A mare! — Nella voga, il comando per far mettere i remi in mare dalla posizione d'alza-remi.
Amarra. — Corda d'ormeggio. Voce francese non usata nella Marina italiana militare, né in quella mercantile. I nostri marinai dicono Cavo d'ormeggio o semplicemente Ormeggio.
(Dal franc. amarre: v.
amarrare).
Amarrare1. — V.
Ammarrare. Francesismo. Còrso Amarà.
(Dal franc. amarrer « ormeggiare » [Wartburg, Franz. etym. W. I 1; Bloch, Dict. Étym. I 24; Studi Glott. VIII 301-'3; It. Dial. X 193, n. 1], che a sua volta anziché da un oland. * aanmarreu, è forse formazione francese dal fr. ant. marer [Godefroy V 170], oland. medio maren: Yalkhoff 45).
Amato. — Spago con diversi ami. (Terni)
Amattare (Term. ant.). — Chieder soccorso con gesti, cenni, grida. Usato nel Ciriffo (1303: Tommaseo e Bellini). Il Guglielmotti ha anche Ammattare, dato pure dal Duez (1671) e del Pantera. (V. Jal.). Catan. Ammattari.
(Da matto; intendendo « fare gesti da matto »).
Ambardata. — Anche:
Alambardata e
Lambardata. In italiano: Guinata o Guizzata.
(Adattamento del franc. embardée « deviazione », ora detto d'automobile: « tracollo, scarto »: Bloch, Dict. étym. I 247).
Ambata (Còrso). — Vento forte allargo.
Ambra. —
Ambra gialla: resina fossile, in forma di grumi, abbondante sulle rive meridionali del Mar Bàltico.
Ambra grigia: sostanza oleosa, simile alla cera, odorosissima, fluttuante alla superficie del mare presso il Madagascàr, Surinam, Giava, Giappone e Brasile. È prodotta dal capodoglio. Ant. Ambracane. (Crusca).
(Dall'arabo ‛anbar, ‛ambar « ambra grigia »: Dozy-Engelmann, Glossaire 188-189; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 78).
Ambro (Venez.). — Amo senza barbetta, ma colla punta rivoltata, così: *** /immagine/, con cui si pesca a lenza. V.
Tògna.
Ambròme (Tarant.). — Melma di mare contenente molte ova di pesci, che spesso viene a galla. (De Vincentiis).
(Dal greco βρῶμος « puzzo », da cui molte forme meridionali: Rohlfs, Etym. W. unterit. Gräzität 393).
Amentus (Basso lat., genov.). — Amante (Rossi, Gloss. lig. 16; anno 1246: Jal).
A mezza nave. — Andatura di un veliero il quale riceve il vento da un lato, dalla direzione perpendicolare alla chiglia. (Bardesono).
A mezz'asta. — Si dice della bandiera nazionale, della fiamma e delle insegne di comando, quando, in segno di lutto, si abbassano fino a metà delle aste o degli alberi.
Amirante (Term. sec. XVII). — Nave ammiraglia. (1657: Jal).
Ammagliare. — « Legare checchessia intorno e dai lati con legature a guisa di rete ». (Crusca). Ant. Magliare.
— « Stendere i maglioni di riparo sotto al bompresso, intorno alle coffe e simili ». (Guglielmotti). Fuori d'uso. V.
Ammanigliare: più usato.
—
AMMAGLIARE UNA VALIGIA, UNA SACCA, UNA CASSA (livorn.): legarla e bollarla, perché passi alle altre dogane.
(Da màglia)
Ammaìna! — Voce di comando per ammainare.
Ammainare1 (III pers. indic. pres.: Ammaìna). Far discendere qualsiasi cosa pesante, sospesa ad una corda, filando quest'ultima. Si dice delle vele, delle antenne, dei pennoni, degli alberetti, delle imbarcazioni, delle balle di merci e della bandiera. (Per quest'ultima, in combattimento, vale: Arrendersi).
A collo: tenendo il canapo avvolto ad una caviglia o galloccia, affinché l'attrito freni il suo scorrere.
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A mano: facendo scorrere la corda tra le mani degli uomini che stanno pronti a trattenerla.
A o Per sequaro: lo stesso che A collo.
A un tratto: lo stesso che In bando, più usato.
Con l'àrgano o verricello: tenendo il canapo avvolto all'àrgano o verricello, e facendo girare quest'ultimo nel senso opportuno. V.
Arriare.
In bando: cessando di trattenere il canapo e lasciandolo scorrere interamente, in modo che l'oggetto venga giù di colpo.
In fosso: fino a posare l'oggetto sul punto più basso che può raggiungere.
Volentieri: rapidamente, sempre restando padroni del canapo.
(Pigafetta [1519]: amainare [Jal]; Falconi [1612]: nel Vocab. amaniare, ma a p. 8 amainare.
Ariosto: mainare: forse dal napol. ammainà[re], ant. anche ammaenare [De Ritis], e questo da *invaginare [v. it. ant. invaginare]. Il termine passò alle altre lingue romanze [franc. ant. amainer, moderno amener]: Flechia, Arch. Glott. IV 372, D'Ovidio XIII 367; Zeitschr. Rom. Philol. XXXII 501; Zaccaria, Elemento iber. 26).