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Diario. — Dato dal Guglielmotti e dal Corazzini nel senso odierno di Giornale di chiesuola, Giornale nautico. V. s. Giornale. — Diario di Maury: speciale schema di giornale di navigazione da riempirsi dai naviganti con le notizie meteorologiche e talassografiche, secondo le norme dettate dal direttore dell'Osservatorio di Washington, Maury, nella conferenza di Bruxelles (1883), per la compilazione delle carte delle correnti marine.

Diavoletto (Term. ant.). — Vela di straglio di mezzana. (Stratico). V. s. Vela (di strallo).

Dibordare. — Dato dallo Stratico, ma non dell'uso marinaresco, nel senso di: Levare il fasciame a una nave. V. Debordare.

Dicco. — Nei luoghi dove le maree sono molto sensibili, diga per arginare il flusso delle acque durante l'alta marea. — (Ant.): bacino commerciale molto profondo. Dock. (Nel primo senso fu usato da G. Villani, Chiabrera, Campana, ecc., riferito a dighe olandesi; nel Sanudo Dicho, Diche. [Zaccaria, Raccolta 228]. Ora è anche usato dagli scienziati per « massa di lava o di roccia cristallina, che riempie una spaccatura »: dall'oland. dijk « diga »).

Dic'essere. — Riserva che fa il capitano nel firmare le polizze di carico, per non assumere alcuna responsabilità riguardo al peso, alla quantità, o alla qualità di merce imbarcata. (Laugieri).

DicheDicho, . — V. s. Dicco.

Dicontra. — Piccole vele quadre che qualche grossa nave mercantile spiegava al disopra dei controvelacci. (Laugieri). Oggi sconosciuto.

Dieci del mare. (Term. ant.). — I consoli del mare del comune di Firenze. (Matteo Villani: Rezasco).

Die nai (Term. sec. XV). — Parole dette dai naviganti, quando fossero stati alcuni giorni senza vedere terra. Secondo un codice fiorentino del quattrocento. (Zeitschr. Rom. Philol. XXXIV 320). (Corrisponde a Dio n'aìti ! « Dio ci aiuti ! » [cfr. Die in nomi composti]: Arch. Glott. XVIII 408).

Dieselbarca. — Barca con motore Diesel.

Difesa. — Nome generico di tutto ciò che serve a proteggere corde, attrezzi e organi in movimento dai danni dello sfregamento, degli urti e della corrosione (calaverne, lapazze, parabordi, ecc.). (Bardesono). V. Bastëe (genov.). — Difesa militare marittima: studia e provvede ai mezzi terrestri e marittimi di difesa nelle basi navali e nelle piazze forti marittime, al comando di un ufficiale superiore del Corpo di stato maggiore della Marina. — Difesa costiera: l'insieme dei mezzi marittimi e terrestri per la difesa ravvicinata delle coste.

Diffalco (Term. ant.). — Nome che davano un tempo i naviganti a un modo rozzo e approssimato di tener conto dell'effetto di una corrente marina, nel fare il punto stimato della nave. Ant. Discatto (v.). Diffalcare.

Differenza d'immersione o di pescagione. — L'eccesso d'immersione di una estremità della nave rispetto all'altra. In generale si tiene la poppa leggermente più immersa della prora. Anche Differenza di pescare.

Difilare. — Variante disusata di Defilare.

Diforano (Term. ant.). — Di vento che viene dal largo. È dato dal Guglielmotti; del resto si conosce solo un ant. Diforano: esteriore, di fuori (al Manuzzi manca).

Diga. — Gettata di massi di calcestruzzo e macigni, dinanzi a una insenatura o a un
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porto, per difesa dalle onde, e, talvolta, per rendere meno agevole l'entrata a un eventuale nemico. Venez., triest., parm. Giga. — Diga forànea: costruita principalmente a scopo di difesa militare, esterna e a una certa distanza dalla bocca dell'insenatura. (Diga nel Corsini [1699], nel Vallisnieri [1661-1730], in Manfredi Eustachio [1674- 1739]: Zaccaria, Raccolta 114. Dal franc. digue, e questo dall'oland. dijk [v. Dicco]: Bloch, Dict. étym. I 221; Valkhoff 108-109; Wartburg, Franz. etym. W. III 79).

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