Dismontare (Term. sec. XVI). — Scendere (dalla nave). (Berni, ecc.: Tommaseo e Bellini; Jal; Corazzini).
(Indipendente dallo spagn., portogh. desmontar [Zaccaria, Elemento iber. 155]; cfr. ant. dismontare nei vocab. it., vèn. desmontar[e], da una barca, ecc.).
Disormeggiare. — Sciogliere e tirare a bordo gli ormeggi, cioè il cordame che lega la nave a punti fissi a terra o in mare. Anche Disormeggiarsi.
— Salpare le àncore. In questa accezione è meno usato. Disorméggio.
Dispalmarsi1 (Term. ant.). — Perdere la spalmatura della carena. (Corazzini).
Dispalmarsi2 (Term. ant.). — Spalmarsi. Non errore di copista, come supponeva lo Jal.
Dispassare. — Togliere, levare, sfilare una manovra corrente, un cavo o altra cosa dal passo o passaggio o cavità o bozzello entro cui passava. (Stratico). Sguarnire. Venez. Despassàr, franc. Dépasser. (Jal; Dict. général).
Dispatch money (Ingl.). — « Non abbiamo una voce italiana che traduca questa locuzione inglese di uso continuo nel traffico marittimo.
È il premio a quota giornaliera, che (quando stabilito nel contratto di noleggio) l'armatore o il proprietario della nave concede al noleggiatore se lo sbarco del carico viene ultimato prima dello scadere delle stallìe.
Si propone di tradurre questa locuzione con la parola Disbrigo ch'è più comprensibile da chiunque ed è più breve ». (Bardesono).
Dispensa. — Sulle navi mercantili, deposito di viveri, magazzino. Già in Pantera (1614). V.
Cambusa,
Compagna (ant.).
Dispensiere. — Sulle navi mercantili ciascuno degli addetti alla custodia dei viveri e alla distribuzione di questi alle cucine. Anche Cambusiere. Genov. Despensê, sicil. Dispinseri. Falconi (1612, p. 13): Dispensiero o Pennese.
Disperdersi (Term. disus.). — Di navi messe allo sbaraglio dal cattivo tempo o dal nemico.
Disponibilità1. — Posizione amministrativa che si dà alla nave da guerra quando debba compiere lavori di riparazione o trasformazione di lunga durata, oppure quando il suo impiego non sia necessario. La nave viene ormeggiata in un porto militare o in un arsenale, e il personale imbarcato viene ridotto al minimo necessario per la custodia e la manutenzione. La nave è affidata ad un ufficiale del Corpo di stato maggiore che prende il nome di Responsabile. (Bardesono).
Disposti! (Term. disus.). — Voce di avviso: Pronti ! (Guglielmotti).
Disputare (il vento) (Term. disus.). — Contrastare al vento. (Stratico; Fincati).
Distaccare (Term. ant.):
—
DISTACCARE L'ÀNCORA: svellerla dal fondo.
—
DISTACCARE UNA VELA: sferirla.
—
DISTACCARSI DELL'ÀNCORA: dal fondo. (Jal).
Distanza1. — La lunghezza del cammino più breve, o più agevole, che intercede tra due luoghi.
—
Distanza lossodròmica: in mare, l'arco di lossodromìa intercetto tra due punti, ossia il percorso che il navigante deve compiere partendo dall'uno per raggiungere l'altro (per lui fuori vista), seguendo la sola indicazione della bussola. Non è il cammino più breve. V.
Lossodromìa.
—
Distanza ortodròmica: in mare, l'arco di circolo massimo intercetto tra due punti. È il cammino più breve: è quello che si compie quando, essendo i due punti in vista l'uno dell'altro, si parte dall'uno tenendo costantemente la prora in direzione del secondo. V.
Ortodromìa.
In mare, per l'uso della navigazione, le distanze si misurano a miglia marine. Nella pratica del tiro con le artiglierie e del lancio dei siluri, le distanze dai bersagli si misurano a metri. V.
Telèmetro.
— Nella tattica navale si chiama
Distanza la misura in metri dello spazio tra
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la poppa di una nave e la prua di quella che la segue in linea di fila; ed, egualmente, lo spazio tra due gruppi di navi che navigano in colonna.
—
Distanza lunare: v. s.
Longitudine.
—
Distanza polare d'un astro: l'ampiezza dell'arco di circolo orario compreso tra l'astro ed il polo dell'emisfero in cui trovasi l'osservatore. Se l'astro e l'osservatore sono nello stesso emisfero, la distanza polare è il complemento a 90° della declinazione dell'astro; se essi sono in emisferi opposti, è eguale alla declinazione aumentata di 90°. La distanza zenitale è uno dei lati del
triangolo di posizione (v.).
—
Distanza zenitale d'un astro: l'ampiezza dell'arco di verticale compreso tra l'astro e lo zenit dell'osservatore. È il complemento a 90° dell'altezza vera dell'astro. È uno dei lati del triangolo di posizione.