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Corba1 (Term. ant.). — Quinto (v.). — Corba maestra: quinto maestro. Taranto e Lago di Varano (Foggia): Còrve (masch.). (Corba documentata nel 1263, 1275, poi anche corva, curva [Jal; Corazzini, anche VII 316]. Dal latino corbis « corba », per la somiglianza colle stecche ripiegate con cui è fatta: v. Corbame: It. Dial. I 256).

Corba da bisati (Venez.). — Corba di vimini con due maglie del diametro di circa 80 cm., alta 55-60 cm., che serve di misura per la vendita delle anguille (venez. bisati), contenendone un quintale. Per trasportare e tenere le anguille e altro pesce usa il Balatrón da bisati. V. Corbelòto.

Corbame (Term. sec. XVII). — Ossatura di un bastimento. (Jal). Anche Corvame, Crovame, Curvame, Costame, Costolame, Costellame, Accostolato, Costolatura, Costato, Costolato. Còrso Custame, Custicciamme. Pis. ant. Gurbame. (Da còrba [v.]. Cfr. vicent., venez. corbame « corbame; carcame, carcassa [di bestia] », ant. corbame « cadavere », bergam. ant. corbàm « pelle, vita »: bel riscontro ai doppi significati di Carcame [v.] e di carcassa [v.]).

Corbelòto (Venez.). — Corba grandissima a cono rovescio troncato, di vinchi assai fitti, che serve per mettervi le anguille in massa (c. 500 libbre grosse di peso). V. Còrba da bisati.

Còrbolo1 (Venez.). — Tavola orizzontale, della gondola, posta sopra la narva, meno larga di questa, in funzione di chiusura sulle corbe. (Jal).

Còrbolo2 (Piran.). — L'ultimo dei quadrati nelle saline, detti Morari. (Ive, I dial. dell'Istria 86).

Corbomato (Chioggia). — Tre pezzi costituenti l'ossatura della prora e della poppa nel bragozzo. Anche Lenale. (Min. Agric., La pesca 177).

Corbòti (Venez.). — Coste di riempimento. V. Corba e Costa.

Corbòtto (Genov.). — Canestro per il trasporto di cose varie. Coffa (v.).

Corcoma (Venez. sec. XIII). — V. Cùrcuma (venez.). (Stat. venez., 1255: Jal, che per isvista lo indica come genovese).

Corda1. — Questa voce non è usata nella marina nel senso di fune, sostituendovisi sempre i termini cavo e cima.

Corda2 (Term. ant.): — Corda o Corsìa del ponte: nell'antica costruzione navale in legno, si dava questo nome a dei robusti panconi di rovere o di teck posti al disopra dei bagli nel senso della lunghezza della nave. Essi concorrevano a formare l'ossatura del ponte e il suo tavolato, ed essendo più spessi delle altre tavole di fasciame, s'incastravano nei bagli di quel tanto che costituiva il loro eccesso di spessore rispetto al rimanente tavolato. In tal modo le corde o corsìe legavano i bagli tra loro e rafforzavano i ponti. Ogni ponte ne aveva quattro: due lateralmente al piano diametrale longitudinale della nave, distanti tra loro quanto era la larghezza massima dei boccaporti, di cui costituivano gli orli laterali, e che prendevano il nome di Corde dei boccaporti; gli altri due lateralmente ai primi, a metà distanza tra questi e la murata, e si chiamavano Corde dei ponti. — Corde o Corsìe rovesce: corsi di robusti panconi posti in senso longitudinale, sotto ai bagli del ponte più basso, nella loro parte centrale. Reggevano i puntali sovrastanti al ponte, e si appoggiavano sui puntali della stiva. Anche Controcorsìa. V. Beccarie, Bocceria, Bozzeria. (Corde nel primo senso nel Pantera, 1614: Jal).

Corda di bassi (Term. sec. XVI). — Seccagna lunga, sottile, cieca, di scogli, ciottoli o rena, che si distende in linea retta nel mare. (Sassetti: Guglielmotti 513).

Cordàgio (Venez.). — Cordame (v.).

CordaioCordaiolo, . — Operaio specialista nella manifattura dei cavi. Anche Cordaro. Genov. Cordanê. (V. l'articolo Funajuolo nel Carena).

Cordame1. — Pur non usandosi nella marina la voce Corda per designare i cavi, il termine Cordame è adoperato nelle seguenti accezioni:
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— quantità e genere di corde, — corredo di corde di riserva, — tutte le corde in servizio d'una nave per la manovra e per l'ormeggio: nei velieri le manovre correnti. Venez. Cordàgio, Cordame. — Con riferimento alle dimensioni i cordami marinareschi in fibra vegetale si distinguono in: Lezzino; Comando; Merlino; Sàgola; Cavo piano; Cavo torticcio (gherlino, gomenetta, gómena). (V. Cordame nel Carena; Encicl. It. XI 365-367).

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