Ferro1. — Àncora. Ancorotto delle barche. Stare sul ferro, dar fondo al ferro, salpare il ferro.
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TESARE A FERRO un cavo: tirarlo fino a renderlo rigido come fosse di ferro.
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Ferro per: Àncora, e per Grappino, nei secoli XV, XVI, XVII. (Jal; Crusca).
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— Ant.
Ferro di due marre: àncora propria dei vascelli. Venez. Fèro de do mare.
— Ant.
Ferro di quattro marre: propria delle galee. (V. esempi nella Crusca).
— Venez.
Fèro: grappino.
(Per « grappino » il Corazzini dà un venez. fereto che pare non esista e che è forse il còrso feretto registrato dallo Jal [nel caso ferettu]).
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Ferro della góndola: lamina di ferro lavorata, che serve d'ornamento alla prua della gondola. (Jal).
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Ferro di calafato (genov. Fero da cäfatto): scarpello di ferro che serve ai calafati per aprire i commenti dei bastimenti e per cacciarvi le stoppe. Di questi scarpelli vi sono diverse sorte:
1) Ferro piatto, o Palella (genov. Paèla), coll'estremità non tagliente, ma smussata, che serve a cacciar la stoppa senza tagliarla. Dabovich: Ferro da collo o da guo.
2) Ferro tagliente (genov. Fero da taggiâ), che serve per aprire i commenti e tagliar la pece;
3) Ferro doppio (genov. Fero da canâ), che nella sua estremità ha una o più scanalature, e serve per ribattere le stoppe nuove.
4) Becco corvino (genov. Meüggio), che serve per cavar le stoppe vecchie dai commenti.
5) Venez. Fero da gua: ferro da calafato pei chiodi. (Stratico II, Appendice).
— V.
Ferrum (basso lat.).