Fogone (Term. ant.). — Focone.
Folcimento (Term. ant.). — Scalmiera. Anche Fulcimento. (Guglielmotti).
(Cfr. it. ant. fulcimento « sostegno » [Galilei; Targioni Tozzetti], e lat. fulcimenta « attrezzi [di nave] » di stat. genov. del 1441: Jal. Lat. fulcimentum « sostegno »).
Folclore marino. — Raccolte e ricerche intorno a leggende, tradizioni, costumi, modi di dire, proverbi usati dai marinai e dai pescatori. (V. indicazioni bibliografiche nel Bustico). V.
Barcarola,
Barcarolada,
Battesimo,
Canto,
Costume,
Donne,
Forze,
Mangiare,
Rematrice,
Regata,
Vestimento, ecc.
Folgori (Term. sec. XVII). — «Fuochi lavorati volativi». (Falconi, 1612).
Fólgoro (Viaregg.). — Attrezzo di lancio per la cattura dei pesci. È formato da un ferro inastato terminante con un solo dardo ad aletta snodevole, che si apre nella ferita quando il pescatore tira a sé l'attrezzo.
(Dal lat. fŭlgŭr « saetta », da cui anche il tarant. frùvolo, sicil. fùrgaru «razzo»: Salvioni, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIII 614; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 3555).
Folletto. — Cordicella per assicurare il remo al bordo. Comunemente Filossino.
— Ogni cavetto per assicurare un oggetto. (Bustico).
Folpo1 (Term. it. dei marinai austriaci). — Ventrino. (Dabovich).
Folpo2 (Venez.). — I rami di corde per alzare lo stantuffo, o per alzare la berta nel figgere i pali. (Stratico, Appendice).
(Venez. folpo «polpo», mollusco cefalòpodo con 8 lunghi piedi di pari lunghezza, coi quali a volte si avvinghia al nuotatore e lo tira in fondo al mare).
Fonda1. — Ancoraggio.
—
STARE, ESSERE ALLA FONDA: dicesi di nave, in un porto o in una rada, ormeggiata alle sue àncore o a una boa di ormeggio o a un corpo morto.
—
Posto di fonda: punto in cui deve ancorarsi una nave per ordine dato da una autorità navale o portuale.
Fonda2 (Term. poet. sec. XV). — Fondo, profondità (del mare). (Pulci, 1481: Tommaseo e Bellini; Guglielmotti).
Fondacario (Term. ant.). — Custode del
fondaco (v.). Anche Fundacario. (Corazzini), Fondacajo, Fondachiere (Pisa, 1321), Fonticaro (Parenzo, 1363; Cherso, 1640). (Rezasco). V.
Fontegero (venez. ant.).
Fóndaco (Term. sec. XIV-XVI). — Grande fabbricato, concesso in un porto di mare ai mercanti di qualche stato o nazione, per deporvi e vendervi all'ingrosso le lor mercanzie, ed alloggiarvi essi stessi, pagando un certo diritto. (Villani; Mattioli, ecc.: Crusca; Corazzini). V.
Fondacario.
— (Sec. XIV): dogana, o fabbricato con magazzini, per il deposito e la vendita delle mercanzie portate di fuori. (Balducci Pegolotti; Boccaccio: Crusca).
— (Sec. XIV): il diritto dovuto alla dogana suddetta (ivi).
(V. Encicl. It. XV 610-611; Rezasco).
V.
Fontego (venez. ant.),
Alfondega (genov. ant.).
(Ora fóndaco indica la « bottega dove si vendono tessuti al minuto », venez. fóntego, ant. fondego, fontico. Dall'arabo fundak: De Gregorio e Seybold, Studi Glott. IlI 234; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 616; Steiger, Contrib. 216).
Fondale1 (Term. sec. XV). — Che si fa, che avviene nel fondo d'un fiume. (L. da Vinci: Crusca).
Fondale2. — Estensione di fondo (") (Guglielmotti).
— Profondità delle acque del mare in un dato punto.
Fondamenta (Venez.). — Strada marginale che incassa un rivo o un canale di Venezia. Le Fondamente nei documenti latini son dette Fundamenta, o Junctoria, e spesso erano costruite di legno. (Boerio; Mutinelli 172).
Fondare (lo scandaglio) (Term. ant.). — Gettarlo in mare per misurare il fondo. Usato da Giovanni da Empoli. (Jal; Guglielmotti; Corazzini). V.
Scandagliare.
— (Ant. poet., alla latina)
FONDARE LE NAVI: tenerle ferme sul luogo di ormeggio. (Crusca, v. VI 275).