'Ordinanza di Trani (1063: Jal).
Collaretto. — Dato dal Guglielmotti per il termine d'uso marinaresco
Solino (v.).
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Collaretum ferri (basso lat., genov. sec. XIV): collaretto di ferro, gorgiera, che faceva parte dell'armatura degli uomini dei bastimenti genovesi che navigavano da Genova ad Aigues-Mortes (Nîmes, Francia), dal principio del secolo XIV. (Stat. genov., 1316: Jal).
Collatore (Term. ant.). — Corridore. (Jal; Guglielmotti). Stratico: Colatojo, e Colatore (nell'Appendice).
(Dal verbo
collare [v.]).
Collegio (Term. ant.):
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Collegio della milizia da mare: consesso di Venezia, composto di tre giudici e di un altro detto Aggiunto, tutti dell'ordine senatorio, che aveva ispezione sulle corporazioni o fraglie degli artisti e sull'esazione delle loro tasse personali. (Boerio). (V. anche Rezasco 607). Esistente ancora nel 1717. (Mariegola 60).
— (Sec. XVI): collegio di marina per nobili veneziani. (Jal).
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Collegio sopra le acque: consesso di Venezia, istituito nel 1505, per eseguire le deliberazioni del Magistrato alle acque, che si occupava del lido, e della difesa della città contro le piene. (Mutinelli).
Collette (Orbetello). — Cassette, in cui si spedisce il pesce. (It. Dial. IV 218). Anche
Spasine (v.).
(Da còllo «involto di mercanzie; arnese da spedirsi»).
Collisione (Non pop.). — Urto tra navi, abbordo. V.
Abbordare,
Investire. (Per le collisioni di navi v. Encicl. It. X 754-755).
(Dal lat. collisio, -onis « urto »).
Collo1. — Ciascuna delle spire, sovrapposte le une alle altre, con cui si ripiega un qualsiasi cavo per riunirlo in piccolo spazio. V.
Cogliere e
Ruota di cavo.
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Collo o
Volta: il semplice giro di un cavo intorno a un oggetto, fatto in guisa che i due rami del cavo rimangano da parti opposte. Dicesi Prendere uno o più colli.
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Mezzo collo: la metà del giro suddetto. Dicesi Prendere un mezzo collo.
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Collo tondo: il giro di un cavo intorno a un oggetto, fatto in guisa che i due rami del cavo, dopo aver cinto l'oggetto medesimo, si riuniscano dalla stessa parte. Anche Volta tonda. Dicesi Prendere un collo tondo.
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Collo dell'àncora (disus.): diamante dell'àncora.
— (Term. di galea): nelle
latte la parte sporgente e che si ricollega con le sponde del bastimento. (Tommaseo e Bellini, s. Collo, 73; Jal).
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Collo d'oca: breve tubo, ricurvo a un'estremità, da innestarsi con l'altro capo a una delle prese d'acqua disposte lungo i ponti delle navi, allo scopo di ottenere un getto d'acqua pel riempimento dei recipienti.
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Collo d'oca: forte gancio stabilito alla estremità d'un bastone, per poterlo incocciare in qualche occhio di ferro, come nei tangoni di scopamare, ecc. (Laugieri, 1880).
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A collo: delle vele quando ricevono il vento sulla loro faccia prodiera, con l'effetto
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di far retrocedere il veliero. V.
Prendere a collo,
Bracciare a collo.