Corsalare (Term. ant.). — Pirateggiare, rubare scorrendo il mare. (Duez, 1671; Jal).
Corsale (Term. ant.). — Ladrone di mare. (Fiore di Virtù, [sec. XIII]; Boccaccio: Crusca). Còrso Cursale.
— Sicil.
Cursali: nave corsara. (Nicotra).
(Negli anni 1171, 1192, ecc. [Annali genov.] cursalis [v. anche Jal], nel sec. XIII cursarii [Du Cange]: da un *corsale [cfr. corso; e, per la forma, cursualis, aggettivo in senso generico nel Cod. Teod.: Tommaseo] l'it. ant. corsale, e il meno ant. corsaro, con suffisso cambiato [cfr. sensale di contro al sen. ant. sensaio, venez. sensèr], donde il franc. corsaire, sec. XII corsar: Dict. général; Bloch, Dict. étym., I 180 II 394. Tagliavini, La lingua ungherese, Roma, 1930, p. 17).
Corsalesco (Term. sec. XVII). — Corsaresco. (Marcello Adriani: Crusca).
Corsara (Term. ant.). — Le barche dei doganieri dello Stato pontificio che giravano le coste a impedire il contrabbando. (Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
Corsare2 (Term. sec. XVII). — Corseggiare, e malandrinare sul mare. (Duez, 1671; Jal).
Corsaro1. — Che ha rapporto col corseggiare.
—
Legno corsaro (disus.).
—
Nave corsara: armata per la guerra di corsa.
Corsaro2. — Chi, legalmente autorizzato dal proprio governo, durante una guerra marittima, dava caccia a navi nemiche per predarle. V.
Corsa e
Lettera di marca. (Jal; Rezasco; Encicl. It. XI 505).
Anche Corsare. In Giovanni delle Celle (sec. XIV) il plur. Corsari.
— Ladro di mare, pirata. Di uso più comune.
(V.
Corsale).
Corseggiare. — Andare in corso, fare il corsaro. (G. Villani; Boccaccio, ecc.). (Crusca; Jal).
— Correre il mare. (V. s.
Corsa [Guglielmotti]). (Galilei; Botta: Crusca). Significato non conosciuto dai marinai.
—
CORSEGGIARE IL MARE, ecc.: fare scorrerie. (G. Villani; Pantera, ecc.: Crusca).
Deriv. Corseggiamento.
(Da corso, donde corsale, corsaro).
Corsìa1 (Term. oggi assai raro). — La corrente dei fiumi. V.
Filone. Si scrisse anche Corsiva. (Crusca).
(Cfr. corsìo, corsivo. Acqua corsìa, o corsiva « acqua corrente »).
Corsìa2 (Venez.). — Abbrivo. Anche Brivada.
Corsìa3 (Term. ant.). — Nelle galee, tavolato di 7-8 corsi di tavole, che, coprendo al centro di bagli del ponte di coperta (
latte), correva da poppa a prua e formava la comunicazione tra le due estremità del bastimento. (Le rimanenti parti dei bagli, dalla corsia alle murate, rimanevano scoperte e costituivano i banchi dei vogatori). (Jal; Crusca). Venez. ant. Cossia (Suriano, 1583; Jal). V.
Radicata;
Accursita (basso lat.).
—
Cannone di corsia: il cannone di maggior calibro di una galea, installato all'estremità prodiera della corsia, sotto la rembata. Anche
Corsiera.
—
PORTARE IL VENTO IN CORSIA: frustare i vogatori dall'alto della corsia. (Guglielmotti).
(Dall'aggettivo corsìo, corsivo).