Doppia. — Tratto di canapo che, passato in un anello, bozzello, ecc., ritorna parallelo a sé stesso.
Una manovra corrente si dice Doppia se, invece di essere legata con un capo direttamente all'oggetto su cui deve agire (manovra semplice), è fissata con un'estremità in un punto lontano, in posizione opportuna, e poi passa in un bozzello guarnito sull'oggetto da tirare (per es. scotta doppia).
Doppiare. — Oltrepassare una punta di terra, l'estremità d'un molo, girandole attorno. Anche Montare, Scapolare, Doppiare un capo (Pigafetta ecc.: Jal; Guglielmotti). Ant. Addoppiare.
Doppiatura (Term. disus.). —
Compenso (v.), nella accezione relativa ai pezzi di costruzione. (Corazzini).
Doppieggiare. — Navigare facendo più volte doppi giri. Senso ideato dal Guglielmotti.
Doppino. — Se si piega una corda a doppio su sé stessa, il punto della piegatura si chiama Doppino.
Generalmente le manovre fisse o dormienti terminano con un doppino per formare l'occhio (gassa) necessario a fermarle.
Doppio fondo:
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Doppio fondo cellulare: sulle navi in ferro, struttura di rinforzo costruita sul fondo, consistente in un fasciame interno sovrapposto, a una certa distanza, a quello esterno, e in lamiere longitudinali e trasversali che suddividono in cellule lo spazio compreso tra i due fasciami. Tale struttura aumenta la sicurezza della nave in caso d'avarìa alla carena, e inoltre è utilissima perché si può immettere nelle cellule dell'acqua di mare come zavorra.
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Doppio fondo dei sommergibili: struttura costruita intorno allo scafo resistente, internamente o esternamente, destinata a contenere insieme alle casse d'assetto l'acqua necessaria ad annullare la spinta e a fare immergere il bastimento.
Doris (Franc.). — Battello piatto leggero dei pescatori di merluzzo di Terranova. « Allorché il peschereccio è sul luogo di pesca, mette in mare i doris che si allontanano a raggiera ed effettuano la pesca mediante lenze da fondo ». (Bardesono).
(È un nome americano: Littré, Suppl.; Bloch, Dict. étym. I 229).
Dormentare (Term. sec. XVII). — I marinai dicevano che si viene a dormentare la bussola, quand'è messa accanto a un pezzo di calamita. Il Ruscelli diceva che s'imbriaca. (Crescenzio, 1602, p. 219). V.
Inebriare (ant.).
Dormiente (Manovra ~). — V. s.
Manovra. Ant. Manovra morante.
(Detta dormiente perché sta ferma, e infatti si dice anche Manovra fissa. Cfr. i significati del franc. dormant. L'aggettivo diventò anche nome [v. art. seg.]).
Dormiente1. — Il punto in cui è fissato il capo d'una corda avente un determinato e permanente ufficio (manovra corrente) e che perciò passa, dopo, in qualche bozzello o cavatoio e viene sul ponte per esser eventualmente tirata. Quel capo della corda prende lo stesso nome di Dormiente, mentre alla estremità opposta si dà quello di Tirante.
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FAR DORMIENTE: espressione usata nel descrivere il percorso d'una manovra corrente, per designare il punto in cui essa è fissata. Si dice che la manovra fa dormiente in un dato punto di una vela, d'un pennone, d'un albero o dello scafo. Anche
Fatizzare (v.).
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Dormiente dei bagli: ciascuno dei pezzi di costruzione che, all'altezza di ogni ponte della nave, impernati alle coste, corrono orizzontalmente da poppa a prora per sorreggere le teste dei bagli. Queste sono perciò strette tra il dormiente che le sorregge e il trincarino che le copre. Anche Pontuale.
(Non dormente [come ha lo Jal], che è forma genovese e portoghese: spagn. durmiente. V. l'art. preced.).
Dormiglione. — Telaio a scasso sul quale posa la macchina dei piroscafi. (Guglielmotti). Dabovich: Dormioni (plur.).
Dorsista. — Chi nel nuotare si mette supino, con la testa all'indietro e la bocca in alto.
Dosaggio. — L'insieme degli spostamenti d'acqua operati nelle casse d'assetto
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e nel doppio fondo dei sommergibili per ottenere l'immersione o l'emersione.