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Dragamine1. — Piccole navi da guerra, di pescagione poco superiore al metro, destinate alla ricerca e al ricupero o alla distruzione delle mine subacquee ancorate dal nemico. — Prendono lo stesso nome gli apparecchi con cui le navi suddette rastrellano il mare e tagliano gli ormeggi delle mine facendole venire a galla. Generalmente consistono in un sistema di cavi d'acciaio muniti di cesoie a scatto, che, rimorchiati, si mantengono a una profondità dai 5 ai 7 metri, regolando opportunamente la velocità della nave, la spinta di galleggiamento di alcuni galleggianti, e l'azione di alcuni dispositivi intesi a tenere distesi e divaricati i cavi.

Dragante1. — Nella costruzione delle navi in legno, uno dei pezzi che formano l'arcaccia, ossia l'ossatura della poppa. È un forte pezzo di legno disposto orizzontalmente sulla testa del dritto di poppa, e congiunto coi suoi estremi all'ultimo quinto poppiero (quinto delle anche). Venez. Dragante, Triganto, Crose. V. Controdragante. — Paratìa dragante: nelle navi in ferro, pezzo triangolare di lamiera, fissato verticalmente e trasversalmente sulla faccia interna del dritto di poppa, e dal quale partono gli scalini della poppa. (Bardesono). Anche Madiere della volta. (Venez. dragante, triganto [anche in C. Da Canale, sec. XVI], [e crose], Crescenzio [1602]: dragante, Stratico, Fincati: dragante, triganto, [non trigante, né tricanto, che è supposto etimologico del Guglielmotti], drigante [Corazzini, s. dragante], spagn. dragante « legno sul quale riposa il bompresso », franc. dragan, ant. dragant, nel 1246 tragant, « dragante »: di origine non chiarita: Dict. général; Behrens, Beiträge franz. Wortf. 83-84; Jal).

Dragare. — Scavare il fondo dei porti e dei canali con le draghe o cavafango. V. Draga e Dragaggio. — Rastrellare il mare con i dragamine. V. Dragamine e Dragaggio. (Franc. draguer).

Drage (Dan. ant.). — Sorta di nave. (Jal). V. Draco.

Draglia. — Nome generico dei cavi (oggi sempre metallici) che si distendono in perfetta tensione, fermandoli ai capi, per gli scopi qui sotto indicati. — Draglie dei fiocchi: distese obliquamente tra l'albero di trinchetto e il bompresso per farvi scorrere, mediante anelli (canestrelli), e distendervi le ralinghe d'inferitura di alcune di quelle vele che si chiamano Fiocchi, quando occorra spiegarle. (Draglia del gran fiocco, Draglia del controfiocco). — Draglie delle tende: tese orizzontalmente su apposite aste verticali (candelieri), alla periferia dei ponti scoperti, per legarvi le tende dopo averle spiegate. Ant. Traglia, genov. Dràia. (Franc. draille [dal 1762] in detto senso [v. Jal], e traille «chiatta per traghettare; corda tesa tra sponda e sponda per trattenere la chiatta; ecc. »: le forme con tr- it. e franc. assicurano la derivazione dal lat. tragŭla « oggetto che si getta ». Draglia può esser venuta da draille. Il franc. traille vale pure « rete a sacco per pescar con draga » [Darchini], mentre né traille, né draille hanno il senso di « draga, cavafango ». La forma tiraglia, usata dal Fincati [s. Draglia] fu avvicinata a tirare. Altra cosa anche per l'origine è traglia, ch'è variante di taglia [v. Tommaseo e Bellini]. Dict. général).

Dragon (Franc. principio sec. XVII). — Nave francese di grandezza mezzana. (V. Jal).

Dragone. — Meteora in forma di nuvola conica con grande coda che si stende sul mare fragorosa, lampeggiante, che di solito si risolve in pioggia dirotta e grandine grossa, altrimenti sovverte quel che incontra. V. Turbine. (Guglielmotti). Sicil. Cuda di Dragu. (Dalla somiglianza colla coda del fantastico Drago: Folklore It. VIII 112).

Dràia. — Draglia. È la forma genovese. — Rete a rastrello. (V. Stratico; Corazzini). (V. s. Draglia).

Drake (Sved. ant.). — Sorta di nave. Lo stesso di Dracarro (v.). Isl. Drakr, Drakon. (Jal).

Dreadnought (Ingl.). — Nome della prima grande corazzata costruita in Inghilterra, nel 1906, con artiglieria monocalibra, ad impianti in torri disposti sul piano centrale longitudinale della nave.
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Nell'uso comune il nome fu esteso a designare le navi similari, poiché l'attuazione di questo modello di nave (di cui l'ingegnere navale italiano Cuniberti aveva per primo disegnato un progetto) segnò una svolta importante nella tecnica della costruzione e nella tattica navale. La denominazione tecnica è Nave da battaglia monocalibro. Per breve tempo, dopo la guerra 1914- 1918, il perfezionamento nella costruzione e nell'impiego dei sommergibili sembrò segnare la decadenza di questo tipo di nave, tuttavia le caratteristiche del tipo Dreadnought sussistono ancora nei più moderni incrociatori da battaglia. (Ingl. dreadnought «intrepido»), V. Superdreadnought. (V. Murray, Supplementi).

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