Draglia

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Draglia. — Nome generico dei cavi (oggi sempre metallici) che si distendono in perfetta tensione, fermandoli ai capi, per gli scopi qui sotto indicati. — Draglie dei fiocchi: distese obliquamente tra l'albero di trinchetto e il bompresso per farvi scorrere, mediante anelli (canestrelli), e distendervi le ralinghe d'inferitura di alcune di quelle vele che si chiamano Fiocchi, quando occorra spiegarle. (Draglia del gran fiocco, Draglia del controfiocco). — Draglie delle tende: tese orizzontalmente su apposite aste verticali (candelieri), alla periferia dei ponti scoperti, per legarvi le tende dopo averle spiegate. Ant. Traglia, genov. Dràia. (Franc. draille [dal 1762] in detto senso [v. Jal], e traille «chiatta per traghettare; corda tesa tra sponda e sponda per trattenere la chiatta; ecc. »: le forme con tr- it. e franc. assicurano la derivazione dal lat. tragŭla « oggetto che si getta ». Draglia può esser venuta da draille. Il franc. traille vale pure « rete a sacco per pescar con draga » [Darchini], mentre né traille, né draille hanno il senso di « draga, cavafango ». La forma tiraglia, usata dal Fincati [s. Draglia] fu avvicinata a tirare. Altra cosa anche per l'origine è traglia, ch'è variante di taglia [v. Tommaseo e Bellini]. Dict. général).