Emèrgere. — Uscir dall'acqua in parte.
— Della nave che si solleva di mano in mano che getta o sbarca il carico, o che s'alleggerisce pel consumo di provvigioni, ecc. (Fincati).
Empifondo (Term. ant.). — Sollevamento eccezionale della superficie marina a causa di venti foranei. (Tommaseo e Bellini). Venez. Aquaizza.
—
Empifondo della luna: alzamento regolare della marea. (Targioni Tozzetti).
— Còrso
Empifondi: piena, acque che ingrossano i torrenti per piogge impetuose.
— Marea.
Empitori (Term. sec. XVII). — « Legni che si mettono all'angolo ultimo della poppa e della prua per fortezza ». (Pantera).
« Segni, che empiscono quell'angolo di dentro alla rota di proda, per fare quella più forte ». (Crescenzio: Jal). Anche nel Duez.
Emptica (navis) (Lat.). — Nave mercantile. (Venanzio Fortunato, sec. VI: Jal; Corazzini).
Endegarius (Basso lat., venez. secolo XIII). —
Grippia (v.) (1255, ecc.). (Jal).
(Da un *indicàrio « indicante », perché indica dove si trova l'àncora: cfr. venez. endegaro « éndice »: It. Dial. VI 239).
Entega (Term. ant.). — Contratto a carattere associativo, compreso nello Stat. di Ragusa. V.
Commenda.
(Certo il contratto prese il nome dal deposito delle merci: cfr.
Entica).
Entica (Term. sec. XIV). — L'aggregato delle mercanzie portate da una nave. (Henticha: Breve mare Pisa, 1343: Rezasco, s. Endica).
— Le merci possedute da un mercante. (Breve cagliar., 1318: Rezasco, s. Endica).
(Ant. endica «deposito di grasce»: v. Crusca. Dal lat. enthĕca, greco ἐνθήκη / ἐνδᾐκη/) « fondo, deposito ». V. Entega).
Entrata (Term. ant.). — Il primo ferzo che si taglia a gherone dal mastro velajo nel comporre la vela latina, ed è il più piccolo e il più vicino al carro dell'antenna. (Crescenzio: Guglielmotti).
—
Entrata di bordo: termine non d'uso marinaresco, registrato dal Guglielmotti, per Barcarizzo.
—
Entrata libera: termine disusato per Libera pratica. Ant. Scala franca.
— Ant.
Entrata all'albero: andito dell'albero delle galee, ecc. (Tommaseo e Bellini).
— Ant.
Entrata (della vela): altezza della vela (c. 57 cubiti). (Crescenzio, 1602: Jal).
Equilibrio velico. — Poiché in ogni veliero vi è una parte della velatura (quartiere di poppa) che fa girare la nave avvicinando la prora al vento (orzare) e una parte (quartiere di prora) che ha l'effetto rotatorio opposto (puggiare), si chiama Equilibrio velico il compenso delle due azioni contrarie, che si raggiunge proporzionando opportunamente le due parti della velatura totale. In generale si preferisce lasciare al veliero una leggera tendenza all'orza. V.
Orziero. Anche
Equilibrio della velatura.
Equipaggiare (Term. poco usato). — Fornire di equipaggio. Si preferisce Armare.
V.
Ammarinare. Nel 1430 il fiorentino Antonio Cardini scriveva d'una nave ch'era aquompagnata (accompagnata, cioè equipaggiata) da 175 marinari. (Fincati 143). Il Sanudo [1466-1535] usò Equipare (Corazzini, s. Equipaggio).
Equipaggio1. — L'insieme delle persone imbarcate su di una nave per condurla e farle adempiere l'ufficio cui è destinata (guerra, o traffico).
Il comandante e gli ufficiali di una nave formano lo Stato maggiore.
V.
Corpo Reali Equipaggi Marittimi.
(Usato dal Pigafetta [c. 1530], con equipaggiare, dal Consol. mare, dal Corsini [1699], dal Paoletti [1772], dal Magalotti [1719; in senso non marin.], equipaggio ha altri significati, oltre quello militare [v. i vocab. it.]. Un tempo si usavano le voci armo, armamento [v. anche s.
Equipaggiare]. Dal franc. équipage [dal sec. XV], e questo dall'ant. esquipe « battello » [1207: esquipare: Jal]. V. Crusca; Tommaseo e Bellini; Fanfani e Arlia; Fincati; Guglielmotti; Jal; Levi, Palat. piem. 104; Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 265; Meyer-Lübke, Rom. etym W.3 7997 b).