Ferir (Venez. sec. XVI). — Verbo di significato sconosciuto d'un manoscritto Delle galere: Ano de ferir a pupa pie 24 e do terzi. Ano de ferir a proua pie 12 1/2. (Jal; Corazzini).
Feritoie (Term. ant.). — Buchi bislunghi praticati nei trinceramenti, che in alcuni bastimenti mercantili si facevano in tempo di guerra sotto i castelli e sotto il casseretto, per difendersi dai nemici. Anche Troniere (Tommaseo e Bellini), e Feritori. Le galeazze del secolo XVI ne avevano pure di aperte nelle loro impavesate. (Jal).
Feritore1 (Masch., term. ant.). — Feritoia. (Jal).
Feritore2 (Femm. plur., term. disus.). — Inferitori. (Stratico). Venez. Gaschette.
Ferma1. — Impegno di servizio militare per un dato tempo, che nella Marina da guerra è da 3 a 28 mesi, 3, 4 o 6 anni. V.
Riferma.
Ferma2. — Rete a maglie piccolissime, tesa da una sponda all'altra e formante un arco, nel cui centro s'apre una specie di bertavello per insaccarvi i pesci trascinati dalla corrente. (Alla foce dell'Adda).
Ferma! — Comando in genere, per far cessare il movimento di una macchina.
Fermaglio (Term. disus.). — Strozzatoio della catena dell'àncora. (Guglielmotti).
Fermare:
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FERMARE LA CATENA: abbozzarla. Questo è il termine comunemente usato.
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FERMARE UNA CIMA: legarla. Comunemente si dice Darle volta.
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FERMARE UN GANCIO: legarlo in un punto fisso.
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FERMARE LE MACCHINE: far cessare il loro movimento.
Fermaressa (Term. sec. XVI). — Parte della nave, o il Fermaglio " (Colombo-Ulloa: Zaccaria, Elemento iber. 470).
Fermezza. — Rigidità, inflessibilità di una nave. Espressione del Dabovich, non dell'uso.
Fernez. — Apparecchio respiratore adoperato dai pescatori di spugne. Riceve l'aria da una pompa da palombaro.
Ferral. — Brezza notturna di terra, che agevolava la navigazione da Callao a Valparaiso. Cessata dopo il terremoto del 1868. (Corazzini).
Ferramenta1 (Femm. plur.). — Nella costruzione navale in legno, tutti i pezzi metallici (ferro, bronzo) che si usano per collegare tra loro e rinforzare i pezzi di costruzione. Anche Ferramenti.
Ferrante (Term. ant.). — « Usato come aggettivo dai marinai vale: Che adopera il ferro, ossia l'àncora. Onde: Burchio ferrante significa quel burchio che è costruito con chiglia e carena, e può navigare da sé ». (Guglielmotti).
Il Burchio ferrante (con vele latine) è nominato dal Garzoni (867), è dal Calmo (sec. XVI) (burchi feranti).
Ferrare1 (Term. ant.). — Calar l'àncora. Afferrare. (Guglielmotti).
— (Sec. XVI, XVII): Mettere ne' ferri i forzati. Ferrar e sferrar le ciurme. (Agnolo Allori; Crescenzio: Crusca).
Ferrare2 (Basso lat.). — Mettere i ferri alle galere per marcare il pescaggio. V.
Ferrum (basso lat.). (Jal).
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Ferrari (basso lat.): d'un bastimento cui mettevano i ferri. (Stat. genov., 1334: Jal).
Ferrator (Basso lat.). — Chi metteva i ferri al bastimento. V.
Ferrum (basso lat.). (Stat. genov., 1340: Jal).
Ferri1 (Term. ant.). — Anelli messi ai piedi dei galeotti.
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METTERE AI FERRI. (Tommaseo e Bellini). V.
Bòghe (venez. disus.);
Catena;
Ferrare.
Ferriero. — Bastimento costruito di ferro. Voce suggerita dal Guglielmotti, ma non mai usata, nonostante quello che ne scrive lui.
(Ferriero fu usato quale aggettivo riferito a un cannone per palle di ferro).
Ferro1. — Àncora. Ancorotto delle barche. Stare sul ferro, dar fondo al ferro, salpare il ferro.
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TESARE A FERRO un cavo: tirarlo fino a renderlo rigido come fosse di ferro.
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Ferro per: Àncora, e per Grappino, nei secoli XV, XVI, XVII. (Jal; Crusca).
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— Ant.
Ferro di due marre: àncora propria dei vascelli. Venez. Fèro de do mare.
— Ant.
Ferro di quattro marre: propria delle galee. (V. esempi nella Crusca).
— Venez.
Fèro: grappino.
(Per « grappino » il Corazzini dà un venez. fereto che pare non esista e che è forse il còrso feretto registrato dallo Jal [nel caso ferettu]).
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Ferro della góndola: lamina di ferro lavorata, che serve d'ornamento alla prua della gondola. (Jal).
—
Ferro di calafato (genov. Fero da cäfatto): scarpello di ferro che serve ai calafati per aprire i commenti dei bastimenti e per cacciarvi le stoppe. Di questi scarpelli vi sono diverse sorte:
1) Ferro piatto, o Palella (genov. Paèla), coll'estremità non tagliente, ma smussata, che serve a cacciar la stoppa senza tagliarla. Dabovich: Ferro da collo o da guo.
2) Ferro tagliente (genov. Fero da taggiâ), che serve per aprire i commenti e tagliar la pece;
3) Ferro doppio (genov. Fero da canâ), che nella sua estremità ha una o più scanalature, e serve per ribattere le stoppe nuove.
4) Becco corvino (genov. Meüggio), che serve per cavar le stoppe vecchie dai commenti.
5) Venez. Fero da gua: ferro da calafato pei chiodi. (Stratico II, Appendice).
— V.
Ferrum (basso lat.).