Deltazione. — Alluvione d'una corrente che alla foce prende forma di delta.
— Durata del lavorio della corrente per formare il delta.
Dematare (Term. ant.). — Disalberare. (Stratico). V.
Ammattare. Genov. Desmâtâ, venez. Dematàr, còrso Dimattà.
(Dal franc. démâter).
Demergersi (Term. letter.). — Affondare. (Galilei). (Altri esempi di demergere non si riferiscono all'acqua).
Denti di cane. — Incrostazione calcarea a foggia d'innumerevoli gusci conici, che si forma per opera di microrganismi sulle carene in ferro, nei mari caldi.
Dentiera. — Designazione generica degli organi meccanici rettilinei o curvi che presentano una serie di denti destinati a ingranare con quelli di altri organi simili, oppure a far l'ufficio di scontri d'arresto.
—
Dentiera dell'àrgano: piastra circolare dentata, di ferro, fissata al ponte intorno al margine inferiore della campana dell'àrgano. I suoi denti, col concorso delle castagne dell'àrgano, impediscono che questo possa girare in senso contrario al voluto. (Devirare).
—
Dentiera delle sàrtie: arridatoio meccanico con dentiera, usato in sostituzione del corridore.
—
Dentiera da ghindare: organo di sicurezza per impedire che nel ghindare un albero di gabbia o un alberetto, questo possa discendere per l'improvvisa rottura del cavobuono. Consiste in una dentiera di ferro incastrata nella parte prodiera della rabazza e in uno scontro fissato alla crocetta prodiera dell'albero. Tale scontro è congegnato in modo da non ostacolare la salita della dentiera quando si ghinda l'albero, ma quando questo dovesse discendere, esso scontro si frapporrebbe tra un dente e l'altro, producendo l'arresto immediato.
Denunzia. — Dato dal Corazzini per: Manifesto di carico, di partenza; ma non dell'uso.
Deposito1. — Locali dove si custodiscono attrezzi e materiali vari.
—
Deposito del nostromo, del capo cannoniere, ecc.: comunemente Cale.
—
Deposito delle munizioni: santabarbara.
—
Deposito delle teste cariche: cioè delle cariche di scoppio dei siluri.
— Anche la materia che si depone sul fondo di un recipiente o di un luogo.
—
Deposito della caldaia: il sedimento di sali che si accumulano sul fondo. V.
Ricolmo.
Deposito2:
—
Deposito del Corpo Reali Equipaggi Marittimi: ciascuno degli uffici con caserme annesse, che nelle sedi dei comandi militari marittimi, costituiscono gli organi periferici del comando superiore del Corpo Reali Equipaggi Marittimi, per i servizi di rifornimento di personale alle navi della Marina militare e ai distaccamenti a terra.
— (Ant.)
Deposito: a Venezia, l'insieme delle donne e dei figli dei marinai e soldati di spedizioni lontane, ai quali erano assegnati i viveri. (Corazzini). V. pure s.
Frisopìn.
Depressione:
—
Depressione dell'orizzonte: l'angolo intercetto tra la visuale che va dal nostro occhio al circolo limite dell'orizzonte marino, e il piano orizzontale passante per l'occhio medesimo. È uno degli elementi che formano la correzione da applicare alla altezza osservata d'un astro per ottenere l'altezza vera.
—
Depressione atmosferica o barometrica: quando in una regione della superficie terrestre, la pressione atmosferica è minima in un punto centrale, e va gradatamente aumentando in tutti i punti che si trovano nelle direzioni radiali dal centro verso la periferia, si dice che in essa regione vi è una depressione atmosferica o barometrica. Le depressioni si producono rapidamente, e sono frequenti nelle latitudini medie, sopra tutto nell'inverno. Sono accompagnate da cattivo tempo, forti venti, e talvolta da violente tempeste. V.
Ciclone.
Derattizzare. — Liberare una nave dai topi coi gas asfissianti. (Derattizzazione).
Deriva1. — Lo spostamento laterale, fuori della rotta stabilita, che un galleggiante subisce per l'azione di una corrente
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marina. V.
Corrente marina. Nell'uso comune, e anche da qualche autore, si è dato e si dà a questa voce lo stesso significato del termine Scarroccio, che invece designa lo spostamento dovuto alla sola azione del vento. Venez. Dariva, Deriva.
— Nelle espressioni:
Andare in deriva,
Galleggiante alla deriva,
Mina o Torpedine alla deriva, il termine è usato a designare l'effetto di ambedue le forze che possono trasportare un oggetto, abbandonato in mare, senza mezzi di propulsione e governo, cioè il vento e una eventuale corrente marina.
—
Angolo di deriva: d'uso frequente per: Angolo di scarroccio.
—
Aletta di deriva: v.
Aletta.
—
Chiglia di deriva: v. s.
Chiglia.
—
Derivo, quale variante di Deriva (Guglielmotti, Corazzini) non esiste.
(Da
derivare [v.]).